Centro di Sviluppo Politico e Sociale - CSPS

Centro di Sviluppo Politico e Sociale - CSPS Think tank apartitica, no profit, avente come scopo la realizzazione di studi e analisi politico-sociali.

Il Centro di Sviluppo Politico e Sociale (CSPS) è una think tank senza scopo di lucro che punta su approcci innovativi in materia di analisi politica, sociale ed economica,

Obiettivi fondamentali sono il miglioramento della società civile, andando a cercare quelle opportunità da tempo precluse e che possano spingere al rinnovo della società stessa per quanto possibile. Nostro obiettivo è dunque t

rovare soluzioni ai problemi della gente, migliorando quanto possibile il contesto di vita, la conoscenza e l’informazione.

06/06/2015

Il 31 Maggio scorso sono stati chiamati alle urne i cittadini di sette regioni del nostro Paese (due al Nord Liguria e Veneto, tre nella cosiddetta “Zona rossa” Toscana, Umbria e Marche e due nel Mezzogiorno Campania e Puglia), ognuna con diversi sistemi elettorali.
In primis tutti i sistemi elettorali chiamati in causa prevedono l’elezione diretta del Presidente della Regione, con la sola particolarità della Toscana dove, nel caso in cui nessuno dei candidati Presidenti raggiunga il 40% dei voti al primo turno, è necessario un secondo turno tra i due candidati più votati. Oltre alla Toscana, anche la Liguria prevede un meccanismo diverso dalle altre, rifacendosi alla legge Tatarella del 1993 dove si prevede che il Presidente eletto deve ottenere più di 9 seggi sui 24 distribuiti proporzionalmente per ottenere la maggioranza.
Un altro dato importante è stato quello dell’affluenza alle urne che si è aggirata intorno al 50% con dei picchi massimi in Veneto (57%) e dei picchi minimi in Toscana e nelle Marche, rispettivamente il 48 e il 47%. Comparando il dato dell’affluenza del 2015 con le elezioni regionali passate (2010) vediamo come la partecipazione dei cittadini è scesa di ben 11 punti percentuali, passando dal 63% al 52%, con punte elevate nelle due regioni rosse (Toscana e Marche) mentre, rispetto alle elezioni Europee del maggio 2014, si è registrato un calo del 6%.
Quest’ultime avevano evidenziato il cosiddetto “effetto Renzi” con il Pd che raggiunse il 40%, sempre con un 50% di affluenza, ma le regionali del 2015 hanno avuto un risultato molto diverso.
Il Partito Democratico ha perso consensi nelle regioni rosse mentre un centrodestra dichiarato in crisi nei mesi scorsi, ha mantenuto i suoi risultati con un evidente incremento della Lega Nord. Il Partito Democratico si è aggiudicato la Campania, le Marche, l’Umbria, la Puglia e la Toscana con la riconferma di Enrico Rossi (al primo turno), mentre al Centrodestra vanno il Veneto e la Liguria.
Il dato che risalta dalle urne è la maiuscola prestazione della Lega Nord che ha sconfitto il partito di Berlusconi in ben 5 regioni, arrivando al 20% in Liguria contribuendo il maniera rilevante alla vittoria di Toti; inoltre in Toscana, con il 16% di preferenze, la Lega Nord ha eletto 5 consiglieri regionali.
Il Movimento Cinque Stelle in alcune regioni tiene benissimo, raggiungendo dei risultati brillanti nelle Marche e nella Liguria, ma nella media nazionale ha perso qualcosa, rimanendo comunque il secondo partito in ambito nazionale. In Puglia e in Liguria le inspiegabili lotte interne nei vari partiti hanno portato alla sconfitta dei propri candidati, suscitando polemiche e aprendo vari scenari futuri.
I numeri ci dicono che se il centrodestra si presenta alle elezioni unito, come in Liguria, Umbria e Campania con un candidato moderato a guidare la coalizione, il rischio di rivedere una partita bipolare fino all’ ultimo voto non è da escludere. Inoltre un altro dato che non dobbiamo dimenticare è che il Movimento Cinque Stelle ormai è un “Partito” consolidato, che tiene bene il secondo posto a livello nazionale e a differenza della Lega Nord ha una mediazione territoriale che il Carroccio difficilmente potrà raggiungere.
La crisi economica, la corruzione e le varie vicende che hanno colpito la politica, hanno prodotto la sola condizione che il M5S è l’unica alternativa radicale, il partito antisistema, e finchè i suoi elettori continueranno a percepire che il sistema politico non cambia, continueranno a votarlo.
In conclusione, affermiamo che dopo il risultato delle ultime regionali, la legge elettorale appena approvata alla Camera, l’Italicum, ad oggi non premierebbe il Pd, anzi, contando che metà degli elettori non hanno partecipato alle votazioni, il centrodestra unito potrebbe ridurre lo svantaggio e diventerebbe un soggetto competitivo unendosi in un'unica lista (ricordiamo che il premio è assegnato alla lista e non alla coalizione) e quindi l’assetto multipartitico del 2013 resiste sconvolgendo i piani di Renzi.

