Festival delle Nazioni

Festival delle Nazioni Festival internazionale di musica da camera. Nato nel 1968 ogni anno omaggia la tradizione musicale, culturale e artistica di una nazione differente.

𝐂𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢 & 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐒𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐚 · 𝟐𝟖/𝟖, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎 · 𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐮𝐦 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐚𝐠𝐧𝐢, 𝐀𝐧𝐠𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢 — 𝐄𝐧𝐨𝐜𝐡 𝐀𝐫𝐝𝐞𝐧𝐂'𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 ...
17/06/2026

𝐂𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢 & 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐒𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐚 · 𝟐𝟖/𝟖, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎 · 𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐮𝐦 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐚𝐠𝐧𝐢, 𝐀𝐧𝐠𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢 — 𝐄𝐧𝐨𝐜𝐡 𝐀𝐫𝐝𝐞𝐧

𝐂'𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚: 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚. 𝐒𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐦𝐞𝐥𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨, 𝐞 𝐑𝐢𝐜𝐡𝐚𝐫𝐝 𝐒𝐭𝐫𝐚𝐮𝐬𝐬 𝐧𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐬𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐢: 𝐄𝐧𝐨𝐜𝐡 𝐀𝐫𝐝𝐞𝐧, 𝐬𝐮 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐧𝐧𝐲𝐬𝐨𝐧.

La storia è semplice e tremenda. Un marinaio naufraga, lo credono morto. Torna dopo anni, guarda dentro la finestra di casa sua: la moglie è felice, accanto a un altro uomo. Enoch sceglie di non bussare. Vivrà e morirà in silenzio, senza dire a nessuno chi è.

𝐒𝐭𝐫𝐚𝐮𝐬𝐬 affida il dolore al pianoforte e la cronaca alla voce: quando le due cose si toccano, succede qualcosa che né la musica né la parola sanno fare da sole.

A dare corpo a questo equilibrio: 𝐂𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢, attrice e regista che a Sansepolcro ha costruito una scuola di teatro e un festival — e che con il Festival delle Nazioni condivide una lunga storia di coproduzioni — e 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐒𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐚, pianista perugino che ha fatto della scena condivisa con gli attori una seconda natura: Foà, Pandolfi, Bergamasco, Villoresi.

Una serata in coproduzione con Laboratori Permanenti: il festival che lavora in rete, a dieci chilometri da casa.

La musica più potente di questa storia è quella che Enoch non dice.

📖 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 — link in bio

16/06/2026

𝐂𝐚𝐟𝐟𝐞̀ 𝐓𝐨𝐦𝐚𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢
È il caffè più antico d'Austria. Apre nel 1700 e da allora non ha mai chiuso.

Per i salisburghesi è un'istituzione quanto il Duomo. Ma la sua storia migliore non sta su nessuna targa.
Perché qui dentro Mozart non era "il genio di Salisburgo".

Era un cliente abituale.

Un signore che entra, si siede e ordina sempre la stessa cosa: Mandelmilch, latte di mandorla con miele.

I camerieri lo conoscevano, sapevano cosa portargli prima che aprisse bocca.

Per loro non era un monumento. Era un volto noto, un'abitudine, un'ordinazione.

Sopra questo stesso caffè, dal 1824, va a vivere Constanze, la sua vedova.

Accanto a lei il secondo marito, il diplomatico danese Georg Nissen, che proprio in quegli anni sta mettendo insieme una delle prime grandi biografie di Mozart.

Nello stesso edificio dove il Mozart in carne e ossa prendeva il suo latte di mandorla, qualcuno stava costruendo il Mozart da ricordare. Il busto di marmo. La leggenda.

Il caffè è esattamente la cerniera tra i due: l'uomo e il mito, separati da una rampa di scale.
Noi, quando partiamo per Salisburgo, andiamo a cercare il primo dei due.

Il cliente abituale, non la statua.
Il mito, intanto, è ancora vivo: a fine agosto arriva in Umbria.

La sera dell'inaugurazione, il 27, Ramin Bahrami si siede al pianoforte e suona Mozart.

Lo stesso Mozart che, a un tavolo di questo caffè, ordinava soltanto un bicchiere di latte di mandorla.

Il programma intero è al link in bio.

𝐖𝐨𝐥𝐟𝐠𝐚𝐧𝐠 𝐀𝐦𝐚𝐝𝐞𝐮𝐬 𝐌𝐨𝐳𝐚𝐫𝐭Lo abbiamo trasformato in un busto di marmo.Il bambino prodigio.Il genio di Salisburgo.Il nome da...
15/06/2026

𝐖𝐨𝐥𝐟𝐠𝐚𝐧𝐠 𝐀𝐦𝐚𝐝𝐞𝐮𝐬 𝐌𝐨𝐳𝐚𝐫𝐭

Lo abbiamo trasformato in un busto di marmo.

