Alpha Cooperativa Sociale

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Alpha Cooperativa Sociale La cooperativa, costituita nel 1997, svolge attività di prevenzione, assistenza, sostegno e consulenza al singolo, coppie e famiglie.

La cooperativa Alpha gestisce:
- Un Consultorio Familiare privato, riconosciuto dalla Regione L.21/78, con autorizzazione definitiva L.32/2007, presente sul territorio dal 1997, in rete con tutti i servizi territoriali al fine di sostenere e ampliare la rete dei servizi rivolti alla prevenzione e cura di ogni forma di disagio e violenza;
- Centro Antiviolenza Alpha dal 2008 sul territorio e in convenzione con il Comune di Chieti, opera grazie al riconoscimento della L.31/2006, attraverso azioni mirate alla protezione e sostegno della donna, finalizzate all’uscita dalla violenza;
- Centro Polivalente Immigrati della Provincia di Chieti, cofinanziato dalla Regione Abruzzo ai sensi della L.R. 46/2004, opera in diverse sedi su tutto il territorio provinciale per favorire l’integrazione socio-culturale degli stranieri. Nel 2013 è stata inserita nel Bilancio Sociale della ASL 02 Lanciano Vasto Chieti per la proficua collaborazione sui servizi che la Cooperativa Sociale Alpha offre.

Precisando le parole la questione è più chiara . Non vi sembra?
17/10/2026

Precisando le parole la questione è più chiara . Non vi sembra?

● Un anno fa, 11 mesi fa, 10 mesi fa, tutte le settimane, a volte ogni 3 giorni...monito e invito alla stampa.

Questa mattina presso Piazza GBVico per chi fosse interessato
17/10/2026

Questa mattina presso Piazza GBVico per chi fosse interessato

13/10/2026

Leggi su Sky TG24 l'articolo Danno morale e violenza di genere, risarcire la sofferenza invisibile

Una violenza sottile ma molto utilizzata dagli uomini contro le donne che decidono di separarsi
13/10/2026

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Leggi su Sky TG24 l'articolo Violenza economica, quando il denaro diventa un'arma contro le donne

Una riflessione dovremmo tutti farla !!!!!!
13/10/2026

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11/10/2026

Lettera della Cpo dell'Ordine al Guardasigilli: "Alienazione parentale e riunificazioni forzate vanno escluse da formazione e perizie".

11/10/2026
11/10/2026

La sindrome da alienazione parentale non esiste. Nessuna classificazione diagnostica internazionale l’ha mai accolta: l’American Psychiatric Association l’ha lasciata fuori dal DSM-5 e dalla revisione DSM-5-TR, l’Organizzazione mondiale della sanità dall’ICD-11. La Corte di cassazione ne ha definito "pseudoscientifico" il fondamento (ordinanza 9691/2022). "Per la psicologia italiana il punto è chiuso da tempo: in quarant’anni nessuna evidenza ha trasformato l’alienazione parentale in una diagnosi", Lo scrive il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi in una lettera aperta al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ai presidenti dei Tribunali per i minorenni, al Consiglio Nazionale Forense e al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio.

La lettera, promossa dal Comitato Pari Opportunità e firmata dalla presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino e dalla coordinatrice CPO e Segretaria nazionale Francesca Schir, conferma e sottolinea le parole pronunciate in Senato dal Guardasigilli il 18 giugno scorso: "non vi è alcuno spazio per la cosiddetta alienazione parentale", teoria che il Ministro ha definito antiscientifica. Gli psicologi condividono questa posizione e aggiungono la voce che compete loro, quella della comunità scientifica.

Il nodo più grave è l’uso del costrutto nei procedimenti per l’affidamento, dove opera contro le donne. La letteratura internazionale ne ha misurato l’effetto: l’accusa di alienazione, quando viene accolta dal giudice, quasi triplica la probabilità che una madre che ha denunciato violenza perda l’affido. "Il meccanismo si ripete identico. La denuncia della madre viene rovesciata in prova della sua ostilità; il gesto di proteggere figlie e figli da un padre violento viene riletto come “alienazione”. Ciò genera vittimizzazione secondaria, e ferisce due volte: la donna che ha denunciato e il minore che alla violenza ha assistito".
Stesso discorso per i trattamenti di riunificazione forzata, che separano il minore dal genitore protettivo, quasi sempre la madre. "Di questi interventi non esiste prova di efficacia, e il consenso degli esperti è che producano danno", scrive il CNOP.

Il CNOP chiede che si metta fine agli interventi di riunificazione coatta disposti in sede giudiziaria, che "i colloqui del consulente tecnico con i minori siano sempre videoregistrati e depositati agli atti, con la stessa garanzia già prevista per l’ascolto del giudice" e che "la paura verso un genitore violento non venga trattata come un sintomo da correggere o riparare". Per la propria parte si impegna perché la formazione degli psicologi escluda la PAS e ogni costrutto che vi si richiami, e perché nessuna consulenza tecnica o perizia lo sostenga.
"Raccogliamo l’apertura del Ministro a ricevere contributi. Il nostro, come psicologhe e psicologi, sta in una frase: la scienza che rappresentiamo non riconosce l’alienazione parentale", conclude il Consiglio Nazionale.

Indirizzo

Via Spaventa, 47
Chieti
66100

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