Bonifica Sostenibile

Bonifica Sostenibile Pagina del “Comitato Bonifica Sostenibile” che ha fatto proprie le problematiche dei ripetuti ed

29/08/2026

Chissà come la prenderà la Cassazione quando si troverà ad esaminare la norma del tubo a una certa distanza, l’idrante che si vede e non si vede, i criteri transitori permanenti, e infine il comprensorio dinamico che si allarga con il GIS InformCity.

23/08/2026

Noi ci mettiamo la faccia

COMITATO BONIFICA SOSTENIBILECOMUNICATO STAMPA — Chieti/Pescara, 23 agosto 2026Rimborsi: grazie, Presidente, ma carta e ...
23/08/2026

COMITATO BONIFICA SOSTENIBILE
COMUNICATO STAMPA — Chieti/Pescara, 23 agosto 2026

Rimborsi: grazie, Presidente, ma carta e penna le prendiamo noi

Il 3 luglio il Consorzio di Bonifica Centro delibera all'unanimità lo sgravio delle cartelle, spiegando che sgravio e nuovi avvisi sono momenti dello stesso procedimento. Il 19 agosto usa quegli stessi futuri avvisi per non restituire nulla.

Con un avviso pubblicato sul proprio sito il 19 agosto 2026, a firma del Presidente Enisio Tocco, il Consorzio di Bonifica Centro comunica ai consorziati che «si è ritenuto opportuno non procedere al rimborso delle somme già versate».

La motivazione è di rara cortesia: risparmiare agli utenti il disagio di chiedere un rimborso e ricevere subito dopo una nuova richiesta di pagamento.

Il Comitato Bonifica Sostenibile ringrazia il Presidente per la premura. Nessuno di noi aveva però segnalato difficoltà con carta e penna. E poiché il disagio di incassare un rimborso dovuto siamo disposti ad affrontarlo, ribadiamo che il rimborso lo vogliamo lo stesso, e lo vogliamo subito.

La catena degli atti

• 21 gennaio 2026 — Comitato Amministrativo, delibera n. 3. In esecuzione della sentenza TAR Abruzzo–Pescara n. 3/2026, passata in giudicato, che ha dichiarato nulli gli atti di contribuenza dal 2021 al 2025, il Consorzio annulla d'ufficio tutti gli avvisi di pagamento e chiede ad Agenzia delle Entrate-Riscossione la sospensione e il successivo annullamento (sgravio totale) di ruoli e cartelle.

• 16 giugno 2026 — Consiglio di Amministrazione, delibera n. 8. Viene approvato il ricalcolo della spesa consortile 2021-2025, con richiesta ai consorziati di versare il pregresso entro il 31 ottobre 2026.

• 3 luglio 2026 — Consiglio di Amministrazione, delibera n. 9. Otto consorziati propongono opposizione ex art. 51 dello Statuto. Il Consorzio le respinge tutte con un unico atto, nega la sospensione dell'esecutorietà e conferma la delibera n. 8. Nello stesso provvedimento — le cui premesse, per espressa dichiarazione dell'Ente, «costituiscono parte integrante e sostanziale del presente deliberato, avendone valore dispositivo» — il Consiglio stabilisce che lo sgravio dei precedenti carichi e la notifica dei nuovi avvisi rettificati sono momenti coerenti del medesimo procedimento. Lo sgravio è deliberato qui, all'unanimità.

• 6 luglio 2026 — l'esecuzione. Tre giorni dopo il provvedimento massivo di sgravio viene trasmesso all'Agente della riscossione. L'atto operativo non risulta pubblicato all'Albo: se ne conosce l'esistenza solo perché richiamato, come titolo, nelle comunicazioni che l'Agenzia invia ai contribuenti.

A seguire — le comunicazioni di rimborso. È l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, non il Consorzio, a scrivere ai contribuenti indicando beneficiario, titolo e importo, con allegato il modulo per l'accredito.

• 11 agosto 2026 — determinazione dirigenziale n. 100. Il Consorzio affida a una società esterna l'elaborazione del ricalcolo e la stampa di circa 50.000 avvisi di pagamento per le annualità 2021-2025.

• 19 agosto 2026 — l'avviso. Niente rimborsi.

Le due frasi

• Il 3 luglio, per respingere chi contestava la contraddizione tra il ricalcolo e la delibera di gennaio, il Consorzio afferma che lo sgravio dei vecchi carichi e la notifica dei nuovi avvisi sono momenti coerenti dello stesso procedimento.

• Il 19 agosto, quegli stessi futuri avvisi diventano la ragione per non dare corso ai rimborsi generati dallo sgravio.

La medesima relazione fra le due cose serve, a sei settimane di distanza, prima a dimostrare che non c'era contraddizione, poi a non restituire il denaro.