Il bambino prodigio.

Il genio di Salisburgo.

Il nome da pronunciare con rispetto, come se appartenesse più ai musei che alla vita.

Eppure c’è un Mozart che il marmo racconta male.

Un giorno, passando davanti a una bottega, sentì uno storno in gabbia fischiare il tema di un suo concerto per pianoforte.

L’uc***lo lo cantava quasi giusto, con una nota cambiata.

Mozart lo comprò.

Nel suo quaderno delle spese annotò il prezzo, trascrisse quel piccolo errore musicale e aggiunse due parole: “Che bello.”

Lo storno visse con lui per tre anni.

Quando morì, Mozart gli organizzò un piccolo funerale, invitò alcuni amici e lesse una poesia scritta per lui.

A prima vista sembra una stranezza.

In realtà dice molto del suo modo di stare nella musica.

Per Mozart la musica poteva vivere ovunque: nella gabbia di un uc***lo, in un becco leggermente stonato, in una nota sbagliata che invece di rovinare tutto apriva uno spiraglio di grazia.

Forse è anche per questo che la sua leggerezza è così difficile da imitare.

Perché la leggerezza di Mozart ha dentro precisione, gioco, intelligenza, misura.

Conosceva l’ordine e la forma. Ma dentro quella perfezione lasciava entrare qualcosa di umano: l’ironia, l’imprevisto, il sorriso, persino la presa in giro.

Una volta scrisse anche un brano pieno di errori voluti, quasi a ridere dei compositori che si prendevano troppo sul serio.

Quest’anno il Festival delle Nazioni lo riporta più volte sul palco, nel cuore di quel classicismo viennese fatto di equilibrio e chiarezza.

Ma ad ascoltarlo bene, sotto quella perfezione, c’è sempre qualcosa che respira.

E ogni tanto, qualcosa che ride.

Il programma intero è al link in bio.

𝐑𝐚𝐦𝐢𝐧 𝐁𝐚𝐡𝐫𝐚𝐦𝐢 · 𝟐𝟕/𝟖, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎 · 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐈𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢, 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 — 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐦𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨, 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐑𝐚𝐭𝐭𝐚...
11/06/2026

𝐑𝐚𝐦𝐢𝐧 𝐁𝐚𝐡𝐫𝐚𝐦𝐢 · 𝟐𝟕/𝟖, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎 · 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐈𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢, 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 — 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐦𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨, 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐑𝐚𝐭𝐭𝐚𝐥𝐢𝐧𝐨, 𝐥𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐢𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞: "𝐆𝐥𝐢 𝐡𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐫𝐬𝐨, 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐥'𝐡𝐨 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐭𝐨."

𝐑𝐚𝐦𝐢𝐧 𝐁𝐚𝐡𝐫𝐚𝐦𝐢 è nato a Teheran. Si è diplomato a Milano, perfezionato a Imola e Stoccarda, ha suonato Bach a Lipsia — nella città di Bach, con l'orchestra di Bach, il Gewandhaus — e la critica tedesca lo ha chiamato "un mago del suono". Un iraniano che insegna ai tedeschi come suona la loro musica.

Nel programma di apertura c'è un brano che sembra scritto per lui: il Capriccio BWV 992, che il giovane Bach compose quando il fratello partì per non tornare. Si chiama "sopra la lontananza del fratello dilettissimo". È la prima musica che Bach dedicò a un addio.

Chi ha lasciato una patria sa leggerla meglio di chiunque altro.

Intorno, gli autori che attraverseranno tutta la 59ª edizione: la Sonata "Al chiaro di luna" di Beethoven, la Fantasia K 397 di Mozart, le Kinderszenen di Schumann. Una mappa del festival in un solo pianoforte.

Il viaggio nella musica di lingua tedesca comincia da chi la patria se la porta nelle mani.

📖 scopri il programma — link in bio

09/06/2026

𝐂’𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐮𝐭𝐚.

Non quella immaginata nei libri, ma quella che si avverte entrando in uno spazio che ha attraversato i secoli, conservando tracce, nomi, voci, passaggi.

Nel cuore di Salisburgo, accanto al monastero benedettino, lo St. Peter Stiftskulinarium è uno di quei luoghi: la sua prima traccia risale all’803, in una lettera di Alcuino di York, segretario di Carlo Magno.

Da allora questo luogo ha visto passare epoche, viaggiatori, soldati, musicisti. I soldati di Napoleone vi furono acquartierati; Mozart vi cenò con Constanze e con suo padre Leopold in un pomeriggio piovoso dell’ottobre 1783.

