No Cemento Ciampino

No Cemento Ciampino Scrivici: [email protected]

Siamo un gruppo di residenti "storici" di Ciampino, chiediamo rispetto per il poco verde ancora presente e una revisione del progetto per la grande vigna di Viale Kennedy. 🌳 Salviamo il verde di Ciampino!

🏙️ Perché a Ciampino non può essere così?Roma non è un modello perfetto, lo sappiamo. Ha le sue contraddizioni, le sue l...
24/05/2026

🏙️ Perché a Ciampino non può essere così?

Roma non è un modello perfetto, lo sappiamo. Ha le sue contraddizioni, le sue lentezze, i suoi limiti.
Anche questo caso — la rigenerazione dell’ex deposito ATAC di Piazza Bainsizza — è nato da un progetto privato, con una deroga, in un percorso tutt’altro che lineare.

Eppure la Giunta Capitolina ha fatto una cosa chiara e precisa: ha definito delle priorità. Ha detto che quel quartiere era già saturo, che mancava verde, che aumentare il carico urbanistico sarebbe stato un errore.

E su quella base ha negoziato con il privato — non il contrario.

Risultato: 15.800 m² che non diventano cemento, ma un parco pensile, una piazza pubblica, spazi culturali e servizi per i cittadini. E prima che tutto questo diventi definitivo, ci sarà una discussione pubblica: Assemblea Capitolina e consultazione dei cittadini.

Non è utopia. È amministrazione.

A Ciampino conosciamo un approccio diverso: quello in cui le priorità non vengono dichiarate, la cornice pubblica non viene definita, e il privato esercita i suoi diritti in assenza di una visione. Il risultato lo vediamo ogni volta che guardiamo quanta parte del nostro territorio è già consumata — e quanto verde ci è rimasto.

La domanda non è se si può fare. È perché non lo si vuole fare.

Pretendere verde e partecipazione non è utopia: è una scelta politica. Condividi se la vuoi anche a Ciampino.

Fonte: https://www.romatoday.it/politica/ex-deposito-piazza-bainsizza-stefano-boeri-come-sara.html

🌳 𝐀𝐝 𝐀𝐫𝐢𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐝𝐚 𝟏𝟎 𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐢. 𝐀 𝐂𝐢𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐨, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞?Ariccia e Ciampino sono due comuni dei Cas...
20/05/2026

🌳 𝐀𝐝 𝐀𝐫𝐢𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐝𝐚 𝟏𝟎 𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐢. 𝐀 𝐂𝐢𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐨, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞?

Ariccia e Ciampino sono due comuni dei Castelli Romani, simili per storia e contesto. Ma i numeri raccontano visioni molto diverse.

🟢 Ariccia: 26,34% di suolo cementificato. Un nuovo parco da 100.000 mq aggiungerà circa 5,5 mq di verde per ogni abitante.

🔴 Ciampino: 42,97% di suolo cementificato — record negativo del Lazio (ISPRA 2024). Meno di 3 mq di verde pro capite, contro i 9 mq minimi previsti per legge. E in più: aeroporto, assi viari ad alto traffico (Appia, GRA, Anagnina), ferrovia, anni di sforamenti dei limiti di PM10 registrati dalla stazione ARPA di Via Mura Francesi.

❓ 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐚 𝐂𝐢𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐥𝐨?

È una questione di pianificazione urbanistica — o meglio, della sua assenza.

Il Piano Regolatore prevede che su vaste aree del territorio vengano individuati oltre 50.000 mq di standard urbanistici da cedere alla collettività: verde, servizi, spazi pubblici. Non su ogni singolo lotto in proporzione, ma come corpo continuo, localizzato con criterio, capace di diventare davvero uno spazio utile alla città.

Il Comune ha consentito che si procedesse senza questo strumento. Il risultato è che quei 50.000 mq non sono mai stati individuati — né come bisogno, né come localizzazione. Non perché manchino gli spazi. Perché nessuno li ha cercati.

Ogni operatore privato fa il suo interesse nel suo lotto, cede il minimo di legge dove gli conviene — e il verde pubblico non nasce mai come spazio degno, continuo, capace di offrire una vera alternativa al cemento.

Ariccia, pur con tutti i limiti del caso, ha almeno negoziato. Il Comune ha imposto una convenzione nell'interesse pubblico e ha ottenuto un risultato concreto e misurabile.

A Ciampino non ricordiamo negoziazioni simili. Per assenza di pianificazione pubblica e di volontà politica, almeno negli ultimi 25 anni.

