Ci troviamo nella Bassa Romagna, ai confini tra le provincie di Ravenna, Bologna e Ferrara, terra che ha fatto dell'ospitalità una bandiera e un emblema. "L'è e paés di ranoc", il paese dei ranocchi, specie ormai avvistabile per lo più nei piatti dei commensali della sagra paesana di metà settembre o in qualche altro ristorante locale, quando un tempo era invece ospite incontrastato delle valli e
paludi che dominavano il paesaggio ante bonifiche. Lungo l’antico Canale dei Mulini e il percorso millenario della Vecchia Selice, vie di comunicazione fondamentali fin dal Medio Evo - se non addirittura fin dall’epoca Romana, come sostengono alcuni studiosi - tra Imola e il porto di Conselice - anticamente importante punto di approdo per le piccole imbarcazioni che trasportavano mercanzie da e per l’Adriatico attraverso il ramo più meridionale del Po - si trova la storica residenza della famiglia Stefanini, la cui costruzione si può datare a non più tardi di fine ‘800, ma almeno una parte di essa potrebbe risalire perfino al XVIII secolo (purtroppo il catasto è una invenzione molto più recente...). E dalle ceneri mai estinte del vecchio circolo L’Arcigno, che vide i suoi fasti nel triennio 1984-86 e rimase a lungo nella memoria dei suoi numerosi avventori sia per l’originalità del suo allestimento, nettamente precursore dei tempi, che per la qualità delle pietanze preparate dal mitico oste “Giano”, circolo antesignano di quello che poi divenne di lì a poco un movimento che oggi ha estensione e risonanza internazionali come lo Slowfood, risorgerà a breve il circolo culturale ricreativo "Caput Silicis", anche grazie alla gentile concessione della proprietaria della casa Roberta. La residenza è attorniata da un ampio parco e giardino ricco anch’esso di storia, di alberi e piante secolari e altre impiantate nell’ultima parte del secolo scorso. Questo luogo, che riunisce all'interno dell'abitazione locali sia rustici che più moderni, al tempo stesso caratterizzato da privacy e tranquillità ma poco distante dai centri abitati di Conselice e San Patrizio, vuole ergersi a punto di aggregazione sia per gli abitanti del posto (sia per i nostalgici di un tempo che fu che per le nuove generazioni anch’esse alla ricerca di un punto di ritrovo alternativo) che per chiunque sia alla ricerca di qualcosa di nuovo e al tempo stesso riscoprente il valore delle tradizioni romagnole. Uno dei suoi obiettivi, infatti, è proprio quello di valorizzare e promuovere i prodotti tipici locali, tutte quelle eccellenze enogastronomiche (e ce sono tante, dai formaggi, ai salumi, ai vini, ecc.) che offre il territorio circostante. Il circolo, con ingresso riservato ai soci dello stesso (nonché a tutti i già tesserati Arci a livello nazionale), offre l’occasione non solo per ritrovarsi, stare in compagnia e scambiarsi idee e opinioni su tutto (i famosi quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo cantati da Gino Paoli…), ma anche per ascoltare buona musica dei generi e gusti più disparati sia dall’impianto stereo rigorosamente vintage (con una discreta raccolta di cd e anche album in vinile dagli anni ’60 ai giorni nostri) che suonata dal vivo sul pianoforte di casa (se poi qualcuno volesse portarsi appresso chitarre e quant’altro è liberissimo di farlo), per bere o mangiare qualcosa di veloce, per organizzare giochi e tornei, ma anche per partecipare ad eventi, feste, compleanni, serate con musica dal vivo, karaoke, seminari, conferenze e dibattiti su temi di attualità, culturali, filosofici, religiosi, politici, presentazione di libri, e molto altro ancora. La forza delle associazioni come questa sono gli stessi soci, chiamati ciascuno a prendere parte attiva alla costruzione del “palinsesto”, a dare il proprio contributo di idee e iniziative, a offrire il proprio sostegno fattivo con il tempo e le risorse messe a disposizione per il bene comune. Siete invitati quindi a ve**re, vedere coi vostri occhi, affinare bene gli altri sensi e diventare parte del circolo. Siamo convinti che poi ci tornerete volentieri ogni qual volta ne avrete la possibilità.