La Coperta di Yusuf_Alpi Occidentali

La Coperta di Yusuf_Alpi Occidentali Storie, memorie e riflessioni si intrecciano lungo i fili della trama e dell'ordito della coperta di Yusuf. Di questa esclusione la coperta si occupa.

Una coperta infinita che custodisce e prende l'impegno di raccontare. Scopo dell’iniziativa “La Coperta di Yusuf” è realizzare un simbolo: una coperta composta da un insieme di piccoli quadrati per creare un legame tra le storie dei singoli, un primo passo verso la nascita di una comunità. Una nuova comunità che si fonda non sull’appartenenza a una categoria né sul legame con un territorio, quanto

piuttosto su valori condivisi, primo fra tutti la necessità di conservare, trasmettere e fare tesoro della memoria, della nostra memoria per porla alla base di un futuro sognato. Il Mediterraneo, il Mare Nostrum che ci avvolge nel presente, non è fatto solo di onde ma anche di ferro e acciaio. È un confine che divide e uccide, reso tale dalle leggi degli uomini. È un mare spinato nel quale piume di libertà rimangono impigliate per sempre perdendo respiro e memoria. La “Coperta di Yusuf” è un’iniziativa nata a Lampedusa subito dopo la morte di un bimbo di sei mesi, Yusuf, scomparso a novembre 2020, durante il naufragio dell’imbarcazione su cui viaggiava insieme alla madre per raggiungere le coste europee. Al funerale una donna dell’isola appoggiò uno scialle sulle spalle della mamma di Yusuf. Da quel segno di vicinanza nasce l’idea di creare una coperta enorme, infinita, che abbracci e accolga le vittime di tutte le frontiere. Centinaia di mattonelle di lana 10 per 10 hanno raggiunto Lampedusa. Dentro la coperta, che man mano prende forma, la trama e l’ordito della lana si intrecciano come se a intrecciarsi fossero le storie, i racconti e i ricordi delle persone che partecipano. La coperta, sempre più ampia, avvicina persone distanti ed è sempre più carica di storie intrecciate. È un deposito di memoria viva. Partecipando, ci si riscopre insieme a cucire, ad ascoltare, a parlare, discutere e pensare. La coperta di Yusuf non è rimasta solo a Lampedusa, si è moltiplicata e si trasforma in altre coperte della memoria che danno voce ad altre frontiere. L’elaborazione di un ricordo personale che si unisce a quello di altre persone per creare una memoria collettiva. Raccogliere, depositare, elaborare e restituire ad altri e ad altre la memoria non è mai un’azione neutrale. Nel conoscere, raccontare, custodire, restituire le storie, la coperta da una parte allevia, scalda e accoglie, dall’altra parte grida di dolore e rabbia, denuncia. La coperta, uscita da Lampedusa, ha raggiunto la Tunisia. Qui le piccole mattonelle parlano dei ragazzi che hanno tentato la traversata del Mediterraneo e sono scomparsi. La coperta è arrivata ad Udine, in uscita dalla rotta balcanica, e a Bergamo, città in cui molte persone non hanno avuto la possibilità di un riconoscimento comunitario dopo la loro morte a causa del Covid. Ritroviamo la coperta anche a Rosarno, tra le baracche dei ghetti, abitati da braccianti spesso sfruttati perché migranti. La coperta ora trova casa anche nelle Alpi Occidentali, dove continuerà a raccogliere le testimonianze delle persone coinvolte o che non rimangono indifferenti davanti a frontiere che spesso sono anche invisibili, si trovano nelle nostre città, nei quartieri e nelle comunità, che ostacolano le persone rendendole sole, fragili e infelici. Le esperienze – vissute, tramandate, narrate – sono fondamentali per evolvere: gli errori da non ripetere, i successi da valorizzare, la direzione da prendere, le ingiustizie da combattere, i sentimenti da esaltare saranno le tessere di un nuovo disegno. Noi con questa azione depositiamo ricordi perché non vadano perduti, diamo dignità a storie altrimenti p***e nell’oblio. Intrecciamo nella memoria trama del presente e ordito del passato perché nel futuro nessuno possa dire “io non sapevo”. Cosa fare per partecipare:

1. Crea un quadrato di 10 centimetri per lato, in lana, all’uncinetto o ai ferri.

2. Scrivi un biglietto per accompagnarlo, con un titolo e una storia: un pensiero, un racconto, un desiderio, non dimenticare il luogo e la data.

3. Allega una breve liberatoria firmata in cui ci autorizzi a pubblicare la tua storia e se vuoi anche il tuo nome. Solo le foto dei quadrati accompagnati da una storia verranno singolarmente pubblicate insieme al testo inviatoci. Tutti gli altri verranno comunque cuciti e faranno parte della “Coperta di Yusuf”.

4. Invia tutto alla biblioteca scolastica “Museion” del Liceo A. Monti di Chieri, Via Montessori 2, 10023 (TO). Grazie per il tuo impegno nel ricostruire una trama per il nostro tempo.

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Indirizzo

Biblioteca "Museion", Liceo A. Monti, Via Montessori 2
Chieri
10023

Sito Web

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