04/04/2026
𝗔 𝘇𝗼𝗻𝘇𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼
𝗥𝘂𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗹𝘃𝗮𝗿𝗼 𝗧𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶
𝗜 𝗴𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗚𝗮𝗿𝗶𝗯𝗮𝗹𝗱𝗶
Il saggio ginnico documentato da questa foto di inizio ‘900 si svolse nello spazio ora occupato dai giardini di Piazza Garibaldi. Le tribune con il pubblico, sulla sinistra, sono addossate al tratto di mura che ancora esisteva. Sullo sfondo, si intravedono le due torrette che delimitavano Porta Sant’Egidio. Quell’area appena fuori le mura si chiamava ancora “Gioco del Pallone”, perché da tempo dedicata a questo sport, che non aveva niente a che fare con il foot-ball e si giocava utilizzando le mani e un bracciale di legno. Vi si praticavano anche la “pallasfratto” e la “pillotta” (dallo spagnolo “pelota”) – anch’essi giochi con le mani – e il tamburello. Era stato da poco colmato il fossato e tanta gente frequentava quella zona, anche perché vi si trovava la stazione ferroviaria. La giostra “calcinculo” che vediamo nella seconda foto probabilmente si sistemò proprio lì. Nel 1927, con l’avallo della Soprintendenza e con l’intento di sistemare l’area a giardino, venne deciso di demolire le mura e le torrette di Porta Sant’Egidio. La terza foto, scattata mentre passava la processione del Corpus Domini, mostra proprio come essa si presentava dopo l’abbattimento delle mura. Appariva br**ta e necessitava di urgente ristrutturazione. Intanto Piazza Garibaldi aveva un altro problema: il monumento a Giuseppe Garibaldi, troppo a ridosso dell’imbocco delle vie Albizzini e Mazzini, creava problemi al traffico crescente. Così, nel 1935, la statua dell’Eroe dei Due Mondi venne spostata là dove si trova ora. Intanto si lavorava alla sistemazione del giardino e si dava un nuovo assetto all’odierna via Gramsci. Nella quarta foto vediamo una fase del trasferimento del monumento. Cambiandone la posizione, la spada di Garibaldi, che originariamente indicava Roma (“o Roma o morte” era il motto risorgimentale), venne a indicare l’Adriatico…