BLU Locale

BLU Locale Uno spazio aperto legato al mondo della Polizia Locale che sottolinei l’identità ormai consolidata di Forza dell’Ordine.

Che non manca di informazioni e consigli utili.

🚨 MESTRE, SPACCIO NEL LOCALE, IL QUESTORE CHIUDE IL BAR PER 20 GIORNI. UN ARRESTO DELLA POLIZIA LOCALE.Il Questore di Ve...
04/09/2026

🚨 MESTRE, SPACCIO NEL LOCALE, IL QUESTORE CHIUDE IL BAR PER 20 GIORNI. UN ARRESTO DELLA POLIZIA LOCALE.

Il Questore di Venezia ha disposto la sospensione per 20 giorni della licenza del bar La Cueva, in via Piave a Mestre, ai sensi dell’art. 100 del TULPS, dopo una serie di controlli che avrebbero fatto emergere un quadro di diffusa attività di spaccio all’interno e nelle immediate pertinenze del locale.

Tra gli episodi confluiti nell’istruttoria figura anche un intervento del Nucleo Operativo della Polizia Locale di Venezia, conclusosi con un arresto in flagranza per reati connessi agli stupefacenti.

Gli elementi raccolti dalle diverse forze impegnate sul territorio sono quindi confluiti nell’attività amministrativa della Questura, che ha ritenuto sussistenti i presupposti per la chiusura temporanea dell’esercizio.

Nella stessa attività di contrasto allo spaccio, ma in una distinta operazione, la Polizia di Stato ha inoltre arrestato un cittadino straniero trovato in possesso di circa 60 grammi di cocaina.

Un intervento che conferma ancora una volta quanto il contrasto allo spaccio urbano passi anche attraverso controllo del territorio, capacità operativa e scambio informativo tra le diverse forze di polizia.

VALENZA, AUTO IN FUGA DALLA POLIZIA LOCALE: SCHIANTO E DUE SOGGETTI FERMATIUna pattuglia della   di San Salvatore Monfer...
04/09/2026

VALENZA, AUTO IN FUGA DALLA POLIZIA LOCALE: SCHIANTO E DUE SOGGETTI FERMATI

Una pattuglia della di San Salvatore Monferrato intercetta un’auto sospetta. Gli agenti provano a fermarla, ma il conducente decide di accelerare. Da quel momento inizia una fuga che termina a Valenza con uno schianto e prosegue, per alcuni degli occupanti, anche a piedi.

È quanto accaduto nella mattinata di oggi, 4 settembre con il veicolo già oggetto di attenzione nell’ambito di collegati a furti e reati predatori su scala nazionale. Quando gli Agenti hanno tentato il , chi era alla guida ha scelto di sottrarsi dandosi alla verso il territorio di Valenza.

La corsa è terminata nei pressi di un sottopasso, dove l’auto in fuga si è scontrata con un’altra vettura. Ma l’incidente non ha fermato il tentativo di sottrarsi al controllo: i tre occupanti hanno abbandonato il mezzo cercando di dileguarsi. Due di loro sono stati raggiunti e fermati prontamente dagli Opetatori, mentre il terzo è riuscito inizialmente a fuggire, facendo scattare una più ampia attività di ricerca.
All’interno dell’auto è stata inoltre rinvenuta refurtiva, elemento che assume particolare rilievo rispetto agli accertamenti già in corso sul mezzo e sui suoi occupanti.

Quello di Valenza non è stato un semplice controllo stradale degenerato improvvisamente: siamo davanti a un’attività di polizia che parte dall’individuazione di un veicolo sospetto, passa attraverso il tentativo di controllo, affronta una fuga automobilistica e si conclude con l’inseguimento a piedi e il fermo di due soggetti.

Queste sono le notizie che vanno raccontate e condivise, affinché si capisca che nel nostro "lavoro" nulla è scontato e tutto può cambiare nell'arco di qualche secondo.

🚨 TSO: SE MANDI GLI OPERATORI, DEVI ANCHE FORMARLI, PREPARARLI E ADDESTRARLI...Prendiamo spunto da una riflessione pubbl...
04/09/2026

🚨 TSO: SE MANDI GLI OPERATORI, DEVI ANCHE FORMARLI, PREPARARLI E ADDESTRARLI...

Prendiamo spunto da una riflessione pubblicata dalla pagina Defconservices, che pone un tema molto scomodo ma inevitabile: chi dispone l’impiego della Polizia Locale durante un si è davvero preoccupato di mettere gli operatori nelle condizioni di affrontarlo in ?