E lo sgravio non è stato un automatismo degli uffici: è stato deliberato da un organo collegiale, all'unanimità, con premesse cui l'Ente ha attribuito espresso valore dispositivo, nello stesso atto in cui respingeva le opposizioni dei consorziati. Il rifiuto di rimborsare, invece, è stato annunciato da un avviso a firma del solo Presidente, su un sito, senza che risulti alcuna delibera né del Consiglio né del Comitato Amministrativo.

Perché diciamo grazie, ma no

1. Lo sgravio non si riprende indietro. Una volta adottato e trasmesso all'Agente della riscossione, ha già prodotto il suo effetto: ha cancellato il debito. Non è un rubinetto che si apre e si chiude, e un carico estinto non torna in vita con un avviso pubblicato su un sito.

2. Non era una concessione: era un atto dovuto. Nasce dall'esecuzione di una sentenza definitiva. Gli atti che imponevano quei contributi sono nulli, e la nullità opera fin dall'origine. Ciò che il Consorzio non poteva pretendere ieri, non può trattenerlo oggi.

3. Il diritto al rimborso non dipende dallo sgravio. Lo sgravio è il passaggio contabile; il diritto a riavere quanto versato nasce dalla legge. Chi paga in forza di un titolo inesistente ha diritto alla restituzione, e quel credito resterebbe anche se lo sgravio venisse revocato.

4. «Si è ritenuto opportuno» non è una categoria del diritto. L'obbligo di restituire somme incassate senza titolo non è nella disponibilità dell'ente, e non si sospende per ragioni di semplificazione o di convenienza organizzativa.

UN'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA NON DECIDE SE RESTITUIRE: DEVE!

5. Non si compensa un credito certo con un debito che non esiste. Alla data della comunicazione nessun nuovo avviso di pagamento era stato emesso: l'elaborazione e la stampa erano state affidate a una società esterna otto giorni prima. Non manca l'esigibilità del preteso controcredito: manca l'atto. E in materia tributaria la compensazione è ammessa solo nei casi previsti dalla legge.

6. «Tutti a debito» è ciò che il Consorzio si era impegnato a non dire ancora. Il 3 luglio l'Ente scriveva che la verifica delle singole posizioni sarebbe avvenuta nella fase successiva e che le liste sarebbero passate dall'approvazione preventiva del Comitato Amministrativo prima di ogni notifica.

Il 19 agosto il Presidente annuncia l'esito individuale per tutti, senza che quella fase si sia conclusa e senza che nessuno abbia ricevuto la propria quantificazione.

Cosa fare, e farlo subito

🔺Chi ha ricevuto dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione una comunicazione di rimborso compili e trasmetta senza indugio il modulo allegato (Mod. RE1 — Comunicazione delle modalità di rimborso), all'indirizzo e-mail indicato sul modulo, oppure allo sportello territoriale o online, con la documentazione richiesta e le coordinate del conto su cui ricevere l'accredito.

🔺 Chi ha versato somme per le annualità 2021-2025 senza aver ricevuto la comunicazione può chiedere la verifica della disponibilità del rimborso agli stessi sportelli.
È opportuno affiancare un'istanza scritta al Consorzio, via PEC e protocollata, con richiesta di rimborso e di conferma dell'avvenuto sgravio: serve a fissare la data, interrompere i termini e costituire l'ente in mora. Il Comitato mette a disposizione un fac-simile.

Tre avvertenze

🔺Presentare il Mod. RE1 o l'istanza non comporta alcun riconoscimento di debito: è la richiesta di ciò che è già stato dichiarato non dovuto.

🔺 Finché non sia pervenuto un atto individuale motivato e impugnabile è consigliabile non sottoscrivere alcun atto che presupponga acquiescenza alla posizione debitoria 2021-2025.

🔺 Il rimborso spetta a chi ha effettivamente versato: chi non ha pagato, o ha ottenuto solo la sospensione della cartella, verifichi prima la propria situazione.

Il Comitato Bonifica Sostenibile chiede infine al Consorzio di rendere pubblici tre documenti:

🔴 il provvedimento operativo di sgravio del 6 luglio 2026, mai comparso all'Albo;

🔴 l'atto deliberativo con cui è stato deciso di non dare corso ai rimborsi, con l'organo che lo ha adottato;

🔴 la relazione che giustificherebbe il ricalcolo.

Un ente che ritiene di avere ragione non ha nulla da guadagnare dal silenzio.

Piccola nota a margine.

Per difendere l’indifendibile il Consorzio tra spese legali, verificazioni, società di revisione, consulenti e riemissione degli avvisi ha speso oltre 300.000 euro (150 solo per riemettere gli avvisi): questi soldi li deve rimborsare all’ente chi ha sbagliato e certamente non i consorziati.

COMITATO BONIFICA SOSTENIBILE

22/08/2026
arGENIO BONifix SULLA BOCCA DELL’INFERNOQuando gli eroi sono mandati in solitaria a difendere il fortino con la promessa...
17/08/2026

arGENIO BONifix SULLA BOCCA DELL’INFERNO

Quando gli eroi sono mandati in solitaria a difendere il fortino con la promessa del pronto intervento.

