Voci di dentro

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Voci di dentro Voci di dentro è una Odv che promuove la cultura dei diritti, della solidarietà e dell'uguaglianza. Realizza progetti e azioni fuori e dentro il carcere.

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02/11/2026

(ACRA) - "Oggi ho fatto visita a 'Voci di dentro', una realtà associativa di Chieti che da quasi vent’anni porta avanti un lavoro prezioso nel mondo penitenziario. Ho incontrato Francesco Lo Piccolo, fondatore e presidente dell’associazione e conosciuto ancora più da vicino un’esperienza che...

19/10/2026

L'amore oltre le sbarre: tante emozioni che sfidano il tempo e quel tempo per vedersi è sempre poco.
NESSUNO PARLA DI LORO…invece, noi di Voci di dentro spesso ci occupiamo delle donne, delle compagne e dei compagni che vivono il legame d’amore con chi è in carcere.
Federica Lombardi con delicatezza e autenticità racconta il prima, durante e dopo di un colloquio, uno dei 6 al mese (4 se si è condannati per reati gravi) concessi ai detenuti. Anche se Vittoria è un nome di fantasia, la sua storia è vera e uguale a tante altre. E vere le sue lacrime davanti ad un caffè.
Qui un brano sul N61 della nostra rivista Voci di dentro :
“Solitamente prenoto il secondo turno, dalle 10 alle 11, ma devo essere lì un’ora prima.
La notte prima non riesco mai a dormire, sopraffatta da un vortice di emozioni contrastanti: da una parte c’è la gioia trepidante di poterlo guardare di nuovo negli occhi, dall’altra la consapevolezza tagliente che quei sessanta minuti voleranno via in un soffio…«Poi si entra nel grande stanzone dell’attesa, uno spazio spoglio e impersonale illuminato dalla fredda luce dei neon che rende i volti ancora più stanchi e segnati. Lì dentro
decine e decine di persone condividono respiri trattenuti e sguardi bassi, mentre il tempo sembra fermarsi del tutto, quasi a voler amplificare l’angoscia…Quando finalmente ci chiamano, dobbiamo passare per il metal detector e percorrere lunghi corridoi asettici per arrivare alla sala colloqui.”

▶️Leggi l’articolo Vittoria e l’amore che sfida le sbarre pag 58-59
⏩️SFOGLIA: https://www.calameo.com/read/000342154b5d17b2f6ed0
➡️OPPURE GUARDA IL PDF: https://drive.google.com/.../1h-rll4c7g49Y0uxC.../view...

A gNews, Bottan definisce l’iscrizione all’albo una battaglia per tutti i detenuti. Una volta pagati i propri debiti con...
17/10/2026

A gNews, Bottan definisce l’iscrizione all’albo una battaglia per tutti i detenuti. Una volta pagati i propri debiti con la giustizia, non ci dovrebbero essere ostacoli per entrare negli ordini professionali. “L’abbiamo combattuta io e il mio ‘maestro’, Francesco Lo Piccolo, presidente e direttore di ‘Voci di dentro’ – racconta -.

Il vicedirettore di "Voci di dentro", giornale delle carceri di Chieti, Lanciano e Vasto a gNews: "Spero la mia iscrizione apra nuove prospettive per i reclusi"

Ecco pronto e in stampa  il nuovo numero di Voci di dentro: viaggio tra il dentro e il fuori (compresa un'analisi sul cr...
22/09/2026

Ecco pronto e in stampa il nuovo numero di Voci di dentro: viaggio tra il dentro e il fuori (compresa un'analisi sul crollo di Merz, l'ascesa di AfD, l’exploit Linke). Viaggio nella realtà liberata raccontata dai nostri redattori. Contro il dogma del castigo e per l'abolizionismo. Ottanta pagine con uno sguardo anche a un carcere minorile nella periferia di Parigi. Per nulla diverso dal nostro. E con le voci di uomini e donne rinchiusi nelle celle. Scrivi a [email protected], invia un contributo di 20 euro per tutte le copie dell'anno, te le spediamo a casa. Ricorda di indicarci l'indirizzo . intanto buona lettura...in rete è sempre gratuito
GUARDA IL PDF: https://drive.google.com/file/d/1h-rll4c7g49Y0uxC-aUuvw3LUDADdP_G/view?usp=sharing
oppure SFOGLIA: https://www.calameo.com/read/000342154b5d17b2f6ed0

Finché le prigioni non saranno distrutte

LO STATO GENERALE DELL'ESECUZIONE PENALE: ANATOMIA DI UN DISASTRO.È il titolo dell’iniziativa che si terrà domani a Fire...
18/09/2026

LO STATO GENERALE DELL'ESECUZIONE PENALE: ANATOMIA DI UN DISASTRO.
È il titolo dell’iniziativa che si terrà domani a Firenze organizzata dall’Unione Camere penali a cui aderisce anche la Camera Penale di Pescara.
Avvocati, magistrati, accademici e rappresentanti delle istituzioni e della politica mettono a n**o la drammatica situazione delle carceri e la crisi ormai strutturale del sistema penitenziario nel paese.

