Slow Food Nord Milano APS

Slow Food Nord Milano APS Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Slow Food Nord Milano APS, Organizzazione no-profit, Via mariani 11, Cinisello.

Slow Food è una associazione internazionale non profit impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

🖊 Firmiamo l’Iniziativa dei cittadini europei per garantire sistemi alimentari sani, giusti e sostenibili per tutte e tu...
01/09/2026

🖊 Firmiamo l’Iniziativa dei cittadini europei per garantire sistemi alimentari sani, giusti e sostenibili per tutte e tutti.👇

Con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, la capacità dei nostri sistemi alimentari di affrontare le crisi dipende da un elemento spesso trascurato: la biodiversità.

Per decenni, l’agricoltura industriale ha puntato su colture uniformi e modelli di produzione standardizzati. Un sistema efficiente finché le condizioni restano prevedibili, ma sempre più fragile di fronte a siccità, alluvioni, parassiti e temperature in aumento.

Le conseguenze vanno ben oltre il settore agricolo. L'aumento della volatilità dei prezzi, minacciano l’accesso al cibo a prezzi accessibili aggravando così le disuguaglianze già esistenti.

Se i sistemi alimentari si indeboliscono, anche il diritto al cibo è a rischio. Per costruire un futuro più resiliente, dobbiamo partire dalla diversità.

🌱 In tutta Europa, gli agricoltori continuano a coltivare e tramandare varietà tradizionali che, nel corso del tempo, si sono adattate alle caratteristiche dei diversi territori. Insieme ai saperi che le accompagnano, queste varietà rappresentano una risorsa fondamentale per la sicurezza alimentare, la biodiversità e la capacità dei nostri sistemi alimentari di affrontare un clima che cambia.

L’agroecologia parte proprio da questa ricchezza: mette in relazione conoscenze locali, ecosistemi sani e pratiche agricole sostenibili per costruire sistemi alimentari più equi, capaci di adattarsi per affrontare le sfide del futuro.

👉 Perché difendere il diritto al cibo significa anche garantire che i sistemi alimentari siano in grado di resistere alle crisi e di continuare a nutrirci.

Firmando l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) "Il cibo è un diritto umano per tutti", puoi contribuire a chiedere politiche che sostengano l’agroecologia e la biodiversità, per garantire sistemi alimentari sempre più resilienti.

Se l'Ice raccoglierà un numero sufficiente di firme, la Commissione europea sarà obbligata a rispondere.

Ogni firma conta. Ogni voce fa la differenza.

✍️ Firma l'Ice! https://www.slowfood.it/slow-food-europe/cosa-fa-slow-food/il-cibo-e-un-diritto-umano-per-tutti/

GoodFood4All

Se oggi parlare di cibo significa parlare di politica, di ambiente, di giustizia, è perché qualcuno, anni fa, ha avuto i...
31/08/2026

Se oggi parlare di cibo significa parlare di politica, di ambiente, di giustizia, è perché qualcuno, anni fa, ha avuto il coraggio di dire che una forchetta può essere un’arma gentile.
E che mangiare, se fatto con coscienza, può ancora cambiare il mondo.

CARLO PETRINI
ODE A UNA CARRIERA
CHE HA FATTO RUMORE

Carlo Petrini non nasce da un’accademia,
nasce da una terra.
Da un’ortolana e da un ferroviere: mani sporche di stagioni, orari segnati dal fischio dei treni. Prima ancora delle idee, impara il tempo. Il tempo della semina, dell’attesa, della pazienza. Quello che il mondo moderno ha provato a cancellare.

Studia sociologia a Trento, sì. Ma la sua vera università è la strada, l’osteria, la piazza politica. Entra nei consigli comunali non per amministrare, ma per disturbare. Perché Petrini è così: non chiede permesso, prende parola. Capisce presto che il cibo non è mai solo cibo. È potere. È linguaggio.

È lotta di classe travestita da pranzo.

Quando comincia a scrivere di enogastronomia, alla fine degli anni Settanta, spacca il tavolo. Non racconta ricette: racconta sistemi. Con Bonilli dà vita al Gambero Rosso quando ancora nessuno immaginava che il gusto potesse diventare pensiero critico. Il cibo smette di essere decorazione e diventa denuncia. Nasce lì la frattura: da una parte l’industria che standardizza, dall’altra chi difende la diversità come atto politico.

Petrini fonda associazioni come si fondano rivoluzioni: partendo dal vino, certo, ma mirando alla cultura. Arcigola non è folklore, è controcultura. È dire che mangiare è un atto agricolo, sociale, morale. È dire che la lentezza non è nostalgia, è resistenza.

Poi arrivano le grandi piazze del mondo:
Cheese, il Salone del Gusto, Terra Madre.
Non fiere, ma assemblee planetarie. Contadini, pescatori, allevatori, cuochi, intellettuali: gli invisibili diventano protagonisti. Petrini fa una cosa imperdonabile per il sistema: mette in rete chi produce valore vero. Toglie il microfono ai colossi e lo passa alle mani callose.

Slow Food nasce così, a Bra, quasi in silenzio, e diventa un movimento globale. Non contro il progresso, ma contro l’arroganza. Non contro la scienza, ma contro una scienza che dimentica l’etica. La sua battaglia contro gli OGM non è cieca ideologia: è una domanda scomoda. Chi decide? Per chi? A quale prezzo?

Gli dicono che è romantico.
Gli dicono che è pericoloso.
Gli dicono che il mondo non si sfama con le buone intenzioni.

Lui risponde con i fatti: biodiversità salvata, comunità agricole rimesse al centro, territori che tornano a parlare. Non nega il problema della fame nel mondo, ma rifiuta l’idea che l’unica soluzione sia concentrare potere, semi e conoscenza nelle mani di pochi. Petrini non crede nelle scorciatoie: crede nella responsabilità collettiva.

Quando il Guardian lo inserisce tra le cinquanta persone che possono salvare il pianeta, non è un complimento. È una provocazione. Perché Petrini non vuole eroi: vuole coscienze sveglie. Vuole cittadini, non consumatori.

La sua è una voce che disturba perché non urla, ma insiste.
Non semplifica, ma scava.
Non promette abbondanza, ma dignità.

Carlo Petrini ha insegnato che il futuro non si inventa nei laboratori isolati dal mondo, ma nei campi, nelle cucine, nelle relazioni. Che la vera modernità è saper dire no quando tutti dicono più.

E se oggi parlare di cibo significa parlare di politica, di ambiente, di giustizia, è perché qualcuno, anni fa, ha avuto il coraggio di dire che una forchetta può essere un’arma gentile.
E che mangiare, se fatto con coscienza, può ancora cambiare il mondo.

29/08/2026
29/08/2026

«Oggi i problemi sono tantissimi e siamo sull’orlo del baratro: ogni folata di vento, che sia la siccità, il lupo, la burocrazia, la cattiva informazione sui formaggi a latte crudo che negli ultimi tempi ha spaventato le persone, rischia di farci crollare» denuncia Silvia Pennati dell’azienda Formazza Agricola, che in val Formazza alleva con la sorella una sessantina di vacche di razza Bruna Alpina.

🗣«Da un lato, negli ultimi anni è mancata quella sensibilità che servirebbe per comprendere le differenze tra un’azienda di pianura e un’azienda di montagna. Dall’altro, tutti si riempiono la bocca parlando di cambiamento climatico, ma alla fine i problemi vengono scaricati sopra le aziende agricole che ne sperimentano quotidianamente gli effetti e che, per istinto di sopravvivenza, devono trovare quelle soluzioni che la politica non trova né cerca» sostiene Luca Marta dell’azienda agricola Madalù a Calasca-Castiglione, in valle Anzasca, produttore del Presidio Slow Food dei prati stabili e pascoli.

«In questi ultimi mesi la nostra testa è piena di pensieri pesanti e facciamo molta fatica. Per anni ci siamo visti calare dall’alto regole di ogni tipo, da come si gestisce il bosco, i prati e il territorio in avanti. La mia speranza è quella di poter avere un dialogo davvero costruttivo e aperto con le istituzioni, i cittadini e il mondo scientifico» conclude Silvia Pennati.

🆘È un grido d’allarme che non si può ignorare quello lanciato da tre allevatori della rete Slow Food del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte.

Soprattutto non le istituzioni non dovrebbero più ignorare l’appello di chi tiene la montagna viva e protetta dagli incendi, troppo spesso abbandonata in molte aree interne d’Italia, e le cronache di questa estate lo dimostrano.

👉 Leggi di più qui: https://www.slowfood.it/siccita-burocrazia-predatori-il-grido-dallarme-degli-allevatori-della-rete-slow-food-dellalto-piemonte/
🐌 E unisciti a noi! https://soci.slowfood.it/join-us/index_it.php

24/08/2026
22/08/2026

14 anni fa affrontava problemi sempre più attuali

10/08/2026

Forse fa ve**re il cancro, ma nel dubbio continuiamo a usarlo. 🧪

Questo sembra essere il surreale enunciato dietro la sentenza di qualche settimana fa, in Missouri, Usa, in merito al Glifosate: un erbicida “totale”, ovvero che elimina quasi ogni specie vegetale (tranne ciò che è stato selezionato o trasformato per resistergli). ☠

🏷Uno dei terreni di battaglia è il riquadro dell’etichetta: spazio cruciale per allertare gli utilizzatori o tacere il rischio. Infatti, tale principio attivo è al centro di decine di migliaia di cause legali contro la multinazionale Bayer: i querelanti accusano l’erbicida di aver causato il linfoma non-Hodgkin e molti altri gravi problemi di salute dopo utilizzi ed esposizioni prolungate.

🇪🇺Una posizione molto simile d’altronde è stata assunta anche in Europa, dove, nonostante gli alti rischi legali e le pressioni ambientaliste per la messa al bando, gli enti regolatori hanno atteggiamenti rassicuranti e infatti l’Unione Europea ha rinnovato l’autorizzazione all’uso del glifosato fino alla fine del 2033.

Il caso è un chiaro esempio dell’incommensurabile influenza che interessi specifici, privati, facilmente identificabili, hanno sulla politica e sulle leggi.

Il bene comune della società civile deve tornare al centro delle agende politiche: le istituzioni esistono per garantire la tutela degli individui e della collettività.

Leggi l'articolo completo pubblicato su Il Fatto Quotidiano a firma di Barbara Nappini 👉
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/07/glifosato-bayer-cancro-autorizzazione-notizie/8468905/

Oggi se ne va un'altro pezzo di storia di Slow FoodCIAO FRANCESCO, SALUTACI CARLIN ❤️🐌
06/08/2026

Oggi se ne va un'altro pezzo di storia di Slow Food
CIAO FRANCESCO, SALUTACI CARLIN ❤️🐌

Torna in una nuova edizione il saggio-manifesto del fondatore di Slow Food,  . Leggerlo è capire che il peso delle ingiu...
01/08/2026

Torna in una nuova edizione il saggio-manifesto del fondatore di Slow Food, . Leggerlo è capire che il peso delle ingiustizie non deve mai scoraggiare la volontà di migliorare noi e il pianeta.

Torna in una nuova edizione il saggio-manifesto del fondatore di Slow Food. Leggerlo è capire che il peso delle ingiustizie non deve mai scoraggiare la volontà di migliorare noi e il pianeta (di Mi…

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Cinisello

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