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐂𝐢𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐞𝐫𝐚̀ 𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐫𝐥𝐨?

La politica non deve più avere come alibi il fatto che ai cittadini il verde non interessa. 𝐅𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞!

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Fonte: https://www.castellinotizie.it/2026/05/17/ariccia-nuovo-parco-a-fontana-di-papa-il-sindaco-staccoli-annuncia-lavvio-dei-lavori-nel-2027/

Una storia che viene da lontano — e che ci riguarda direttamente.Il Piano Integrato di via Reverberi nasce nel 2015. Da ...
09/05/2026

Una storia che viene da lontano — e che ci riguarda direttamente.
Il Piano Integrato di via Reverberi nasce nel 2015. Da allora associazioni e cittadini di questo territorio si battono perché non andasse in porto. Il nostro comitato è più recente, ma la battaglia è la stessa: impedire che Ciampino ceda altro suolo agli interessi privati invece di pianificare il futuro della città.
Oggi quell’area — dove la Convenzione urbanistica prevedeva verde pubblico e alberi — si presenta come una distesa di pavimentazione. Nessun albero piantato, nessuna attrezzatura. E le piogge di quest’inverno hanno già mostrato cosa succede: allagamenti nelle abitazioni circostanti, acqua che ristagna proprio nell’area che dovrebbe diventare verde pubblico.
Va ricordato che in Consiglio Comunale la maggioranza si è impegnata formalmente a “seguire da vicino” l’iter di questi lavori e a garantire che gli impegni della Convenzione urbanistica venissero rispettati. Una distesa di cemento senza un albero e con un problema idraulico già conclamato: è questo che intendevano?
Chi controllerà che gli alberi vengano effettivamente piantati, se il collaudo è già stato fatto? È la stessa domanda che facciamo sulla vigna della Folgarella — per cui abbiamo un ricorso al TAR depositato. Seguiamo con attenzione la richiesta di accesso agli atti annunciata.
🌳 Chi ama Ciampino più del cemento sa già cosa fare. → No Cemento Ciampino

Si compie lo scempio di via Reverberi ⚠️

Dall'articolo di un giornale locale è emersa la notizia della realizzazione di un nuovo centro commerciale di poco più di 800 mq tra viale Kennedy e via Reverberi. La notizia non è affatto nuova per chi segue le vicende urbanistiche della città di Ciampino: il Consiglio Comunale dell'era Terzulli approvò infatti il "Print di via Reverberi" per la società ERRECI Immobiliare - proprietaria del terreno - con la quale, tra l'altro, è stato aumentato l'indice di edificabilità.

Dal 2015 associazioni e cittadini si sono battuti perché questo progetto non andasse in porto, anche perché avrebbe aperto la strada agli appetiti dei proprietari dei lotti intorno. La conseguenza di quella scelta urbanistica per favorire il solito amico, è sotto gli occhi di tutti: l'area dell'ex vigna, tra via Franchi e via Spada, rischia di diventare un altro supermercato, anche se, in questo caso, la palla è passata in Tribunale.

Ciò che invece ci stupisce del Print di via Reverberi è che siano state già collaudate le opere di urbanizzazione primaria che devono essere realizzate dal privato: sono dunque già utilizzabili parcheggi, marciapiedi e verde pubblico? A noi non sembra. Ci stupisce, inoltre, soprattutto per ciò che riguarda il giardinetto di verde (1700 mq circa) per due motivi:

1. Le piogge di questo inverno hanno messo in evidenza un serio problema idraulico che ha colpito le abitazioni intorno e che ha interessato anche l'area che dovrebbe essere ceduta a verde pubblico. La città si ritroverà un pantano al posto di questo scandaloso rimasuglio verde?

2. Il Comune sembra essere al corrente che le opere di urbanizzazione non sono concluse perché subordina lo svincolo della fideiussione alla piantumazione degli alberi. Ma chi controllerà se gli alberi verranno messi come concordato dalla Convenzione urbanistica se il collaudo definitivo è già stato fatto?

Siamo intenzionati a vederci chiaro: per questo abbiamo già fatto una richiesta di accesso agli atti e convocheremo presto una Commissione urbanistica per verificare che l'Amministrazione non continui ad utilizzare stratagemmi per aggirare gli strumenti che la collettività ha a disposizione per tutelare l'interesse pubblico.

🎡 La festa della chiesa di Viale Kennedy. Tre giorni, ogni anno a maggio.Siamo contenti che ci sia. Davvero. Fa vivere i...
09/05/2026

🎡 La festa della chiesa di Viale Kennedy. Tre giorni, ogni anno a maggio.