Perché c’è un’abitudine che dovrebbe finire una volta per tutte: pretendere operative complesse senza costruire prima le condizioni tecnico professionali per svolgerle.

Il TSO non è un arresto e la persona, di base non è un criminale. È un intervento delicato, spesso caratterizzato da forte , rifiuto, paura, comportamentale e possibile . Proprio per questo richiede , coordinamento reale con i sanitari, procedure condivise, equipaggiamenti adeguati e addestramento pratico.

🚫Non basta una videolezione.
🚫Non basta mostrare delle slide.
🚫Non basta ricordarsi di un corso ogni tanto.
🚫Non basta poter scrivere che “la formazione è stata effettuata”.

Se poi l’operatore non ha mai uno , non conosce realmente le procedure da adottare insieme agli altri soggetti coinvolti e viene mandato sul posto confidando nell’esperienza personale o nella buona sorte, non siamo davanti a ma siamo davanti a improvvisazione "organizzata".

Si potrebbero col tempo sanare queste lacune ma quando qualcuno solleva il problema, arrivano puntuali le solite frasi, che ormai ci siamo stancati anche di sentire:

👉🏼“Qui non è mai successo niente.”
👉🏼👉🏼“Si è sempre fatto così.”
👉🏼👉🏼👉🏼“Non abbiamo mai avuto problemi.”

Frasi che non proteggono nessuno, ma sono soltanto il modo più semplice per evitare , , seria e assunzione di responsabilità, anche se l'ultima resta in capo agli "stellati".
Chi organizza un servizio non può limitarsi a impartire l’ordine, fermarsi a fare una telefonata o compilate un modulo e poi scaricare tutta la complessità dell’intervento su chi interviene.
Se decidi che quell’operatore deve entrare in quella situazione, devi prima aver fatto tutto ciò che era ragionevolmente possibile per prepararlo.

▪︎Devi aver valutato i rischi.
▪︎▪︎Devi aver predisposto procedure.
▪︎▪︎▪︎Devi aver fornito dotazioni.
▪︎▪︎▪︎▪︎Devi aver organizzato addestramento concreto e periodico.
Perché se qualcosa va storto, non si può scoprire soltanto dopo che mancava una procedura, che nessuno aveva mai fatto una simulazione o che certi strumenti “erano in programma”. La sicurezza non può dipendere dal fatto che fino a ieri sia andata bene.

“Qui non è mai successo niente” non è una strategia. È soltanto amministrativa.
E la fortuna, prima o poi, presenta il conto.

❓️Alla domanda posta nella foto, come rispondete ?

(Provate a rispondere a Voi stessi, anche senza scriverlo e valutate se magari è il caso di iniziare a muovere qualche azione decisa).

🚨 BARI, COCAINA IN 18 DOSI: 20ENNE ARRESTATA DALLA POLIZIA LOCALENon un controllo occasionale, ma un’attività costruita ...
04/09/2026

🚨 BARI, COCAINA IN 18 DOSI: 20ENNE ARRESTATA DALLA POLIZIA LOCALE

Non un controllo occasionale, ma un’attività costruita attraverso osservazione e monitoraggio del territorio.

La di Bari, impegnata nei servizi di prevenzione tra Japigia e Madonnella, ha arrestato una ventenne sorpresa mentre cedeva cocaina a un uomo dopo un contatto telefonico.

La successiva attività di polizia giudiziaria ha portato al sequestro di circa 8 grammi di cocaina già suddivisi in 18 dosi, oltre a denaro ritenuto provento dello spaccio e al materiale utilizzato per mantenere i contatti con gli acquirenti.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria, che ha disposto nei confronti della giovane una condanna a un anno di reclusione e 2.000 euro di multa. L’acquirente è stato invece segnalato al Prefetto ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/1990.

Un intervento condotto con metodo, osservazione e tempestività, che restituisce il valore concreto di un’attività operativa ben organizzata. Quando il controllo del territorio è accompagnato da capacità investigativa e coordinamento, il risultato è una risposta immediata e misurabile a tutela della sicurezza urbana.

🛃 Per la Sezione il Cds a Portata di Social.(ogni Giovedì) GETTARE DA VEICOLI IN SOSTA O IN MOVIMENTO MICRO-RIFIUTI O RI...
03/09/2026

🛃 Per la Sezione il Cds a Portata di Social.
(ogni Giovedì)
GETTARE DA VEICOLI IN SOSTA O IN MOVIMENTO MICRO-RIFIUTI O RIFIUTI DA FUMO
Art. 15, commi 1 f-bis) e 3-bis

𝐎𝐁𝐈𝐄𝐓𝐓𝐈𝐕𝐎 “𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐀 𝐂𝐀𝐒𝐀 𝐋𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐀” ??C’è una   (spero fortemente di sbagliarmi) che, osservando alcune realtà degli ...
03/09/2026

𝐎𝐁𝐈𝐄𝐓𝐓𝐈𝐕𝐎 “𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐀 𝐂𝐀𝐒𝐀 𝐋𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐀” ??

