22/08/2025
In attesa della cerimonia ufficiale..
Trovate un interessante articolo
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Inaugurazione del “ripristinato” Cimitero Militare di Cima Palone
22 Agosto 2025/da Redazione
Di Ovidio Pellizzari
Cima Palone – in passato chiamata Cima Sera – è collocata lungo la cresta che dal Monte Cadria e dal Nozzolo, a nord, scende fino al Monte Stigolo e alla Rocca Pagana, a sud, dividendo la Valle del Chiese dalla Valle di Ledro.
Nel 2021, dopo che la Tempesta Vaia aveva danneggiato l’ex cimitero militare, gli Alpini di Tiarno di Sotto, Condino e Cimego, hanno deciso di occuparsi della sua pulizia e manutenzione. Così, il 18 settembre di quell’anno, si effettuò un primo sopralluogo congiunto per valutare cosa si dovesse effettivamente fare. Nella seconda metà del 2024 si è provveduto alla rimozione degli alberi schiantati e dei detriti ma, solo dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni da parte del Comune di Borgo Chiese, della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Provincia Autonoma di Trento e della Comunità di Valle delle Giudicarie, oltre al nulla osta del Ministero della Difesa – Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, sono iniziati i lavori che, grazie alla testimonianza scritta del Cappellano Militare Padre Francesco Piazzoni, hanno portato alla ricollocazione di uno steccato attorno al muro a secco originario e di 24 croci in legno. A questi è stata aggiunta una bacheca informativa. Alle attività ha partecipato un nutrito gruppo di Alpini volontari e i costi finora sostenuti, sono stati in larga parte finanziati dalla Sezione Alpini di Trento.
L’area cimiteriale fu realizzata sul versante sudoccidentale di Cima Palone, a circa 1.550 m di quota, all’indomani delle operazioni militari che, nei giorni del 18, 19 e 20 ottobre 1915, portarono all’occupazione della posizione da parte del Regio Esercito Italiano, con lo scopo di accogliere una parte dei caduti di quei combattimenti. Dalla relazione del Colonnello Fiorone Vittorio, comandante del 61° Reggimento Fanteria della Brigata Sicilia, l’azione militare che condusse alla presa di Cima Palone vide coinvolti principalmente i soldati sotto il suo comando, insieme a quelli appartenenti ad alcune Compagnie del 5° Reggimento Genio Minatori, supportati – in particolare – dal 16° Reggimento Artiglieria da Campagna.
Secondo la relazione ufficiale del Servizio Sanitario sappiamo che il combattimento provocò 44 morti e 229 feriti. Tra i soldati deceduti vi furono tre ufficiali (Maggiore Giovanni Corridori, Capitano Bernardino Lovera e Sotto Tenente Enrico Baldantoni) che furono sepolti inizialmente a Rango e, poi, nel cimitero di Condino. I 41 uomini della truppa, invece, furono in parte tumulati nel Cimitero del Palone e, in parte, in un altro cimitero predisposto nella zona, “a quota 1540”, del quale oggi non restano tracce.
Domenica 24 agosto 2025 sarà inaugurato il “ripristinato” Cimitero Militare alla presenza dei Gruppi Alpini delle zone Alto Garda – Ledro e Giudicarie – Rendena, dei rappresentanti della Sezione di Trento, delle autorità civili e militari e della Fanfara Alpina di Pieve di Bono. L’accesso alla zona della cerimonia sarà possibile a piedi da Malga Caino – Borgo Chiese (partenza colonna ore 8.00 – tempo stimato di percorrenza circa 2 ore) o da Tiarno di Sotto, utilizzando mezzi propri fino alla Baita degli Alpini, proseguendo poi, a piedi o, eventualmente, con servizio di trasporto fino a Malga Cap. Alle ore 11, nei pressi del Cimitero, vi sarà l’alzabandiera cui seguiranno i discorsi ufficiali. Alle 11.30 sarà celebrata la Santa Messa officiata da Padre Fausto Rosa, già missionario in Bolivia e, alle ore 13, sarà possibile degustare la polenta carbonera presso la vicina Malga Cap.
Sono passati quattro anni dall’avvio del progetto di riqualificazione dell’area cimiteriale di Cima Palone fino alla cerimonia di completamento dei lavori. Ma il tempo trascorso ci consente – forse non casualmente – di celebrare questo momento a quasi 110 anni esatti dalla conquista di Cima Palone (ottobre 1915 – ottobre 2025) da parte del Regio Esercito Italiano e quindi, dalla morte di quei giovani uomini, di entrambi gli schieramenti, che quassù combatterono con coraggio e persero la vita. Il significato di quel sacrificio non deve andare disperso e ci deve far riflettere sul valore della pace e della riconciliazione.