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14/10/2026

🥾 DALLE MONTAGNE AL LAGO: DA BRUNATE A TORNO, PASSANDO PER IL MONTE BOLETTO

Ci sono tanti modi per scoprire il Lago di Como. Uno dei più belli è allontanarsene per qualche ora, salire sulle montagne che lo circondano e ritrovarlo, alla fine della giornata, da una prospettiva completamente diversa.

Il nostro percorso comincia a Brunate. Ci siamo già venuti con il post della settimana scorsa, ricordate? È il paese che domina Como dall'alto, raggiungibile anche con la storica funicolare. Da qui lasciamo poco alla volta le case alle nostre spalle e ci incamminiamo verso il Monte Boletto, passando per il Faro Voltiano.

Il Boletto è una “vetta” che chi vive a Como conosce bene, almeno di vista. Ma salendo, tra boschi e tratti aperti, il panorama cambia continuamente. Lo sguardo corre verso la Brianza, la pianura e, dove il sentiero lo permette, torna a cercare il lago.

Superato il Boletto, il cammino prosegue verso Montepiatto. Qui l'atmosfera cambia ancora: dalle vedute aperte della montagna si passa alla tranquillità di un piccolo borgo, con le sue case, la chiesetta e i sentieri che da sempre collegano queste alture ai paesi del lago.

E poi arriva l'ultima parte, quella che ci riporta verso l'acqua.

Il sentiero scende fino a Torno, tra le viuzze del paese e il suo piccolo porto. Dopo tante ore trascorse a guardare il lago dall'alto, ritrovarsi sulle sue rive ha un sapore particolare.

È forse questo il bello di una camminata come questa: partire da un paese sopra Como, attraversare boschi e montagne e concludere il percorso in uno dei borghi più suggestivi del Lario.

🎬 Nel video Relive ripercorriamo la nostra escursione, tappa dopo tappa.

🥾 Per chi volesse rifare il percorso, nel primo commento trovate la scheda tecnica, con le informazioni pratiche per organizzare la camminata.

E voi? Avete mai raggiunto Torno scendendo da Montepiatto, oppure conoscete soprattutto questi luoghi dal lago?

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Il Teatro Sociale è uno di quei luoghi che fanno parte del paesaggio quotidiano di Como. Ci passiamo davanti, lo riconos...
13/10/2026

Il Teatro Sociale è uno di quei luoghi che fanno parte del paesaggio quotidiano di Como. Ci passiamo davanti, lo riconosciamo subito. Poi magari rimandiamo una serata a teatro: “Prima o poi guardo il programma”.

Sfogliando quello di quest’anno, mi ha incuriosito il filo scelto per la stagione: VOLT, la scienza e Alessandro Volta, in vista del bicentenario della sua morte nel 2027. Mi piace l’idea di ritrovare in teatro un pezzo dell’identità di Como e vedere come viene raccontato attraverso spettacoli diversi.

Ho segnato tre appuntamenti, anche pensando a modi diversi di trascorrere qualche ora in città.

Giovedì 15 ottobre, alle 20.30, Corrado D’Elia porta in scena “Galileo, oltre le stelle”. Prima, alle 18.30, c’è l’incontro “Vedere l’invisibile”, a ingresso libero. Questo accostamento tra un incontro di scienza e un racconto teatrale è quello che mi ha incuriosito di più. Lo spettacolo delle 20.30 è invece a pagamento.

A novembre c’è “L’italiana in Algeri” di Rossini: venerdì 13 alle 20 e domenica 15 alle 15.30. La possibilità del pomeriggio mi sembra interessante anche per chi preferisce organizzarsi senza uscire la sera.

E poi ho segnato il Volta Day, domenica 22 novembre dalle 10: una giornata a ingresso libero, con attività scientifiche, incontri e laboratori anche per bambini e ragazzi. Potrebbe essere uno spunto per andarci con figli o nipoti. Il programma dettagliato è ancora in definizione, quindi lo riprenderemo più avanti.

Per ora mi fermo a queste tre idee. A volte, per vivere un po’ di più la propria città, basta guardare cosa succede dentro un luogo davanti al quale passiamo spesso.

Voi il Sociale lo frequentate? C’è uno spettacolo visto lì che ricordate ancora?

Il programma, con le informazioni sui biglietti, è sul sito del teatro

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🚶🌿 COMO A PASSO LENTO: CAMMINARE FA BENE, FARLO INSIEME ANCORA DI PIÙA volte basta davvero poco: un paio di scarpe comod...
12/10/2026

🚶🌿 COMO A PASSO LENTO: CAMMINARE FA BENE, FARLO INSIEME ANCORA DI PIÙ

A volte basta davvero poco: un paio di scarpe comode, un po' di tempo e la voglia di uscire di casa.
E da queste parti, diciamolo, abbiamo anche parecchia fortuna.

Possiamo camminare sul lungolago, entrare in un bosco a pochi minuti dalla città, attraversare un borgo, seguire un sentiero oppure semplicemente scegliere una strada che percorriamo sempre in macchina e guardarla con occhi diversi.

Camminare fa bene al corpo e alla mente. Ma può essere anche un modo semplice per riscoprire il territorio.

E se lo facessimo insieme?

Nel Comasco esistono anche i Gruppi di Cammino: persone che si ritrovano per fare movimento in compagnia, conoscersi e trasformare una passeggiata in un appuntamento.

Non serve essere sportivi. Ognuno ha il proprio passo, la propria distanza e il proprio modo di vivere una camminata.

Dal lago alla Spina Verde, dai paesi affacciati sul Lario ai tanti sentieri della provincia, spesso basta partire per accorgersi di quante cose abbiamo vicino a casa.

💬 Dove vi piace camminare nel Comasco?
E se nel vostro Comune conoscete un Gruppo di Cammino, raccontatecelo nei commenti. Le segnalazioni potranno aiutarci a costruire, dopo averle verificate, una piccola mappa delle esperienze del territorio.

Vivere a... Como significa anche questo: vivere il territorio, un passo alla volta. 💚

Immagini illustrative generate con AI.

Da Como a Brunate bastano sette minuti. La funicolare lascia il lago alle spalle e sale per poco più di un chilometro, s...
11/10/2026

Da Como a Brunate bastano sette minuti. La funicolare lascia il lago alle spalle e sale per poco più di un chilometro, superando quasi 500 metri di dislivello. A metà strada le vetture si incrociano; poi il panorama si apre sempre di più.

La storia comincia nel 1894: prima a vapore, dal 1911 elettrica. E fuori dalla stazione di Brunate, le vecchie ruote dentate ricordano gli ingranaggi di un’altra epoca.

Una volta arrivati, ci prendiamo il tempo di fare due passi tra le vie e le ville del paese, cercare uno scorcio sul lago e poi riprendere la funicolare per tornare a Como. Un viaggio breve, ma con parecchia storia lungo la salita.

Voi l’avete presa di recente? Vi siete mai fermati a guardare le ruote storiche dietro la stazione?

Fonti: SPT Holding e ATM. Immagine illustrativa generata con AI.

𝗜𝗟 𝗪𝗘𝗘𝗞𝗘𝗡𝗗 𝗜𝗡 𝗖𝗨𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗢 𝗔𝗣𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗣𝗢𝗥𝗧𝗘 𝗘 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔 𝗥𝗜𝗧𝗠𝗢Ci sono fine settimana nei quali bisogna cercare qualcosa da fare. E ...
10/10/2026

𝗜𝗟 𝗪𝗘𝗘𝗞𝗘𝗡𝗗 𝗜𝗡 𝗖𝗨𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗢 𝗔𝗣𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗣𝗢𝗥𝗧𝗘 𝗘 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔 𝗥𝗜𝗧𝗠𝗢

Ci sono fine settimana nei quali bisogna cercare qualcosa da fare. E poi ce ne sono altri in cui il problema è scegliere.

Quello del 10 e 11 ottobre appartiene decisamente alla seconda categoria.

Si comincia con le Giornate FAI d’Autunno: due giorni per entrare in luoghi che spesso vediamo soltanto da fuori, oppure che attraversiamo senza conoscerne davvero la storia.

Il bello delle giornate FAI, in fondo, è proprio questo: ricordarci che per scoprire qualcosa di nuovo non è sempre necessario andare lontano. A volte basta trovare finalmente aperta una porta davanti alla quale siamo passati decine di volte.

Sabato, però, Como cambierà anche velocità.

Il Lombardia partirà da Bergamo e arriverà sul lago dopo 239 chilometri. Nel finale i corridori attraverseranno Como, saliranno verso Civiglio e affronteranno due volte San Fermo della Battaglia.

Per qualche ora strade che percorriamo abitualmente diventeranno il terreno decisivo di una delle corse ciclistiche più importanti e affascinanti della stagione.

Domenica il ritmo può tornare più tranquillo.

Alle 10 il Tempio Voltiano propone “Tutti al Tempio!”, un’attività gratuita dedicata a ragazzi e famiglie. Un’occasione per entrare nel luogo simbolo di Alessandro Volta senza trasformare la visita in una lezione scolastica.

Chi invece preferisce allontanarsi dalla città può seguire il lago fino a Villa Carlotta. Sabato e domenica, alle 14:30, il laboratorio “Fiori di carta” permetterà di costruire fiori ispirati alla natura attraverso forme, colori e tecniche diverse.

Quattro proposte apparentemente lontane, ma con qualcosa in comune.

Una porta che si apre.
Una strada che diventa spettacolo.
Un museo che accoglie le famiglie.
Un semplice foglio di carta che diventa un fiore.

Forse è proprio questo il modo migliore di vivere Como in autunno: guardare gli stessi luoghi con un po’ più di curiosità.

𝗩𝗼𝗶 𝗱𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲?

Da un’apertura FAI, dall’arrivo del Lombardia, dal Tempio Voltiano oppure da una giornata sul lago?

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🍂 Tre passeggiate, un filo d’autunno che segue il Lago di ComoPer godere dei colori di questo autunno, saliamo ancora a ...
09/10/2026

🍂 Tre passeggiate, un filo d’autunno che segue il Lago di Como

Per godere dei colori di questo autunno, saliamo ancora a Rovenna, sopra Cernobbio. Il Sentée di Sort scende verso Moltrasio a mezza costa: tra le foglie compaiono scorci di lago e le tracce di un antico cammino, un tempo legato ai mulini e alle osterie di Casarico.

Poi ci spostiamo a Schignano. Dal Posa entriamo nel bosco e seguiamo i volti scolpiti nel legno del Sentiero delle Espressioni. Si sale verso l’Alpe Comana e il Monte Comana, tra faggi e castagni; poi si chiude l’anello tornando verso Posa.

L’ultima tappa è la Val Sanagra. Da Codogna, il percorso delle Querce secolari ci accompagna fino al Rogolone e al Rogolino: due grandi querce, custodi silenziose di un autunno che invita a rallentare.

La cartina indica anche altri luoghi in provincia di Como dove cercare i colori d’autunno:

• Como: il filare sul lungolago e i parchi di Villa Olmo e Villa del Grumello.
• Tremezzina: il parco di Villa Carlotta e il Parco Olivelli.
• Bellagio: il parco di Villa Melzi.
• Nesso: il ponte della Civera, tra il borgo e gli scorci sull’acqua.

Tre cammini, tre atmosfere, lo stesso lago sullo sfondo. Quale scegliereste?

07/10/2026

𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘 𝗕𝗜𝗦𝗕𝗜𝗡𝗢: 𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗚𝗡𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗚𝗨𝗔𝗥𝗗𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗢 𝗗𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗟𝗧𝗢

Il Bisbino è una di quelle montagne che da Como sembrano essere sempre lì.

