Memorie Canal del Ferro

Memorie Canal del Ferro La finalità principale dell'Associazione è la rivalutazione e diffusione della cultura storica locale

L'Associazione Memorie Canal del Ferro è una associazione storico culturale fondata da amici di lunga data. L’oggetto sociale dell’Associazione è la conservazione, valorizzazione e divulgazione della memoria relativa a vicende accadute, in qualsiasi epoca, nelle zone in cui opera l’associazione stessa. Particolare attenzione viene data agli accadimenti relativi alla Prima Guerra Mondiale. Nella se

de di Chiusaforte è allestita ed aperta al pubblico nei fine settimana estivi una mostra permanente di reperti, fregi ed iscrizioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Riaprono i battenti! Da sabato 13 giugno fino a domenica 20 settembre riapriamo come ogni anno al pubblico nei fine sett...
12/06/2026

Riaprono i battenti! Da sabato 13 giugno fino a domenica 20 settembre riapriamo come ogni anno al pubblico nei fine settimana con i soliti orari:
Sabato e domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Vi aspettiamo numerosi!

15/05/2026

Nel 1916 un ufficiale britannico prigioniero dei tedeschi chiese di poter tornare in Inghilterra per vedere sua madre morente. Gli dissero di sì, a una sola condizione: avrebbe dovuto promettere di tornare nel campo di prigionia. E lui mantenne la parola.

Il capitano Robert Campbell dell’esercito britannico era detenuto nel campo di Magdeburgo, in Germania, da diversi mesi quando ricevette una lettera della Croce Rossa.

Dentro c’era una notizia devastante.

Sua madre stava morendo.

Campbell rimase seduto in silenzio nella baracca del campo, stringendo il foglio tra le mani. Era a centinaia di chilometri da casa, nel pieno della Prima guerra mondiale, e sapeva che probabilmente non avrebbe mai più rivisto sua madre viva.

Ma decise comunque di tentare qualcosa che sembrava impossibile.

Scrisse direttamente al comandante tedesco del campo chiedendo il permesso di tornare temporaneamente in Inghilterra per salutarla un’ultima volta.

In cambio offrì soltanto una cosa:

La sua parola d’onore.

Promise che, dopo la visita, sarebbe tornato volontariamente in prigionia.

Molti altri detenuti pensarono che quella richiesta non avrebbe mai funzionato. Era una guerra feroce. Migliaia di uomini morivano ogni giorno nelle trincee. Nessuno si aspettava un gesto di fiducia tra eserciti nemici.

E invece accadde.

Dopo alcune settimane il comandante tedesco convocò Campbell e gli comunicò che il permesso era stato approvato.

Poteva partire.

Ma avrebbe dovuto tornare.

Campbell rispose immediatamente:

“Avete la mia parola.”

Attraversando la Svizzera neutrale e grazie all’aiuto della Croce Rossa, riuscì a rientrare in Inghilterra. Per la prima volta dopo mesi, era libero.

Avrebbe potuto restare.

Nessuno in patria lo avrebbe probabilmente giudicato per aver evitato di tornare in un campo tedesco durante la guerra. Perfino la sua famiglia lo pregò di non ripartire.

Ma per lui la questione era semplice.

Aveva dato la sua parola.

Quando arrivò a casa, sua madre era ancora viva, anche se molto debole. Passò con lei gli ultimi giorni e riuscì a starle accanto prima della morte.

Dopo il funerale si preparò a partire di nuovo.

Attraversò l’Europa e si presentò volontariamente ai cancelli del campo di Magdeburgo.

“Sono tornato”, disse al comandante.

Secondo i racconti dell’epoca, l’ufficiale tedesco gli strinse la mano e rispose:

“Sapevo che sareste tornato.”

Campbell rimase prigioniero ancora a lungo e in seguito tentò persino di fuggire scavando tunnel insieme ad altri ufficiali britannici. Non vedeva alcuna contraddizione in questo. Aveva promesso soltanto di tornare dopo aver salutato sua madre.

E quella promessa l’aveva mantenuta.

La storia di Robert Campbell continuò a essere raccontata anche dopo la guerra perché parlava di qualcosa di raro perfino in mezzo alla distruzione della Prima guerra mondiale:

due nemici che, per un momento, decisero di fidarsi soltanto dell’onore di un uomo.

14/03/2026

Giugno 1917, Fiandre occidentali, Belgio. Una foto ritrae un gruppo di soldati che osserva un enorme cratere, profondo più di 40 metri. È stato causato da 21 tonnellate di esplosivo, fatte brillare per distruggere la linea difensiva tedesca a Messines.

L’esplosione ha provocato circa 10. 000 tra morti e feriti tra i soldati tedeschi. Una singola detonazione, tra le più potenti mai provocate dall’uomo, in piena Prima guerra mondiale.

Siamo nel pieno della guerra di trincea sul Fronte Occidentale. Le truppe dell’Intesa cercano di superare le difese tedesche. Messines diventa il centro di una delle più grandi operazioni sotterranee mai realizzate.

Il piano è di Herbert Plumer, generale britannico. Con l’incarico di Douglas Haig, organizza lo scavo di chilometri di gallerie sotto le posizioni tedesche. L’obiettivo: colpire il nemico da sotto terra.

Per 18 mesi, squadre di zappatori e minatori – da Galles, Cornovaglia, Australia, Canada, Nuova Zelanda – lavorano in condizioni difficili. Il pericolo è costante, tra crolli e tentativi tedeschi di fermarli.

Arriva il 7 giugno 1917. Dopo settimane di bombardamenti, all’alba scoppiano 24 gallerie piene di esplosivo. L’impatto è enorme.

La 3ª divisione bavarese, circa 10. 000 uomini, viene spazzata via. Resta un cratere di 116 metri di diametro e 45 di profondità. Plumer commenta: «Forse oggi non cambieremo la storia, ma sicuramente la geografia».

Il boato si sente a oltre 200 km di distanza, fino a Londra e Dublino. La foto di Fernand Cuville racconta tutto questo, mostrando il vuoto lasciato dall’esplosione.

I soldati appaiono minuscoli davanti al cratere. Sotto quella massa di terra sono sepolti migliaia di uomini. L’immagine trasmette smarrimento e fa riflettere su quanto sia stato distruttivo quel momento.

Il cratere di Messines resta una delle ferite più grandi lasciate dalla Grande Guerra. Non ci sono corpi, ma la traccia fisica della distruzione parla da sola.

20/02/2026

Indirizzo

Via Ruffi Sn
Chiusaforte
33010

Orario di apertura

Sabato 09:00 - 18:00
Domenica 09:00 - 18:00

Telefono

3339683831

Sito Web

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