Al piano superiore abitava Michael Haydn, fratello di Joseph, e una sala conserva ancora oggi il suo nome: Haydnsaal.

Da Salisburgo a Città di Castello, questo filo musicale prosegue con uno degli appuntamenti più raffinati del Festival:

𝐓𝐫𝐢𝐨 𝐝’𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐥𝐢𝐬𝐛𝐮𝐫𝐠𝐨
𝐉𝐚𝐧𝐨𝐮𝐬𝐤𝐨𝐯𝐚, 𝐋𝐞𝐫𝐦𝐞𝐫, 𝐇𝐮𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟗 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 · 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎
𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 · 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐒. 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨

In programma, le Variazioni Goldberg di Bach nella trascrizione di Dmitry Sitkovetsky: un capolavoro che cambia forma, attraversa strumenti e secoli, e arriva al Festival con tutta la forza della grande tradizione musicale europea.

Scopri il programma completo qui:
https://www.festivalnazioni.com/edizione-2026/

𝐉𝐨𝐡𝐚𝐧𝐧 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧 𝐁𝐚𝐜𝐡A vent’anni chiese un mese di permesso e si mise in cammino.Non per un incarico.Non per un concerto...
08/06/2026

𝐉𝐨𝐡𝐚𝐧𝐧 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧 𝐁𝐚𝐜𝐡

A vent’anni chiese un mese di permesso e si mise in cammino.

Non per un incarico.
Non per un concerto.
Per ascoltare.

Quattrocento chilometri a piedi attraverso la Germania, da Arnstadt a Lübeck, per incontrare 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢𝐜𝐡 𝐁𝐮𝐱𝐭𝐞𝐡𝐮𝐝𝐞: uno dei più grandi organisti del suo tempo.

Bach partì da allievo.

E rimase molto più del previsto.

Doveva assentarsi quattro settimane.

Tornò dopo circa quattro mesi.

Al rientro, i suoi superiori gli chiesero conto di quel ritardo, ma per Bach quel viaggio valeva ben più di un rimprovero.

Perché Bach non era andato solo a sentire un maestro.

Era andato a cercare una lingua.

Nel Nord della Germania trovò una scuola organistica potente, severa, visionaria. Ne assorbì la lezione, la portò dentro la propria scrittura e la spinse oltre.

Da lì nasce una parte decisiva della sua grandezza: Bach raccoglie ciò che viene prima di lui, lo ordina, lo attraversa e lo trasforma in qualcosa che diventa fondamento.

Per questo, nella storia della musica tedesca, non è soltanto un inizio.

È un punto di ritorno.

Ci si arriva studiando il passato.

Ci si torna per capire quello che viene dopo.

Quest’anno il Festival delle Nazioni lo incontra più volte: nelle corti del Settecento, nella scrittura strumentale, nei riflessi che la sua musica lascia anche molto più avanti nel tempo.

Perché il percorso di questa edizione — dalle corti prussiane fino alle avanguardie del Novecento — non poteva che passare da lui.

Il programma intero è al link in bio.

𝐈𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐫 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞.

04/06/2026

A Salisburgo c’è una casa gialla che sembra uscita da una cartolina.

Dentro quelle stanze, il 27 gennaio 1756, nacque 𝐖𝐨𝐥𝐟𝐠𝐚𝐧𝐠 𝐀𝐦𝐚𝐝𝐞𝐮𝐬 𝐌𝐨𝐳𝐚𝐫𝐭.

Oggi la conosciamo come la casa del genio.
Allora era una casa di famiglia: pochi metri quadri, strumenti, spartiti, viaggi, lezioni, ambizione, disciplina.

E soprattutto due bambini.

Wolfgang e sua sorella Nannerl.

Perché prima del mito, prima dei teatri, prima del nome inciso nella storia, Mozart fu un bambino cresciuto dentro la musica. Un bambino capace di trasformare ciò che ascoltava in variazioni, giochi, invenzioni.

Forse è da qui che nasce quella leggerezza impossibile da imitare: da una musica imparata presto, respirata in casa, vissuta come qualcosa di naturale prima ancora che straordinario.

Quest’anno il Festival delle Nazioni attraversa anche questo mondo: la musica di lingua tedesca, le sue case, i suoi luoghi, le sue origini.

Dal 27 agosto all’11 settembre 2026.

Il programma intero è al link in bio.

𝐋𝐮𝐝𝐰𝐢𝐠 𝐕𝐚𝐧 𝐁𝐞𝐞𝐭𝐡𝐨𝐯𝐞𝐧 In cima a una sinfonia, su una pagina, c’era un nome: 𝐁𝐨𝐧𝐚𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞.Beethoven lo aveva ammirato.Napoleo...
03/06/2026

𝐋𝐮𝐝𝐰𝐢𝐠 𝐕𝐚𝐧 𝐁𝐞𝐞𝐭𝐡𝐨𝐯𝐞𝐧

In cima a una sinfonia, su una pagina, c’era un nome: 𝐁𝐨𝐧𝐚𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞.

Beethoven lo aveva ammirato.
Napoleone sembrava l’uomo nuovo, il volto di un’Europa che voleva liberarsi dai vecchi poteri.

Poi arrivò la notizia: si era fatto incoronare imperatore.

Beethoven prese quella pagina e raschiò via il nome. Con tale forza, raccontano, da bucare quasi la carta.

C’è già molto di lui in questo gesto.

Un musicista che non voleva più stare al suo posto. Che faceva aspettare conti e principi. Che non scriveva soltanto per compiacere una corte, una chiesa o un committente.

Con Beethoven la musica cambia posizione: smette di stare sullo sfondo del potere e comincia a parlare con una voce propria.

Per questo è una soglia.

Da una parte il mondo delle corti, delle forme, dell’ordine.
Dall’altra il Romanticismo, l’individuo, la frattura, l’urgenza di dire qualcosa che prima non aveva spazio.

Quest’anno il Festival delle Nazioni attraversa proprio questa porta: dalle corti prussiane fino alle avanguardie del Novecento.

E non a caso la prima sera, il 27 agosto, comincia con lui.

Scopri il programma al link in bio.

𝐓𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐮𝐫 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐫𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨.

Il Festival delle Nazioni indice la IX edizione del Concorso Nazionale "Alberto Burri" per gruppi giovanili di musica da...
27/05/2026

Il Festival delle Nazioni indice la IX edizione del Concorso Nazionale "Alberto Burri" per gruppi giovanili di musica da camera.

Le prove si svolgeranno a Città di Castello (PG) il 27 e 28 agosto 2026, all'interno della 59ª edizione del Festival delle Nazioni.

Possono partecipare ensemble nelle formazioni di duo, trio, quartetto e quintetto (è escluso il duo per due pianoforti), composti da musicisti in possesso di diploma del vecchio ordinamento o di diploma accademico di I e/o II livello AFAM. L'età media del gruppo non deve superare i 32 anni.

Al gruppo vincitore sarà assegnato un Premio pari a 5.000 euro: il 50% consegnato a conclusione della premiazione, il restante 50% fruito come compenso per l'esecuzione di un concerto da effettuare all'interno della programmazione 2027 del Festival delle Nazioni.

La quota di partecipazione è di 30 euro per ciascun componente del gruppo.

Le domande di partecipazione, complete della documentazione prevista dal regolamento, dovranno pervenire entro il 17 agosto 2026 all'indirizzo [email protected].

Regolamento e modulistica: festivalnazioni.com/concorso-alberto-burri

Con il patrocinio di Regione Umbria, Comune di Città di Castello e Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri.

Mozart è nato qui dentro. Terzo piano, in affitto.I suoi genitori — un violinista di corte e una donna che di sette figl...
17/05/2026

Mozart è nato qui dentro. Terzo piano, in affitto.

I suoi genitori — un violinista di corte e una donna che di sette figli ne aveva sepolti cinque — pagavano un canone a Lorenz Hagenauer, mercante di spezie. L'edificio si chiamava Hagenauerhaus molto prima di chiamarsi Mozart Geburtshaus. La targa col nome di Wolfgang è arrivata 124 anni dopo la sua nascita.

Il padrone di casa fece più che riscuotere l'affitto. Anticipò di tasca propria i soldi per i viaggi del bambino prodigio: lettere di credito, conti aperti nelle capitali d'Europa, fiducia in un rischio finanziario travestito da viaggio di formazione. Le 232 lettere che Leopold scrisse dai grand tour sono indirizzate a lui. Senza Hagenauer, niente Vienna, niente Parigi, niente Londra. Forse niente del Mozart che oggi conosciamo.

La storia che ci raccontiamo è quella del genio solitario.
Quella vera comincia da chi ha firmato il contratto d'affitto.

📍 Salisburgo, Getreidegasse 9.

🎼 Le case della musica · 59ª edizione del Festival delle Nazioni.

🎟️ Programma completo → festivalnazioni.com/edizione-2026
(per Instagram link in bio)

MozartGeburtshaus Umbertide FdN2026 MusicaClassica

Indirizzo

Via Mario Angeloni 8
Città Di Castello
06012

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