05/10/2026
"Ieri sera la nostra storia è andata in onda a Fuori dal coro, grazie a Natasha Farinelli. Ma prima di tutto, voglio dire grazie. Grazie alle oltre duemila persone che compongono la nostra associazione, una grande famiglia che cresce ogni singolo giorno, e grazie a tutte le realtà, i comuni, i distretti, i consorzi e i territori nazionali con cui collaboriamo e che credono davvero in noi.
Insieme realizziamo progetti meravigliosi, dimostrando nei fatti che investire sul benessere delle persone con disabilità e delle famiglie caregiver è una risorsa straordinaria. È così che lavoriamo da anni: creando valore, innovazione e inclusione là dove le istituzioni scelgono di crederci davvero.
Purtroppo, non è questo il caso.
Siamo dovuti arrivare in televisione — con il servizio andato in onda ieri — per denunciare una realtà surreale: l'assistenza domiciliare, dopo le nostre denunce e le telecamere, sembra che arriverà finalmente per fine ottobre. Ma dobbiamo davvero costringere le famiglie a passare per la tv per ottenere ciò che spetta di diritto?
La verità è che viviamo ancora in un contesto in cui i diritti calpestati sono la norma. Fuori casa nostra non c'è un marciapiede. Ogni mattina è un'odissea: il pullman deve prendere Daniele alle 7, costringendolo a scendere in strada con anticipo, fermandosi in mezzo alla carreggiata e bloccando un'intera corsia; arriva a scuola dopo le 8 e deve rientrare alle 13, perché non ci sono altri mezzi.
Eppure la strada maestra c'è ed è il Progetto di Vita, uno strumento fondamentale che troppi amministratori continuano a ignorare. Durante la campagna elettorale non mancavano promesse e passerelle per conquistare tutti; oggi, a distanza di anni, cosa ci lascia questo sindaco? La solita vaga promessa di "muovere qualcosa".
Io avrei voluto volentieri andare in televisione, sì, ma per raccontare le buone pratiche, i successi e i bellissimi progetti che portiamo avanti altrove, non per elemosinare i diritti basilari che la legge garantisce.
A nome della Rete Italiana Disabili - aps , grazie a chi ci sostiene e non ci fa sentire soli. Non ci fermiamo."
Dal Presidente Katiuscia Girolametti
Torniamo adesso a lavorare che l'inclusione per i nostri figli non aspetta