La vediamo sopra Cernobbio, sul confine con la Svizzera, ma spesso la conosciamo meno di quanto pensiamo.

Questa volta siamo saliti partendo da Rovenna. Lasciata l’auto nel parcheggio gratuito, si imbocca la vecchia mulattiera che sale nel bosco verso la vetta.

Il percorso è abbastanza chiaro, ma non bisogna lasciarsi ingannare: si parte da circa 440 metri e si arriva ai 1.325 del Bisbino. Sono quasi 900 metri di dislivello, praticamente senza grandi momenti di tregua.

Ogni tanto, però, il bosco si apre e lascia intravedere il lago. Sono quei piccoli scorci che aiutano a dimenticare almeno per qualche minuto la fatica.

Arrivati in cima troviamo il Santuario della Beata Vergine, il punto di ristoro, il piccolo museo e soprattutto un panorama che, nelle giornate limpide, spazia dal Lario alle montagne svizzere e alle Alpi.

Ma il Bisbino non è soltanto panorama.

È un luogo di pellegrinaggi e di memoria, attraversato dalla storia del confine, del contrabbando e delle fortificazioni costruite durante la Prima guerra mondiale. Un monte sul quale la presenza del Santuario è documentata fin dal Trecento e al quale le comunità di Rovenna e della vicina Sagno sono legate da secoli.

E poi, naturalmente, una volta arrivati c’è stato anche il tempo per la fotografia di rito

La discesa segue lo stesso percorso dell’andata. Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche, ma il dislivello richiede un po’ di allenamento, scarpe adatte e attenzione al tempo, che in vetta può cambiare rapidamente.

𝗩𝗼𝗶 𝘀𝗶𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗮𝗹𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝗕𝗶𝘀𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮 𝗥𝗼𝘃𝗲𝗻𝗻𝗮?

Oppure lo conoscete soprattutto per la strada che arriva fino alla vetta?

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06/10/2026
🎄 MERCATINI DI NATALE 2026: OLTRE LE ALPI – PARTE 2, AUSTRIA E GERMANIADa Como, questa volta, bisogna andare un po’ più ...
06/10/2026

🎄 MERCATINI DI NATALE 2026: OLTRE LE ALPI – PARTE 2, AUSTRIA E GERMANIA

Da Como, questa volta, bisogna andare un po’ più lontano. Superato il Brennero, il Natale cambia ancora: Innsbruck, Salisburgo e Vienna da una parte; Stoccarda, Rothenburg, Norimberga e la Foresta Nera dall’altra.

La prima porta d’ingresso è Innsbruck. Qui non c’è un unico mercatino, ma diversi piccoli mondi natalizi sparsi per la città. Quello del centro storico, davanti al Tettuccio d’Oro, apre dal 13 novembre al 23 dicembre 2026 e conta circa 65 bancarelle; quello della Marktplatz ne ha oltre 60, mentre Maria-Theresien-Straße continua fino al 6 gennaio.
Per chi parte dal Comasco c’è anche una soluzione semplice: I Tuoi Viaggi propone Innsbruck domenica 29 novembre a circa 100 euro, in giornata.

Poi c’è Salisburgo, forse il passaggio naturale tra il Natale alpino e quello imperiale. Il Christkindlmarkt della Domplatz e Residenzplatz sarà aperto dal 19 novembre 2026 al 1° gennaio 2027, nel cuore della città di Mozart.
Ma qui la gita diventa viaggio: I Tuoi Viaggi propone Salisburgo e Vienna dal 5 all’8 dicembre, circa 643 euro.

Negli stessi giorni c’è anche la proposta di Cantoni Tours, che aggiunge Innsbruck al percorso: 5–8 dicembre, Innsbruck, Vienna e Salisburgo, circa 749 euro, con partenze indicate da Como, Olgiate Comasco e Cagno.