C’è una (spero fortemente di sbagliarmi) che, osservando alcune realtà degli enti locali italiani, diventa difficile ignorare: quella di che non lavorano più seguendo una prospettiva, ma semplicemente cercando di arrivare alla fine del turno. E nella questa deriva pesa forse più che altrove, perché un Comando chiamato quotidianamente ad affrontare sicurezza stradale, polizia giudiziaria, commercio, ambiente, degrado urbano, emergenze, incidenti e richieste dei cittadini non può permettersi di vivere secondo la filosofia dell’ “anche oggi è passata”...

Un’organizzazione di dovrebbe sapere dove vuole andare prima ancora di decidere dove mandare la pattuglia. Significa i servizi, individuare priorità, scrivere procedure, predisporre operativi, analizzare ciò che è accaduto, formare il personale, distribuire responsabilità, verificare dotazioni e mezzi e soprattutto costruire quella fiducia interna che consente alle persone di sapendo di appartenere a una struttura, non semplicemente di occupare una casella in un di servizio.

Troppo spesso, invece, l’impressione è quella di una gestione costruita sull’immediatezza: oggi bisogna risolvere questo problema, domani accontentare quella richiesta, dopodomani organizzare in fretta un servizio perché è arrivata una nuova esigenza. Si procede per aggiustamenti successivi, affidandosi alla disponibilità dei singoli e alla loro capacità di arrangiarsi. Finché tutto funziona può persino sembrare un modello efficace. Ma non lo è. È soltanto un sistema che consuma lentamente le persone e che mostra tutte le proprie fragilità nel momento in cui arriva l’evento realmente complesso.

Un Comando non può dipendere dall’eroismo quotidiano o dalla singola iniziativa dei suoi operatori. Dovrebbe dipendere dalla della propria organizzazione.

Ed è proprio qui che entra in gioco un altro tema delicato: il rapporto con la politica. Sindaco e amministrazione hanno pieno diritto — e dovere — di stabilire gli indirizzi, individuare gli obiettivi e decidere le priorità politiche della propria comunità. Ma una cosa è indicare dove andare, altra cosa è stabilire quotidianamente come debba essere condotto tecnicamente un servizio di polizia. La distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa e tecnica non è una raffinatezza teorica: è uno dei principi su cui si regge l’organizzazione degli enti locali italiani.

Se un Comando comincia invece a misurare ogni propria scelta sulla necessità di soddisfare la richiesta contingente dell’amministratore di turno, qualcosa si rompe. Il rischio è trasformare una struttura professionale in una macchina chiamata continuamente a produrre risposte immediate, visibili e magari comunicativamente spendibili, mentre rimangono sullo sfondo ciò che difficilmente produce fotografie o consenso: formazione, addestramento, procedure, sicurezza degli operatori, programmazione dei servizi, analisi dei fenomeni, investimenti tecnologici e costruzione di competenze.

La buona Polizia Locale nasce esattamente dal contrario.

Nasce da un Comando nel quale chi esce in strada conosce le procedure, chi coordina assume realmente la responsabilità del coordinamento, chi dirige programma e decide, e nel quale anche un errore o una criticità diventano occasione per migliorare l’intera organizzazione. Nasce soprattutto da un gruppo che riesce a trasformarsi in una vera comunità professionale: quella che qualcuno chiamerebbe una “famiglia”, non nel senso retorico del termine, ma nella capacità di sapere che nei momenti difficili esistono colleghi, superiori, procedure e un’organizzazione pronti a sostenerti.

Questo significa anche creare ambienti nei quali sia possibile discutere serenamente delle scelte operative, proporre soluzioni, confrontarsi, formarsi insieme e condividere esperienze. Perché un operatore che conosce soltanto il proprio turno lavorerà per terminare il turno; un operatore che comprende invece il progetto del proprio Comando contribuirà a costruirlo.

La differenza è enorme.

La Polizia Locale moderna non ha bisogno di amministrazioni assenti, ma nemmeno di amministrazioni che entrino quotidianamente nella gestione tecnica. Ha bisogno di una politica capace di fissare obiettivi seri, assegnare risorse e pretendere risultati e, parallelamente, di una struttura di comando sufficientemente autorevole e competente da trasformare quegli indirizzi in organizzazione professionale.