Siamo contenti che ci sia. Davvero. Fa vivere il quartiere, porta gente in strada, crea comunità. Ma ogni anno, puntuale, arriva anche il resto.

Viale Kennedy chiusa da Via Calò a Via Spada. I bus deviati. Chi dalla stazione deve andare a Roma e viceversa si arrangia. Meno parcheggi in una zona che di parcheggi ne ha già pochi. Le giostre per i ragazzi spostate su Via Lucrezia Romana — una strada aperta al traffico, poco illuminata la sera.

500 metri di asfalto sotto il sole di maggio, senza un albero, senza un filo d’ombra per chi cammina, per chi vende, per i bambini e gli anziani.

❓Non è una critica alla festa. È una domanda semplice: dobbiamo per forza stare così?

Ciampino ha pochissimi spazi pubblici aperti utilizzabili per eventi. Tolta l’area del parco Aldo Moro, non c’è praticamente nulla. E allora ogni sagra, ogni patrono, ogni mercatino finisce su una strada. Si chiude, si devia, ci si arrangia. È sempre stato così, e così pare andare bene al Comune Di Ciampino.

Eppure le alternative a volerle pianificare ci sarebbero. Ad esempio un’area di oltre 23.000 mq. La vigna Folgarella.
L’intera festa — bancarelle, palco, giostre — occupa circa 3.000 mq. Nella vigna ci entrerebbe 7 volte. Con spazio per l’ombra, per i percorsi, per la sicurezza. Senza chiudere una strada. Senza deviare un autobus. Con il verde intorno invece dell’asfalto.

Non è fantascienza. Il Piano Regolatore di Ciampino prevedeva per per il comparto da via Reverberi a via Franchi di individuare una destinazione pubblica.

Il piano convenzionato della vigna Folgarella avrebbe potuto — e potrebbe ancora — includere spazi accessibili alla comunità. Nessuno ha mai cercato davvero quel compromesso.

Ogni anno ci adattiamo al disagio come se fosse inevitabile. Come se non esistesse alternativa. Ma l’alternativa c’è, è grande, è verde, ed è lì.
La domanda non è “vogliamo la festa?”. La domanda è: vogliamo continuare a tenerla sull’asfalto quando potremmo farla meglio?

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Se anche tu hai vissuto il disagio di questo weekend, condividi. Più siamo a chiederlo, più difficile è ignorarlo.

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A Ciampino, con il 42,9% di suolo consumato e 3 mq di verde pro capite,   è già passato da tempo. Ma qualcuno se ne sta ...
04/05/2026

A Ciampino, con il 42,9% di suolo consumato e 3 mq di verde pro capite, è già passato da tempo. Ma qualcuno se ne sta occupando?

Il 3 maggio l'Italia ha raggiunto il suo Overshoot Day 2026: in soli 123 giorni abbiamo esaurito tutte le risorse naturali che il pianeta rigenera in un anno. Tre giorni prima del 2025, sedici prima del 2024. Ogni anno peggio.

Tra le cause principali: il consumo di suolo. In Italia scompaiono 23 ettari di terreno ogni giorno — quasi 3 metri quadrati al secondo. Suolo che non assorbe più acqua, non regola più il clima, non produce più ossigeno.

A Ciampino questo non è un dato astratto. È il territorio in cui viviamo: il comune più cementificato del Lazio, con meno verde pubblico della soglia minima prevista per legge, e una delibera recente che ha trasformato l'ultima vigna attiva del quartiere Folgarella in un polo commerciale privato.

Come comitato chiediamo all'Amministrazione di riconoscere questo dato strutturale e di assumere impegni concreti sulla pianificazione del verde urbano. Non come concessione. Come obbligo verso i cittadini.

📌 Seguici su questa pagina — stiamo documentando tutto: dati, atti, aggiornamenti sul ricorso al TAR. Un click e non ti perdi nessun aggiornamento.

🌳 Chi vuole Ciampino più verde e con meno cemento sa già cosa fare.

🌡️D'estate, non tutti soffrono il caldo allo stesso modo. Sai perché a Ciampino di più?Chi vive vicino al verde benefici...
29/04/2026

🌡️D'estate, non tutti soffrono il caldo allo stesso modo. Sai perché a Ciampino di più?

Chi vive vicino al verde beneficia di ombra nelle ore calde e aria più fresca di notte rispetto a chi vive in una strada asfaltata senza un briciolo di verde, dove il calore non scende mai.