Dalle analisi e dall’anatomia che rivela tutta la verità dei luoghi di pena dove non è più possibile il rispetto della Costituzione, non solo del principio rieducativo cui deve essere orientata la detenzione, ma di altri principi e diritti che attengono alla dignità delle persone, diritti invece fortemente compromessi e violati in carcere, dovranno emergere proposte concrete per soluzioni non più rimandabili.

Soluzioni non solo al problema del sovraffollamento, ma a molti problemi che il sovraffollamento aggrava.
Pubblichiamo qui il Comunicato che riprendiamo dalla Camera Penale di Pescara con cui più volte abbiamo collaborato ad iniziative per una maggiore attenzione su carcere, pena, sicurezza. 👇

COMUNICATO STAMPA CAMERA PENALE di PESCARA

L’Unione Camere Penali italiane ha deciso di promuovere, per il prossimo 19 settembre 2026, una giornata di confronto tra Accademia, Avvocatura, Magistratura e la Politica, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico la crisi irreversibile del sistema dell’esecuzione penale e le condizioni inumane e degradanti nelle quali sono costrette a vivere le persone detenute.
La Camera Penale di Pescara condivide l’iniziativa alla quale ha manifestato adesione.
Il carcere italiano versa in una condizione di illegalità, che investe direttamente le fondamenta dello Stato di diritto e la capacità delle istituzioni di rispettare i principi fondamentali sanciti dagli articoli 2, 3, 13 e 27 della Costituzione, nonché gli obblighi derivanti dall’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Il costante incremento della popolazione detenuta, il sovraffollamento ormai strutturale, la drammatica carenza di personale, l’insufficienza degli spazi destinati alle attività trattamentali, il numero sempre più allarmante di suicidi e di episodi di autolesionismo, le tensioni che quotidianamente attraversano gli istituti penitenziari, rappresentano il sintomo evidente di un sistema incapace di garantire la funzione rieducativa della pena e, prima ancora, il rispetto dei livelli minimi di dignità della persona imposti dalla Costituzione.
La gravità della situazione emerge con particolare evidenza se si considera un dato tanto emblematico quanto inquietante: mentre l’Italia registra, nella popolazione generale, uno dei più bassi tassi di suicidio in Europa, all’interno degli istituti penitenziari il tasso dei suicidi raggiunge valori pari a circa il doppio della media europea.
Riteniamo che il momento storico imponga un’assunzione di responsabilità collettiva, il carcere non può continuare ad essere il luogo nel quale la violazione dei diritti fondamentali diviene ordinaria amministrazione.
La dignità della persona deve rappresentare il limite invalicabile dell’esercizio della potestà punitiva.
L’ambizione è quella di costruire una riflessione comune, fondata sul contributo della scienza giuridica, dell’esperienza giudiziaria, della cultura dell’Accademia penalista, per individuare proposte concrete capaci di restituire effettività ai principi costituzionali.
L’obiettivo finale è l’elaborazione di un documento programmatico, che raccolga analisi e proposte da sottoporre al Parlamento e al Governo, affinché vengano riedificati gli argini violati della legalità costituzionale della pena.
In assenza di interventi strutturali sul sovraffollamento e di un deciso superamento delle politiche esclusivamente carcero centriche, anche le innovazioni più condivisibili non possono incidere significativamente sulla crisi dell’esecuzione penale.
Per queste ragioni, l’evento del 19 settembre 2026 che si svolgerà a Firenze (scelta per il recente sequestro di alcune sezioni del Carcere di Sollicciano a causa delle pessime condizioni in cui versavano), è indispensabile per dare forza e continuità all’incessante opera di sensibilizzazione verso il dramma del carcere, di cui la Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane si è da sempre fatta portatrice.
Oggi più che mai difendere la legalità costituzionale dell’esecuzione della pena significa difendere lo Stato di diritto.
Come sempre la Camera Penale di Pescara se ne farà carico insieme all’Unione, in nome dei valori della nostra associazione.
Pescara, 17.09.2026
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Pescara
(Avv. Franco Perolino, Avv. Roberto Mariani, Avv. Luisa Gabriele, Avv. Alessandra Michetti, Avv. Mariangela Antonelli)

25/08/2026

Puntata 1638 del 25/8/2026 - Torna il Martedì della Dozza, il nostr...

