15/06/2026
CONTROLLI FISCALI E REGIME RICETTIVO: FACCIAMO CHIAREZZA
In merito alla recente ondata di accertamenti fiscali che sta interessando il comparto dell'ospitalità, è necessario fare chiarezza per tutelare il nostro lavoro e operare nel rispetto delle regole.
L'Agenzia delle Entrate sta verificando la natura dei servizi offerti, poiché da questi dipende la corretta qualificazione dell'attività.
È essenziale comprendere la distinzione netta tra LOCAZIONE BREVE e ATTIVITÀ RICETTIVA (B&B/Case Vacanze).
Cosa NON possono fare le LOCAZIONI BREVI:
Per rientrare nella definizione di "locazione breve" (e poter usufruire della cedolare secca), l'attività deve limitarsi alla messa a disposizione dell'immobile.
Offrire servizi accessori come somministrazione colazione e pasti, biciclette, escursioni, trasporti, pulizia giornaliera o cambi biancheria, trasforma di fatto l'attività in una struttura ricettiva, escludendola dal regime delle locazioni brevi.
ATTENZIONE: Chiariamo definitivamente che per le locazioni brevi che NON è nemmeno ammessa la fornitura di kit alimentari di benvenuto o la gestione di convenzioni per la colazione offerta presso bar esterni, in quanto, in ambito di controllo fiscale, ricadono facilmente nella definizione di "servizi di somministrazione" o di assistenza alla persona.
La distinzione fiscale:
I B&B, essendo strutture ricettive a tutti gli effetti, NON sono soggetti alla disciplina delle locazioni brevi e pertanto NON possono avvalersi della CEDOLARE SECCA.
Confondere questi due regimi, applicando la cedolare secca a strutture ricettive che offrono servizi, espone i proprietari/operatori a pesanti accertamenti fiscali.
Riportiamo quanto chiarito dagli esperti per massima trasparenza:
L’Agenzia delle Entrate verifica come viene svolta l’attività di locazione breve e i servizi erogati oltre al pernotto (somministrazione di pasti, escursioni, servizi di trasporto, noleggio veicoli, pulizia giornaliera, cambio biancheria in corso di soggiorno): servizi impropriamente offerti che, se ammessi, qualificano l’attività non più come affitto breve ma come struttura ricettiva, con inquadramento tra i redditi diversi e perdita del diritto alla cedolare secca.
Questo tipo di controlli può anche far emergere l’uso errato della cedolare secca per strutture (B&B, CaV con servizi) per le quali non è ammessa la tassazione al 21% perché non sono locazioni brevi ma strutture ricettive con servizi."
Invitiamo tutti a verificare la propria posizione con un consulente esperto, onde evitare accertamenti da parte del Fisco.
Essere corretti e consapevoli permette di lavorare con serenità e di proteggere la qualità dell'offerta turistica.
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