25/08/2026
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Un dato impressionante ma purtroppo non più isolato: nei giorni scorsi la temperatura media della superficie del Mare Nostrum ha raggiunto il picco storico di 28,6 °C, spinta da una massiccia e prolungata ondata di calore marina (marine heatwave).
I dati elaborati dal Copernicus Marine Service e analizzati dal Centro Euromediterraneo per il Clima (CMCC) mostrano un quadro critico: in diverse aree del bacino occidentale, in particolare nel Golfo del Leone e al largo della Pen*sola Iberica, l'acqua ha registrato anomalie termiche spaventose, superando di ben 5-6 °C la media stagionale di lungo periodo.
Come sottolineano gli oceanografi del CMCC, un Mediterraneo così rovente non rappresenta più un'eccezione passeggera, bensì la diretta manifestazione del cambiamento climatico che sta ridefinendo il nostro clima. Le conseguenze di questo fenomeno sono duplici: da un lato si assiste a una forte sofferenza degli ecosistemi marini con la perdita di biodiversità indigena a favore di specie alienMove tropicali; dall'altro, l'enorme massa d'acqua calda accumula un'immensa quantità di energia termica. Questo calore verrà inevitabilmente restituito all'atmosfera alle prime incursioni di aria fresca tra fine estate e autunno, aumentando il rischio di temporali di forte intensità e nubifragi.
Fonte: Copernicus Marine Service (CMEMS) / Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC)