09/06/2026
Una giornata intensa di 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 quella vissuta ieri a Roma all’Assemblea dei Centri Antiviolenza 𝗜𝗢 𝗖’𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢, organizzata dalla Fondazione Una Nessuna Centomila a conclusione del primo anno della 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗣𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗔𝗩.
Anche noi, rappresentate da Angela Lacitignola, abbiamo partecipato a questo importante momento collettivo di confronto, riflessione e visione, insieme a operatrici dei Centri Antiviolenza provenienti da tutta Italia, in un’aula Falcone Borsellino gremita e attraversata da parole, pratiche e prospettive capaci di rafforzare il senso profondo del nostro lavoro quotidiano.
𝗟𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗹𝗮𝗱𝗶𝗻𝗼 ha fatto il punto sul percorso della Scuola permanente di formazione per operatrici CAV e sull’accordo in itinere con le Università, sottolineando il valore dell’incontro tra sapere scientifico, esperienza sul campo e impegno civile.
Come ricordato dalla Rettrice dell’Università La Sapienza di Roma:
“𝗧𝗿𝗮 𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗮”.
Con 𝗖𝗲𝗹𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 sono stati aperti temi complessi, scomodi e necessari: dalla rappresentazione mediatica della violenza e dell’infanzia alle questioni legate a GPA, procreazione medicalmente assistita, adozioni, fino all’urgenza di analizzare con lucidità l’azione politica, di governo e di opposizione. Perché il modo in cui le donne vengono trattate, ascoltate o private di autorevolezza riguarda tutte e tutti. Abbiamo bisogno di 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗲, 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲.
Particolarmente importante anche il confronto sulle scuole e sugli scenari possibili aperti dalla legge Valditara, perché la prevenzione della violenza maschile contro le donne passa anche, e soprattutto, dall’educazione, dalla formazione e dalla capacità di costruire immaginari nuovi.
Il dialogo con artiste, artisti, festival, reti, laboratori, concerti, spot e talk sta contribuendo a generare 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.
Come ha ricordato 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮 𝗠𝗶𝗻𝗼𝗹𝗶, “𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮”: una narrazione capace di restituire complessità, responsabilità e rispetto, senza spettacolarizzare la violenza né neutralizzarne le cause.
Una giornata condivisa con le amiche di Impegno Donna, Giraffa Onlus, Centro Antiviolenza Pandora, CAV RiscoprirSi - Centro Antiviolenza, Centro Antiviolenza Io Sono Mia, Centro Antiviolenza Renata Fonte e di tutti i nostri CAV (Centro Antiviolenza "Rompiamo il silenzio", Centro Antiviolenza Rompiamo il Silenzio Manduria, Centro Antiviolenza Andromeda, Centro Antiviolenza Li.A., Centro Antiviolenza Li.A. dell'Ambito di Grumo Appula) che ha restituito la forza di una rete nazionale che cresce, si interroga, si forma e continua a costruire strumenti concreti per sostenere le donne, contrastare la violenza maschile e promuovere un cambiamento culturale profondo.
La giornata si è conclusa con una visita alla mostra/installazione della nostra cara vicepresidente, Ira Panduku, "𝗘𝗶𝗿𝗲𝗻𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗺𝗲", in esposizione 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗖𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗦𝗮𝗽𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮.