19/06/2026
🔴 LA DISABILITÀ NON È UN IMPREVISTO DA ALLONTANARE: LA NOSTRA DENUNCIA
Riceviamo e pubblichiamo la dolorosa testimonianza di Loredana, una mamma della nostra associazione.
Quanto accaduto mercoledì scorso al Circolo Arca di Roma non è solo un episodio di totale insensibilità, ma rappresenta l'ennesima barriera culturale che le famiglie con disabilità si trovano a dover subire.
Lasciamo spazio alle sue parole, affinché questa denuncia pubblica serva a far riflettere e a garantire che nessun ragazzo e nessuna famiglia debbano più subire una simile umiliazione.
"Sono la mamma di un ragazzino autistico di 11 anni. Mercoledì scorso siamo andati al Circolo Arca perché mio figlio ama moltissimo l’acqua e volevamo solo passare un pomeriggio felice. Mentre eravamo in cassa, mio figlio, che non tollera le attese ed era impaziente di entrare, appena vista l'acqua si è gettato in piscina con tutti i vestiti.
Ho cercato subito di richiamarlo, ma la sua felicità era tale che non mi ascoltava. Ho chiesto aiuto ai bagnini, ma senza successo. Mentre mi avvicinavo a un lettino per posare le cose e organizzarmi per recuperarlo, a causa dell'emozione e dell'imprevisto, il bambino ha avuto un piccolo incidente fisiologico in acqua.
Da quel momento, la situazione è precipitata. È stato fatto uscire ogni bagnante e io sono dovuta entrare in acqua, mortificata, per prendere mio figlio. Ma il vero dramma è stato l'approccio della direzione. Il responsabile si è avvicinato ammonendomi duramente: mi ha detto che se non ero in grado di gestire mio figlio, avrei dovuto comunicarlo all'ingresso. Ci tengo a precisare che mio figlio frequenta le piscine, era stato lì anche la domenica precedente, e non era mai accaduto nulla di simile.
Siamo stati letteralmente invitati ad allontanarci. Tutta bagnata, ho raccolto le mie cose e sono stata scortata all’uscita. Ho pianto amaramente per l'umiliazione. In tutto questo, il gestore ha pensato bene di offrirmi un voucher, preoccupandosi unicamente del fatto che gli altri clienti fossero arrabbiati e chiedessero il rimborso per i disagi dell'igienizzazione. Di fronte a tanta freddezza e insensibilità, ho rifiutato il voucher: in quel posto non torneremo mai più.
Ho deciso di raccontare questa br**ta esperienza per difendere i diritti di mio figlio e sperare che scene del genere non si ripetano. C'è bisogno che il cuore di queste persone si sciolga, che capiscano la disabilità e che smettano di escludere chi vive una difficoltà o crea un imprevisto."
Come Rete Italiana Disabili, accogliamo questo sfogo con profonda commozione ma anche con grande fermezza.
Come associazione ci impegniamo giornalmente al fianco delle nostre famiglie e dei nostri ragazzi per rendere gli spazi accessibili, sia fisicamente che culturalmente, affinché l'inclusione non sia solo una parola astratta ma una realtà quotidiana. Vedere questi sforzi calpestati ci spinge a far sentire la nostra voce ancora più forte.
Un incidente o un comportamento imprevisto legato all'autismo non possono e non devono diventare il pretesto per colpevolizzare una madre e cacciare un bambino. L'igienizzazione di una vasca è una procedura tecnica legittima, ma l'umiliazione e la mancanza di umanità non sono giustificabili in nessun modo.
Dire a una madre "se non sai gestirlo dovevi dircelo prima" significa ignorare completamente cosa sia l'autismo e cosa significhi vivere l'imprevedibilità ogni giorno. Significa ridurre una persona a un "problema di gestione", dimenticando che servono, in primis, empatia e voglia di accogliere la diversità.
Chiediamo rispetto.
Chiediamo formazione per il personale delle strutture ricreative.
E soprattutto, chiediamo che la disabilità non venga mai più trattata come un elemento di serie B da nascondere o allontanare per non disturbare gli altri clienti.
Siamo e saremo sempre al fianco di questa mamma e di tutti i nostri ragazzi. 💙