26/05/2026
In ricordo di Desiderio Carraro, “il Desi”: il pioniere che scelse la montagna
«Ho preso in mano la mia vita». C’era già tutta la storia di Desiderio Carraro dentro quella frase raccontata a VareseNews nel 2015. Una scelta nata in anni di “contestazioni e libertà”, che lo aveva portato a lasciare il lavoro all’Enel e la vita in città per salire in montagna, in Val Veddasca. Lì avrebbe dato vita al Pian Du Lares, una realtà diventata negli anni uno dei luoghi simbolo della valle.
Per tutti semplicemente “il Desi”, era una figura conosciutissima da chiunque frequentasse la Veddasca. La barba lunga, il carattere diretto, le sue vacche al pascolo e quel rapporto quotidiano con residenti, allevatori e clienti lo avevano reso uno dei volti più riconoscibili del territorio. «Ad un certo punto della mia vita, visto che la rivoluzione non si poteva fare, sono venuto in montagna. L’unico spazio libero da occupare, perché tutti l’abbandonavano», raccontava. L'inizio era stato pionieristico: partito con tre capre a Piero, alla ricerca degli alpeggi migliori si era poi stabilito al Pian Du Lares.
Da quell’esperienza è nata una fattoria agriturismo cresciuta anno dopo anno, capace di far arrivare i suoi formaggi di capra e mucca fino alla Fabbrica del Vapore di Milano e di innumerevoli mercati e di legare indissolubilmente il nome di Carraro alla valorizzazione della Formaggella del Luinese. D’estate, il Pian Du Lares era una meta abituale per pranzi, cene e per le immancabili chiacchiere con lui.
Il ricordo personale
Per me, prima ancora di tutto questo, il Desi è stato l’uomo che nei primi anni 2000 — insieme a un gruppetto di agricoltori visionari come Marco Facchini del Cascinetto, Diego Pederzolli di Maso Paradiso e il mitico Fragolone — mi ha permesso di cimentarmi nell’organizzazione dei primi mercati agricoli di vendita diretta.
Da lui ho imparato la lezione più importante: il valore di "metterci la faccia" in questa attività.
Mi mancherai, Desi. Mi mancherà il tuo carattere e persino il suono del tuo campanaccio, che usavi per risvegliarci con ironia nei momenti di abbiocco durante i mercati. Ciao Desy, hai preso in mano la tua vita per l’ultima volta e l’hai portata nei pascoli del cielo.
Roberto