24/05/2026
🏙️ Perché a Ciampino non può essere così?
Roma non è un modello perfetto, lo sappiamo. Ha le sue contraddizioni, le sue lentezze, i suoi limiti.
Anche questo caso — la rigenerazione dell’ex deposito ATAC di Piazza Bainsizza — è nato da un progetto privato, con una deroga, in un percorso tutt’altro che lineare.
Eppure la Giunta Capitolina ha fatto una cosa chiara e precisa: ha definito delle priorità. Ha detto che quel quartiere era già saturo, che mancava verde, che aumentare il carico urbanistico sarebbe stato un errore.
E su quella base ha negoziato con il privato — non il contrario.
Risultato: 15.800 m² che non diventano cemento, ma un parco pensile, una piazza pubblica, spazi culturali e servizi per i cittadini. E prima che tutto questo diventi definitivo, ci sarà una discussione pubblica: Assemblea Capitolina e consultazione dei cittadini.
Non è utopia. È amministrazione.
A Ciampino conosciamo un approccio diverso: quello in cui le priorità non vengono dichiarate, la cornice pubblica non viene definita, e il privato esercita i suoi diritti in assenza di una visione. Il risultato lo vediamo ogni volta che guardiamo quanta parte del nostro territorio è già consumata — e quanto verde ci è rimasto.
La domanda non è se si può fare. È perché non lo si vuole fare.
Pretendere verde e partecipazione non è utopia: è una scelta politica. Condividi se la vuoi anche a Ciampino.
Fonte: https://www.romatoday.it/politica/ex-deposito-piazza-bainsizza-stefano-boeri-come-sara.html