A Ciampino il verde quasi non esiste. L'asfalto accumula calore di giorno e lo rilascia di notte. Le notti non rinfrescano. Il corpo non recupera.

Siamo tutti costretti a ricorrere ad un uso sempre più intensivo (e costoso) dei condizionatori, che in un circolo vizioso, raffreddano gli interni "buttando" altro calore all'esterno.

E a livello economico?
la bolletta estiva è mediamente più alta fino a 400 €.
Grava fino al 3% del reddito per una famiglia media.
Per un pensionato con pensione minima vale quasi il 10% — tre volte tanto.
Stesso caldo. Ma l'impatto su chi è più fragile - per età e condizioni di salute come vedevamo ieri o per motivi economici - è molto peggiore.
Proprio chi ha meno beneficerebbe maggiormente di più verde. Ma ci raccontano che abbiamo bisogno di più supermercati.

Ogni metro di verde rappresenta l'unica infrastruttura di raffreddamento gratuita che esiste in città.

👉 www.nocementociampino.it

🌡️ Sai chi soffre di più il caldo estremo a Ciampino?+2°C in 70 anni.1 residente su 4 ha più di 65 anni.I bambini sotto ...
28/04/2026

🌡️ Sai chi soffre di più il caldo estremo a Ciampino?
+2°C in 70 anni.
1 residente su 4 ha più di 65 anni.
I bambini sotto 1 metro subiscono caldo dall’alto E dal basso.
A Ciampino non esiste un piano caldo.
Non esiste un rifugio climatico pubblico.
Non esiste una struttura residenziale per anziani.
A Roma Capitale il piano caldo esiste dal 2021.
A Ciampino no.
Abbiamo i dati. Abbiamo le proposte.
👉 Link in bio

🌡️ Sai chi soffre di più il caldo estremo a Ciampino?Alcune persone rischiano molto di più. E a Ciampino ce ne sono tant...
28/04/2026

🌡️ Sai chi soffre di più il caldo estremo a Ciampino?

Alcune persone rischiano molto di più. E a Ciampino ce ne sono tante.

👴🏻1 residente su 4 ha più di 65 anni. L’indice di vecchiaia è 174,9: quasi 175 anziani ogni 100 giovani. La fascia 55-59 anni è oggi la più numerosa — tra 10-15 anni sarà tutta over 65.

👶🏻I bambini piccoli subiscono il “sandwich di calore”. La loro testa si trova a meno di un metro dal suolo: colpiti dal sole in testa e contemporaneamente dal calore che sale dall’asfalto surriscaldato dal basso. Uno stress termico che un adulto non percepisce.

💊 Chi ha patologie cardiache, respiratorie, psicologiche o prende farmaci che alterano la termoregolazione è doppiamente esposto: all’effetto diretto del caldo e alla mancanza di raffrescamento notturno — che a Ciampino è già un problema misurabile.

Tutto questo in una città dove la temperatura è salita di quasi 2°C da quando i dati vengono registrati e dove ogni anno dal 2014 al 2023 è stato più caldo della norma storica. Senza eccezioni.

Eppure a Ciampino:
❌ Nessun piano caldo comunale per anziani e fragili — Roma Capitale ce l’ha attivo da 4 anni, con piscine gratuite per over 70 e numero verde dedicato
❌ Nessun rifugio climatico pubblico — Roma sta costruendo una rete di spazi freschi accessibili a tutti durante le ondate di calore, Ciampino non ha ancora iniziato
❌ Zero strutture residenziali per anziani nel territorio comunale — lo dice il piano programmatico del Comune stesso (DUP 2025-2027)

Cosa chiediamo al Comune:
✅ Un piano caldo con mappa delle persone fragili sole e luoghi climatizzati accessibili nelle ore critiche
✅ Tutela rafforzata dei percorsi casa-scuola e delle aree gioco, considerando la temperatura al livello del suolo — non solo quella dell’aria
✅ Per ogni nuova opera che impermeabilizza suolo, obbligo di indicare come e dove viene compensato il verde sottratto — con superfici minime, specie arboree, tempi certi e verifica pubblica
✅ Verde strutturale, non ornamentale: alberi ad alto fusto nei percorsi frequentati ogni giorno da bambini e anziani

I dati vengono dalla nostra relazione su clima, territorio e popolazione a Ciampino.

👉 www.nocementociampino.it

26/04/2026

Indirizzo

Ciampino
00043

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