Mi diceva mia nonna: hai voluto la bicicletta, adesso pedala.

E certo che pedalare quando la salita si fa sempre più dura diventa veramente difficile, vediamo fino a quando durano i nostri eroi, non dimentichiamo che lottano sempre per qualcosa che noi non conosciamo.

Non lasciamo arGENIO BONifix da solo, facciamo sentire la nostra vicinanza, sta lottando strenuamente, ma ci faccia sapere per che cosa sta lottando.

IL POLTRONIFICIO e i suoi effetti collaterali.Scusate, Se nel piano di classifica e nel regolamento irriguo del Consorzi...
14/08/2026

IL POLTRONIFICIO e i suoi effetti collaterali.

Scusate,
Se nel piano di classifica e nel regolamento irriguo del Consorzio Centro e’ ben specificato che il contributo irriguo è dovuto quando è presente l’idrante e il consorziato può trarne un beneficio, e non il tubo a una certa distanza come afferma il consorzio, in questo caso va pagato il potenziale indipendentemente dall’utilizzo, e nelle Marche questo contributo vale 30 euro per ettaro, in caso di utilizzo del servizio va pagato l’esercizio, che sempre nelle Marche vale circa 10 centesimi per mc di acqua utilizzata.

A noi, con i famigerati criteri transitori sono arrivati a chiedere 340 euro per ettaro, anche ad agricoltori che non hanno la disponibilità dell’idrante, ma le associazioni di categoria non dicono nulla?????

Se lo stato concesse ai consorzi di bonifica nel 1994 la facoltà di poter somministrare l’acqua per usi plurimi, facoltà e non obbligo, il gestore, in questo caso il Consorzio Centro, doveva sfruttare tale opportunità nel rispetto del regime previsto, che poi è lo stesso del gestore dell’acqua potabile, fattura e corrispettivo €/mc per il volume somministrato, se non mi da l’acqua non devo pagare.

Ma tramutando l’uso plurimo in attività istituzionale, e quindi tale da arrecare benefici fondiari agli immobili che si trovano nelle vicinanze delle loro linee idriche, sempre negli intentimendi del consorzio e non previsto da nessuna legge, non pensate che sia a tutti gli effetti un’azione truffaldina? con plurimi risvolti di illegittimità, cosa ne può sapere un semplice cittadino?

Per intanto, facendosi pagare con il tributo 0630 si sono assicurati l’incasso anche senza somministrazione, hanno ampliato la platea dei polli andando a beccare gli agricoltori che nemmeno hanno l’idrante, e virtualmente siamo anche degli evasori fiscali, con il tributo 0630 evitano di farci pagare l’IVA nella fattura del corrispettivo per gli usi plurimi.

Nel 2019 hanno provato a darci una parvenza di legalità con l’approvazione da parte della regione del Piano di classifica, nel quale questa trasmutazione veniva regolamentata.

Capisco l’imbarazzo della politica regionale che non vuole parlare con noi, e si è lanciata verso il riordino dei consorzi, così sperano di stendere un velo pietoso su trent’anni di vergogna, che ha portato alla totale distruzione del Consorzio Centro, trent’anni di debiti e di danni.

08/08/2026

LA CAPEZZA

Finalmente siamo stati ricevuti dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio Centro, certamente domani nessuno potrà d...
25/02/2026

Finalmente siamo stati ricevuti dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio Centro, certamente domani nessuno potrà dire che non sapeva.

Li abbiamo informati sui riferimenti normativi che abbiamo considerato per le nostre rivendicazioni, se ce ne fossero altri dei quali non siamo a conoscenza, ci aspettiamo che il Consorzio li renda pubblici, per noi sarebbe sufficiente conoscere l’articolo di legge che equipara gli usi plurimi ad un beneficio fondiario, per cui il corrispettivo per la somministrazione si paga con il contributo di bonifica (tributo 0630).

Durante la discussione sono emersi alcuni dati importanti, per bocca del Presidente Tocco ho appreso che l’ente sta somministrando 100 milioni di mc all’anno di acqua, e il responsabile del settore catasto ha affermato che applicano una tariffa di circa 80 centesimi per mc per l’acqua utilizzata da un autolavaggio.

Mi è venuto spontaneo fare una semplice osservazione, con il 50% dell’acqua somministrata, quindi 50 milioni di mc, con l’applicazione di una tariffa pari al 50% di quella che dicono di applicare, quindi 40 centesimi per mc, viene fuori una cifra di 20 milioni di euro, a fronte degli 8,5 milioni di euro che risultano nel bilancio dell’idrico.

Mentre per me tale situazione confermava che veramente agli agricoltori si potrebbe somministrare l’acqua gratuitamente, ai presenti, tale osservazione generava solo un semplice sorrisetto ironico, spero che facciano i dovuti approfondimenti.

Indirizzo

Viale Benedetto Croce 320/e
Chieti Scalo
66013

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