15/12/2014

Terzo paper sui comitati di quartiere e l'importanza della gestione di un bilancio, strettamente connessa al senso di responsabilizzazione e alla necessità di intervenire con maggior forza nella vita di quartiere, al fine di migliorare la vita dello stesso e il suo andamento



http://www.cspscivitavecchia.it/admin/files/TERZO_PAPER.pdf

14/11/2014

Secondo paper circa le nostre posizioni in materia di restrizioni alle candidature a Presidente dei comitati di quartiere, nonché in materia di consultazioni popolari su iniziativa dei comitati di quartiere.



http://www.cspscivitavecchia.it/admin/files/SECONDO_PAPER.pdf

13/11/2014

In attesa degli sviluppi della Riforma in materia elettorale, e' importante capire come si e' arrivato a tutto cio'. Sicuramente oltre il senso di responsabilita' dei partiti verso le istituzioni, su iniziativa del capo dello Stato, ha giocato un ruolo fondamentale la sentenza emessa dalla Corte Costituzionale 1/2014 sull'incostituzionalita' della Legge Calderoli. Ma vediamo meglio :

L'abrogazione di tale legge riguarda, l' incostituzionalita' dell'assegnazione del premio di maggioranza sia alla Camera che al Senato e la bocciatura riguardante le " liste bloccate lunghe".
Inoltre, elimando la lotteria dei 17 premi per il Senato ( 17 regioni, escluse Valle d'aosta, Molise e Trentino).
Il funzionamento del sistema elettorale non e' passato inosservato per gli studiosi in materia, evidenziando una disproporzionalita' nell'attribuizione di 340 seggi ( 55% dei seggi) come e' avvenuto nel 2013 dove il centro-sinistra ha acquistato il 55% dei seggi con solo il 29% dei consensi, sottolineando un 25% di scarto tra i due valori, distacco che sembra eccessivo.
Dopo la sentenza 1/2014, diminuisce la probabilita' di esiti diversi tra le due Camere ma il rischio non scompare; corpi elettorali diversi, soglie di sbarramento diverse e una diversa offerta politica-elettorale possono produrre un risultato difforme nei due rami.
La sentenza ha generato una vera e propria legge elettorale chiamata "Consultellum", con un sistema proporzionale che garantisce rappresentativita' ed introduce il sistema delle preferenze ma non modifica le soglie di esclusione. Questa e' una sentenza corposa e politica, volendo creare un sistema che garantisca governabilita' e stabilita' di governo, senza escludere che l'obiettivo della Calderoli era proprio questo, dare un premio di maggioranza per la creazione di una rappresentanza parlamentare stabile che con un ampio numero di seggi fosse in grado di governare. Quindi, possiamo dire che la Calderoli nasce dal premio di maggioranza, cosa che per il Senato non e' possibile. Esso puo' produrre nessun vincitore, questo perche' i premi che sono 17 hanno un effetto disproporzionale, essendoci Regioni che mettono in palio meno seggi rispetto alle altre. Al Senato dal 2006 a questa parte si sono avuti tre esiti diversi, con eccesso di rappresentanza dove i partiti possono essere sovrarappresentati e sottorappresentati a causa delle soglie di sbarramento molto alte. La Consulta si e' limitata a censurare l'inidoneita' di un sistema a premi regionali per il Senato perche' produce l'effetto che la maggioranza in seno all' assemblea del Senato sia il risultato casuale di una somma di premi regionali che puo' rovesciare il risultato ottenuto su base nazionale, favorendo la formazione di maggioranze non coincidenti nei due rami del Parlamento.

12/11/2014

Primo paper contenente le nostre considerazioni sulla natura dei comitati di quartiere e come essa si auspica venga gestita all'interno del futuro regolamento comunale, garantendo libertà di gestione e di decisione previa il mantenimento della forma associazionistica privatistica.



http://www.cspscivitavecchia.it/admin/files/PRIMO_PAPER.pdf

10/11/2014

In questi giorni si sta discutendo in Senato la nuova proposta di legge in materia elettorale, l'Italicum, che andrà a sostituire oltre che la Calderoli, il cosiddetto Porcellum, anche il "Consultellum" nome che deriva dalla sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la legge Calderoli.
Con l'Italicum, gli elettori non potranno esprimere la preferenza o comunque un indicazione su quale candidato votare (come successe nel 94, nel 96 e nel 2001 con la Mattarella) ma avranno a che fare ancora una volta con le "liste bloccate", con l'unica e sostanziale variante che saranno "corte" ovvero con non più di sei candidati per partito o lista per i 120 collegi che corrispondono più o meno alle 109 province.
L'Italicum, approvato alla Camera prevede :
- Un premio di Maggioranza per la coalizione vincente che abbia superato il 37%, acquistando 340 seggi ovvero il 55% dei seggi.
- Se non viene superato da nessuna coalizione il 37%, si procederà ad un secondo turno (alla francese) tra le due coalizioni più votate dove la coalizione vincente otterrà 321 seggi.
- La soglia d'esclusione per le coalizioni è il 12%, per i partiti interni alle coalizioni è del 4,5%, mentre per le liste o partiti non coalizzati è dell'8 %.
Ricordiamo che questo sistema è valido solo per la Camera dei deputati, dato che il Senato, qualunque sia il suo destino, prevede l'elezione su base regionale (art 57 Cost.)
Tutto è ancora da definire, ma l'unica cosa che chiediamo alle forze politiche e' che ci sia un sistema elettorale che garantisca un vincitore è a quest'ultimo la garanzia di governare.

07/11/2014

http://www.lavocedelpopolo.net/26199/il-csps-sulla-iniziativa-comunale-dei-rioni-storici-e-i-comitati-di-quartiere/

I rioni storici rappresentano un'ottima occasione per la ripresa delle tradizioni storiche e culturali della nostra città, nonché la giusta connessione storica con i comitati di quartiere locali.

Nel merito riteniamo ancora più importante, per lo scopo, la realizzazione di un regolamento dei comitati di quartiere che sia espressione delle istante dei comitati vigenti e dal quale è partito di concerto con il CSPS, nonché delle parti politiche. Dalla giunta del sindaco Pietro Tidei, in cui è partita la fase di istruttoria del progetto ed ha visto una prima conclusione, fino alla condivisione della parte politica rappresentata da Massimiliano Grasso, Daniele Perello, entrambi consiglieri, e da Simona Galizia e Mattia Tamalio come esponenti esterni, si è giunti come conclusione alle ultime modifiche di concerto con il delegato Andrea Palmieri dell'attuale amministrazione.

Un regolamento apertamente condiviso come quello più volte presentato e che ha visto anche continue pressioni affinché le istanze dei comitati venissero prese in ascolto nell'agenda comunale, rappresenta UN'OPPORTUNITA' che la città non può assolutamente perdere e che vede la vittoria sia della società civile che della politica locale.

Ringraziamo Flavia Bazzano per l'intervista su un argomento che oramai stiamo curando da mesi anche assieme agli altri c...
21/10/2014

Ringraziamo Flavia Bazzano per l'intervista su un argomento che oramai stiamo curando da mesi anche assieme agli altri comitati di quartiere, oltre che assieme alla P.A.

Non esistono problematiche grandi o piccole, poiché tutte sono considerabili ugualmente importanti per diversi motivi. Un regolamento per riconoscere i comitati di quartiere come unità sociali utili alla partecipazione al processo decisionale è un passo necessario per l'evoluzione amministrativa, politica e sociale di Civitavecchia.

Sebbene i firmatari della proposta protocollata siano Massimiliano Grasso, Simona Galizia, Mattia Tamalio e Daniele Perello - e che ringraziamo per l'appoggio dimostrato fin dall'inizio - ci preme sottolineare come il regolamento sia nato senza colori politici di sorta e come tutte le parti in causa sono state ascoltate senza pregiudizi e problematiche di genere. Questo è il vero motivo per cui un documento di tale portata deve essere votato con coscienza sociale e non politica, tenendo in considerazione ciò di cui questi gruppi di interesse hanno veramente bisogno: un'identità apertamente riconosciuta.

Solo quando la P.A. riuscirà a comprendere la vera utilità del sistema partecipativo, allora si comprenderà pienamente il senso del comitato di quartiere come forza cittadina promotrice.

http://www.civonline.it/articolo/comitati-di-quartiere-protocollata-la-proposta-di-csps

di FLAVIA BAZZANO CIVITAVECCHIA - Una vittoria per il Centro di sviluppo politico e sociale. È stato protocollato i ...