“A Pavia lo spazio vitale è talmente ridotto da costringere i detenuti a spostare temporaneamente i letti all’esterno du...
21/08/2026

“A Pavia lo spazio vitale è talmente ridotto da costringere i detenuti a spostare temporaneamente i letti all’esterno durante il giorno per recuperare lo spazio calpestabile minimo. Non va meglio a Brescia Canton Mombello: ci sono stanzoni in cui erano presenti 12 persone con un solo bagno. Il sovraffollamento rende carenti anche gli arredi per tenere gli oggetti personali. Monza: nella Sezione 6 viene rilevato che, a causa dello spazio insufficiente, i detenuti sono costretti a cucinare nei corridoi e le brande pieghevoli (terzi letti) vengono spesso posizionate direttamente nei corridoi per consentire il movimento all’interno delle celle. Voghera: nei cameroni sono presenti dieci persone contemporaneamente con tre file composte da tre letti a castello e un letto singolo”

Nelle carceri italiane siamo dinanzi ad una gravissima emergenza umanitaria strutturale, aggravata dalle ondate di caldo di quest'estate, senza che le politiche governative offrano alcuna soluzione efficace e, anzi, andando in alcuni casi ad aggravare le criticità.

01/08/2026

IO, DENTRO IL CARCERE IN VISITA CON LA CAMERA PENALE DI PESCARA Conosco bene le persone detenute. Dopo quasi vent’anni come volontario nei tanti laboratori realizzati negli istituti di Chieti e Pescara da Voci di dentro, ho incontrato giovani e vecchi, ragazze e donne adulte, tanti abruzzesi e tanti da fuori regione. Alcuni li rivedo oggi anche per strada, finalmente liberi. Non tutti, perché molti li ritrovo dentro a distanza di anni, alla seconda, alla terza anche alla quarta carcerazione. E conosco bene anche il carcere, ho ben chiaro quello che è e quello che fa a chi ci finisce dentro.
Da qualche anno partecipo alle visite conoscitive di Nessuno tocchi Caino e delle Camere Penali ed entro nelle celle, nelle sezioni e nelle cucine. Visite di poche ore, ma sono visite che restano impresse per sempre negli occhi, nella mente e nell’animo. Sono un "viaggio al termine della notte" dal quale si esce senza più illusioni, con la certezza di aver visto il lato più oscuro della nostra modernità capace di accettare questo posto che si chiama carcere e nel quale si rinchiude "la colpa", si esegue il castigo e si produce materializzandolo in carne e ossa il "criminale".
Nella visita all’Istituto di Pescara con la Camera Penale avvenuta il 23 luglio (dopo quella con l'Alleanza per l'articolo 27 il 14 luglio) tutto ciò è più che mai evidente. I racconti con immagini, suoni e odori e che spesso le persone detenute scrivono per Voci di dentro ora diventano reali. Ecco tanti buttati sul letto persi dentro la propria angoscia. Ecco altri che si reggono in piedi a fatica, sfiniti dal caldo, in ciabatte e tuta, giovani e vecchi, malati e abbandonati, in celle nere di muffa e che fanno orrore solo a guardarle con lavandini che perdono e water arrugginiti e sudici. I. ha un’ernia ombelicale che sembra sul punto di scoppiare, E. o***a sangue, T. che mi parla attraverso le sbarre della stanza è a regime chiuso da oltre un anno dopo la rivolta alla quale non aveva preso parte.
Il carcere di Pescara non è un carcere ma un lazzaretto che trattiene 396 persone in sezioni dove i posti regolamentari dovrebbero essere 265 e che da oltre un anno sono diventati 220 per la mancata ristrutturazione della prima sezione penale. Letti a castello a tre piani, stanze senza tavoli sufficienti dove mangiare e sgabelli di plastica, solo due - tanto per fare un esempio - in una stanza della seconda penale dove ci vivono in otto. Fuori da ogni norma anche le cucine al piano terra: anche qui, come anche nelle celle, piastrelle rotte, interruttori della luce e spine staccate dal muro e con cavi elettrici scoperti, muffa sulle pareti e sul soffitto.
Il carcere di Pescara è un luogo dimenticato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, isolato come abitato da appestati, ignorato dall’Ufficio igiene della Asl e dal sindaco della città che è la massima autorità sanitaria locale. Come non esistesse e venendo meno ai doveri d’ufficio. Un luogo al di fuori dalla legge. A nulla inoltre sono servite le denunce dei sindacati di polizia, come pure sono trascurate le molte richieste avanzate dalla Direzione per la riduzione del numero di detenuti e per il conteggio degli spazi. Al contrario ogni giorno arrivano detenuti da fuori regione.
Il carcere di Pescara è solo il luogo del castigo controllato da 128 agenti quando dovrebbero essere 167 (ma secondo la pianta organica riferita a 265 detenuti); è il luogo dove a dei ragazzi poco più che ventenni e dopo appena 4 mesi di corso viene fatta indossare una divisa per fare poco o nulla se non sopravvivere - anche loro in gran sofferenza - nel loro viaggio al termine della notte.

Indirizzo

Via Concetio De Horatiis
Chieti
66100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
Martedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00
Sabato 09:00 - 12:00

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