04/10/2026
Siamo ancora profondamente emozionati per l’incontro di ieri pomeriggio presso la Sala De Filippo, organizzato in occasione dell’VIII Centenario francescano (1226 – 2026).
Ci siamo interrogati su un tema profondo: “Perché, dopo 800 anni, continuiamo a parlare di Francesco.”
Il merito di aver reso questo pomeriggio indimenticabile va al professor Nicola Parisi (Docente presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum).
Con la sua conduzione magnetica e di grandissimo spessore, ha saputo toccare nel profondo i presenti, guidandoci in un viaggio che ci ha scosso e fatto riflettere su concetti potentissimi:
• La spiritualità e l'imprevedibilità del cammino: inteso come la capacità di lasciare le proprie certezze per andare incontro all'ignoto, pronti a farsi sorprendere dalla vita.
• La provocazione dell'imprevisto: una profonda riflessione sul principio di causa-effetto e sulla nostra innata difficoltà ad accettare e accogliere ciò che non possiamo controllare.
• La rivoluzione di San Francesco: il passaggio storico in cui le persone comuni hanno imparato a leggere la Bibbia, riscoprendo il valore evangelico della povertà e dell'affidamento totale allo Spirito.
• L'obbedienza e la Regola: l'importanza del legame indissolubile di Francesco con la Chiesa.
Nonostante la spinta rivoluzionaria, la sua grandezza è passata per l'obbedienza filiale, pilastro che ha permesso al suo messaggio di custodirsi integro nei secoli.
Le radici nel nostro territorio: un momento di grandissimo orgoglio è stato il passaggio in cui il professor Parisi ha rievocato il legame intimo di Francesco con le nostre terre.
Nel suo storico cammino da Castelvecchio Subequo verso Celano, il Poverello d'Assisi ha attraversato proprio la nostra zona; ed è emozionante pensare che qui a Collarmele sarà stato sicuramente accolto dal calore e dalla fede dei nostri antenati, lasciando un'impronta spirituale che vive ancora oggi.
Un momento di eccezionale poesia si è vissuto quando il professor Parisi ha preso spunto proprio dai bellissimi disegni realizzati dai nostri bambini.
Attraverso i loro occhi, San Francesco è apparso nella sua veste più autentica: una figura leggera, pura, capace di parlare agli animali e di abbracciare il mondo con l'innocenza e la spontaneità che solo i più piccoli sanno esprimere.
Guardando quei tratti colorati, abbiamo toccato con mano la vera essenza del messaggio francescano.
Un momento di grande valore per la nostra comunità è stato inoltre l'intervento del nostro parroco, Don Francesco Tudini, che ringraziamo di cuore.
Il suo contributo ha saputo toccare le corde giuste, ponendo l'attenzione e ricordandoci con forza il fondamento di questa figura: il fatto che Francesco sia, prima di tutto, un Santo, guidato da una fede assoluta.
Ci teniamo a esprimere il nostro più sentito ringraziamento a Nicola Parisi per aver condiviso con noi la sua immensa conoscenza e la sua travolgente energia.
Un grazie speciale va al Comune di Collarmele e al Sindaco Sara D'Agostino per il prezioso patrocinio, ai piccoli e grandi artisti che hanno colorato la sala con le loro opere e a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo pomeriggio di autentica e profonda riflessione.