E poi c’è Vienna, dove parlare di “un mercatino” è quasi riduttivo. Quello della Rathausplatz sarà aperto dal 13 novembre al 26 dicembre, Schönbrunn addirittura dal 6 novembre al 6 gennaio. Ci sono poi Belvedere, Freyung, Maria-Theresien-Platz e Am Hof.
Qui il Natale non è più soltanto casette e vin brulé: è una città intera che cambia faccia.

Superato il confine tedesco, invece, il viaggio si moltiplica.

I Tuoi Viaggi propone già per il 28 e 29 novembre tre itinerari diversi. Il primo porta a Ulm, Esslingen e Stoccarda, circa 275 euro. A Esslingen il mercatino diventa medievale, tra case a graticcio, fiaccole, artigiani e figuranti; a Stoccarda il Natale occupa il centro con centinaia di casette.

Sempre il 28 e 29 novembre, un secondo itinerario porta a Rothenburg ob der Tauber e Norimberga, circa 335 euro. Rothenburg sembra fatta apposta per Natale: mura, case medievali e il Reiterlesmarkt, aperto nel 2026 dal 26 novembre al 23 dicembre.
Il giorno dopo si arriva a Norimberga, uno dei grandi nomi del Natale tedesco.

Il terzo itinerario entra invece nella Foresta Nera, sempre il 28–29 novembre, circa 282 euro, passando tra Triberg, Titisee e Friburgo. Il mercatino di Friburgo sarà aperto dal 19 novembre al 23 dicembre 2026.
Qui il viaggio conta quasi quanto il mercatino: boschi, piccoli centri, orologi a cucù e quella Germania da cartolina che a dicembre funziona particolarmente bene.

Su Stoccarda troviamo anche Cantoni Tours, con una proposta interessante perché permette il confronto diretto: Stoccarda, Esslingen e Reutlingen, due giorni, circa 239 euro, sia il 28–29 novembre sia il 12–13 dicembre. La partenza indicata è da Como, Olgiate Comasco e Cagno.

📍 IN BREVE: PARTENZE DAL TERRITORIO

🔹 28–29 novembre – Ulm, Esslingen e Stoccarda – I Tuoi Viaggi – circa €275
🔹 28–29 novembre – Rothenburg e Norimberga – I Tuoi Viaggi – circa €335
🔹 28–29 novembre – Foresta Nera, Triberg, Titisee e Friburgo – I Tuoi Viaggi – circa €282
🔹 28–29 novembre – Stoccarda, Esslingen e Reutlingen – Cantoni Tours – circa €239
🔹 29 novembre – Innsbruck – I Tuoi Viaggi – circa €100
🔹 5–8 dicembre – Salisburgo e Vienna – I Tuoi Viaggi – circa €643
🔹 5–8 dicembre – Innsbruck, Vienna e Salisburgo – Cantoni Tours – circa €749
🔹 12–13 dicembre – Stoccarda, Esslingen e Reutlingen – Cantoni Tours – circa €239

⚠️ Prezzi, programmi e disponibilità possono cambiare: prima di prenotare va sempre controllata la proposta aggiornata dell’agenzia.

Anche qui il confronto è interessante. Con circa 100 euro si può fare una giornata a Innsbruck. Con 239–335 euro si entra nel mondo dei mercatini tedeschi con un weekend. Per Vienna e Salisburgo bisogna invece mettere in conto quattro giorni e una cifra decisamente superiore.

E forse è proprio questa la domanda della seconda puntata: quanto lontano vale la pena andare per un mercatino di Natale?

🎄 E voi? Preferireste la Vienna imperiale, la Salisburgo di Mozart, il Natale medievale di Rothenburg ed Esslingen, oppure partireste per la Foresta Nera?

📌 Post non sponsorizzato: non abbiamo alcun legame con le agenzie citate.

05/10/2026

È tempo di mercatini?

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