Il regolamento dei comitati di quartiere è la presa di posizione da parte della Pubblica Amministrazione Comunale per il...
12/09/2014

Il regolamento dei comitati di quartiere è la presa di posizione da parte della Pubblica Amministrazione Comunale per il coinvolgimento dei gruppi di interesse in un processo decisionale avanzato.

Oggi la situazione vede associazioni che rappresentano i quartieri, ma un loro riconoscimento e un'elezione democratica dei rappresentanti di quartiere può essere il punto di svolta.

Chiediamo apertamente al Comune di aprire un tavolo di lavoro che possa coinvolgere, secondo quanto da noi protocollato, il CSPS e i comitati di quartiere attualmente riconosciuti dalla cittadinanza, al fine di un miglioramento istruttorio sulla redazione del regolamento.
Chiediamo altresì, a chi volesse partecipare alla consultazione del tavolo tecnico come rappresentante di quartiere, di contattare il CSPS qui sui social network oppure all'indirizzo di posta elettronica [email protected]

Di seguito il comunicato dell'avvenuta richiesta protocollata per l'apertura di consultazioni:

http://dailyworditalia.com/csps-i-comitati-quartiere-si-apra-consultazione-regolamento-coinvolga-i-gruppi-interesse/

I tre principi di una buona regolazione virtuosa si individuano nella trasparenza, nella responsabilità e nella partecipazione dei gruppi di interesse durante il processo regolatorio. Il 10 settembre abbiamo protocollato

http://www.survio.com/survey/f/N4C6N2A2F4G1V5V9NDiffondiamo il questionario di una ragazza finalizzato ad una indagine u...
07/09/2014

http://www.survio.com/survey/f/N4C6N2A2F4G1V5V9N

Diffondiamo il questionario di una ragazza finalizzato ad una indagine universitaria.

Il tema è la Marina di Civitavecchia, nel suo aspetto architettonico e di integrazione con l'ambiente di riferimento.

Cosa ne pensate? Condividetelo!!!!!

La leadership in un movimento, in un partito e in qualsiasi organo formato da un aggregazione di soggetti e' un elemento...
04/09/2014

La leadership in un movimento, in un partito e in qualsiasi organo formato da un aggregazione di soggetti e' un elemento fondamentale, se non il più importante. Di pari passo troviamo la struttura dirigenziale di un partito che crea le fondamenta per l' azione politica che il movimento o il partito si presta a svolgere.
La figura di Grillo all' interno del Movimento e' e sarà imprescindibile, il suo linguaggio che racchiude il pensiero di molti italiani e' il punto di forza, facendo emergere le qualità di un leader che trova nel suo popolo, un gruppo di seguaci che sono pronti a tutto pur di rispondere ai suoi comandi. Ma leggendo l' intervista che il quotidiano " L' Espresso" ha rivolto al politologo e studioso numero uno sulla questione dei movimenti e partiti populisti, il Prof. Marco Tarchi, riuscendo a sottolineare i limiti strutturali del Movimento e con la mancanza di una formazione preventiva, ci sarà il rischio di incappare in personaggi poco affidabili. Ma la scelta di un modello organizzativo è inevitabile per non fare la fine dei vecchi partiti di destra-radicale come nel caso del Leefbaar Nederland di Pin Fortuyn dove nessuno era stato in grado di prendere le redini del partito dopo la fuori uscita del leader massimo, per una mancata struttura di una classe dirigente.



http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/09/03/news/m5s-non-puo-rinunciare-a-grillo-e-casaleggio-1.178398?ref=HRBZ-1HRBZ-1

L'assenza di una vera classe dirigente pentastellata, il difficile rapporto tra la leadership forte e la democrazia diretta e la direzione che deve prendere il Movimento. Parla Marco Tarchi, politologo e studioso dei fenomeni populisti

Il nostro comunicato, in breve, pubblicato su La Provincia, in cui si richiede la partecipazione sia del CSPS che dei co...
18/08/2014

Il nostro comunicato, in breve, pubblicato su La Provincia, in cui si richiede la partecipazione sia del CSPS che dei comitati di quartiere come gruppi di interessi sulla redazione del regolamento.

Qualunque altra informazione potrete trovarla sul nostro sito http://www.cspscivitavecchia.it/home-893.html oppure sulla pagina Facebook

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00053

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