21/10/2025
++COMUNICATO STAMPA++
MANIFESTAZIONE PER LA PALESTINA, CONTRO IL RIARMO, CONTRO LE FABBRICHE DI ARMI
Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace.
A Gaza chi torna a casa non trova piรน la propria casa. Dopo decine di migliaia di morti, tra cui almeno 20.000 bambini, centinaia di migliaia di feriti, intere famiglie annientate. Ospedali e scuole rasi al suolo. Giornalisti e personale medico presi di mira e uccisi senza pietร . Infrastrutture demolite.
Fame e malattie hanno colpito un intero popolo ed ancora dopo la dichiarazione del cessate il fuoco la situazione non รจ sostanzialmente cambiata: aiuti alimentari e medicinali non entrano nella striscia di Gaza, quanto sarebbe necessario e con la qualitร richiesta. Il governo Israeliano e Trump minacciano di riprendere i bombardamenti se non verranno riconsegnati i corpi di tutti gli ostaggi deceduti, gran parte dei quali sono sepolti sotto quelle macerie che i bombardamenti dellโIDF hanno provocato, riducendo Gaza ad un campo di rovine o addirittura ad una piana desolata quando i bulldozer hanno spianato tutto.
In Cisgiordania continuano le aggressioni da parte dei coloni supportati dallโesercito, impedendo ai palestinesi di lavorare la propria terra e raccoglierne i frutti, sradicando gli ulivi. Con la creazione di nuove colonie, secondo il famigerato progetto denominato E1, si vuole definitivamente dividere e frazionare la Cisgiordania per rendere impossibile la sua ricomposizione, territoriale e politica. In queste tragiche giornate, egualmente tragica รจ la genesi di nuove future violenze e contrapposizioni mortali, lโidentificarsi del popolo israeliano nella negazione dei diritti, dellโidentitร del popolo palestinese, della sua possibilitร di vivere come societร libera, di determinare il proprio destino. Ciรฒ che si prepara, mentre si lavora a distruggere definitivamente possibilitร per la popolazione della Cisgiordania di esistere in quanto societร , รจ la gestione coloniale della striscia di Gaza, negando alla sua popolazione ogni possibilitร di autodeterminazione.
Da settimane le piazze e le strade delle cittร italiane sono attraversate da grandi manifestazioni contro il genocidio in atto nella striscia di Gaza e contro la corsa alle armi che investe tutti i paesi europei. IL 4 di ottobre a Roma centinaia di migliaia di persone erano in piazza, in gran parte giovani che hanno distrutto il luogo comune secondo cui li caratterizzava disimpegno e indifferenza nei confronti delle contraddizioni, le ingiustizie e le tragedie del presente.
Un genocidio non ne giustifica un altro.
Raccomandiamo alle scuole di moltiplicare le visite al campo di Auschwitz, rammentando che un genocidio non ne giustifica un altro come era scritto su un cartello portato in piazza a Colleferro. Per comprendere il presente dobbiamo conoscere il passato, lโorigine dello stato attuale delle cose, affinchรฉ si comprenda come per sanare le drammatiche conseguenze di una ingiustizia, di una tragedia umanitaria non si possa giustificare un altro percorso di violenza e sopraffazione.
La corsa al riarmo in atto in tutti paesi europei, programmata dalle istituzioni europee nei prossimi anni sottrarrร ingenti risorse da destinare ai bisogni fondamentali della popolazione, alla lotta contro il cambiamento climatico. Questo accade dopo che negli ultimi anni e decenni abbiamo assistito alla crescita delle diseguaglianze sociali. Le possibilitร che nascono dello sviluppo tecnologico trainato dalle tecnologie digitali, dallโIntelligenza Artificiale sono sempre piรน piegate alle necessitร dellโindustria militare. Nel nostro territorio in particolare assistiamo alla crescita delle produzioni militari e si parla di riconvertire produzioni civili in produzioni militari come nel caso dello stabilimento automobilistico di Cassino.
Costruire un movimento per la pace significa operare concretamente per un futuro diverso, contro la crescita delle diseguaglianze sociali e le conseguenze drammatiche del riscaldamento globale, che sin da ora colpiscono tutte le regioni del globo, ma in particolare il nostro paese e lโarea del mediterraneo. Un compito che spetta innanzitutto alle nuove generazioni che vivranno e saranno protagoniste di quel futuro. Il genocidio, il massacro di popolazioni e di civili inermi in ogni parte del mondo non รจ certo la prospettiva giusta.
ร giusto e necessario che le scuole siano luogo di un libero confronto, di riflessione sulla costruzione del futuro.
Per questo continuiamo la nostra mobilitazione, come accade in tutte le piazze e le strade delle cittร del nostro paese. Invitiamo tutti a manifestare Domenica 26 ottobre a Colleferro, alle ore 14:30 presso i giardini di Colleferro Scalo, vicino la stazione ferroviaria.
Seguici su Instagram .valle delsacco o sulla nostra pagina Facebook Disarmiamoli - Valle del Sacco
Scrivi a [email protected] oppure [email protected]