23/01/2026
Nel primo anno della presidenza Trump si è registrato un rafforzamento di pratiche autoritarie e un indebolimento dei diritti umani negli Stati Uniti. È quanto emerge dal nostro più recente rapporto, “Ringing the alarm bell”, che analizza 12 ambiti tra loro collegati in cui l’amministrazione Trump sta smantellando i fondamenti di una società democratica. Tra questi figurano gli attacchi ai media e al diritto all’informazione, alla libertà di espressione e di protesta pacifica, alle organizzazioni della società civile e al mondo accademico, così come le pressioni contro oppositori politici, voci critiche, giudici e avvocati, e l’indebolimento dello stato di diritto e delle garanzie di un giusto processo.
Il rapporto mette inoltre in luce le gravi violazioni dei diritti delle persone migranti e rifugiate, la strumentalizzazione di alcune comunità come capri espiatori, i passi indietro nella tutela contro la discriminazione, l’utilizzo delle forze armate per scopi interni, lo smantellamento dei meccanismi anticorruzione e di responsabilità delle imprese, l’estensione della sorveglianza senza adeguati controlli e i tentativi di minare i sistemi internazionali creati per la difesa dei diritti umani.
“Sotto la presidenza Trump, stiamo assistendo a una pericolosa traiettoria che ha già prodotto un’emergenza dei diritti umani. Infrangendo le regole e concentrando il potere, l’amministrazione Trump sta cercando di rendere impossibile a chiunque di chiamarla a rispondere del suo operato. Non c’è dubbio che queste pratiche autoritarie stiano erodendo i diritti umani e aumentando i rischi per i giornalisti e per le persone che esprimono dissenso: manifestanti, avvocati, studenti e difensori dei diritti umani” ha commentato Paul O’Brien, direttore generale di Amnesty International Usa.