Per questo bisognerebbe tornare a parlare molto meno di come “coprire il servizio di oggi” e molto di più di quale Polizia Locale si voglia avere tra cinque anni.

Perché arrivare alle 20 e dire “anche oggi è andata” può essere comprensibile dopo una giornata particolarmente difficile. Quando però quella frase diventa il modello organizzativo di tutti i giorni, non siamo più davanti alla capacità di affrontare le emergenze.

Siamo davanti all’assenza di programmazione.

E i cittadini e gli Operatori, prima o poi, ne pagano inevitabilmente il prezzo.

03/09/2026
💙 DANIELE VIRGILI, DAL DOLORE ALL’IMPEGNO PER LA SICUREZZA STRADALECome oggi, ci ricorda l' ASAPS Italia, il 6 novembre ...
03/09/2026

💙 DANIELE VIRGILI, DAL DOLORE ALL’IMPEGNO PER LA SICUREZZA STRADALE

Come oggi, ci ricorda l' ASAPS Italia, il 6 novembre 2024 Daniele Virgili aveva appena 25 anni quando, insieme a due colleghe della Polizia Roma Capitale, venne travolto da un’auto mentre stava effettuando i rilievi di un sulla via Tiburtina. La condotta da un Carabiniere, libero dal servizio e positivo all'etilometro, sopraggiunse a forte velocità, investì gli operatori e terminò la propria corsa contro l’auto di servizio. Per Daniele le conseguenze furono devastanti: gravissime, l’amputazione di una gamba, delicati interventi chirurgici e l’inizio di una lunga riabilitazione. Una cambiata in pochi secondi mentre stava semplicemente facendo il proprio lavoro.

Ma quella strada che gli ha tolto così tanto è diventata, paradossalmente, anche uno dei terreni sui quali Daniele ha deciso di spendere il proprio . Oggi ha scelto infatti di portare la sua esperienza nel campo della , partecipando ad iniziative di sensibilizzazione e parlando di rispetto, responsabilità e conseguenze dei comportamenti alla guida. Un impegno che assume un significato particolare proprio perché nasce da una ferita vissuta sulla propria pelle.

Trasformare ciò che è accaduto in un messaggio capace di raggiungere gli altri significa provare a dare un senso anche al dolore più difficile. La sicurezza stradale, del resto, non è fatta soltanto di norme, controlli e sanzioni: è soprattutto che dietro ogni comportamento irresponsabile possono esserci vite spezzate o cambiate per sempre.

A Daniele auguriamo di continuare a costruire il suo secondo tempo con la stessa determinazione mostrata fino ad oggi. E dalla sua storia vorremmo restasse soprattutto una speranza: che raccontarla, ascoltarla e comprenderla possa contribuire a evitare che ciò che è accaduto a lui e alle sue colleghe debba accadere ancora, a qualsiasi altro operatore o utente della strada. 💙

Noi di BLU Locale vogliamo quanto accaduto perché non si dimentichi mai che dietro ogni uniforme ci sono persone, famiglie, progetti e vite che possono essere sconvolte in un istante... stiamo attenti li fuori.

Forza Daniele 💙

CIAO ROSARIO, LAMPI BLU.💙Lamezia Terme e la sua Polizia Locale salutano per l’ultima volta il Luogotenente Rosario Petti...
02/09/2026

CIAO ROSARIO, LAMPI BLU.💙

Lamezia Terme e la sua Polizia Locale salutano per l’ultima volta il Luogotenente Rosario Pettinato, scomparso a soli 59 anni.

Un ultimo abbraccio davanti al Comando, il picchetto d’onore, le note del “Silenzio” e le sirene delle auto di servizio: il saluto più difficile, quello riservato a un collega che non tornerà più in servizio.

Restano il ricordo, la stima e gli anni trascorsi fianco a fianco sotto la stessa divisa.

BLU Locale si stringe con affetto alla famiglia di Rosario e a tutti i colleghi della Polizia Locale di Lamezia Terme.

Quando se ne va uno di noi, il dolore appartiene un po’ a tutti.

Buon viaggio, Rosario. Che la terra ti sia lieve.

Foto by
lametino.it

📷 𝙋𝙍𝙄𝙈𝘼 𝙇𝘼 𝙁𝙊𝙏𝙊, 𝙋𝙊𝙄 𝙇𝘼 𝘿𝙄𝙑𝙄𝙎𝘼: 𝙌𝙐𝘼𝙉𝘿𝙊 𝙇𝘼 𝙋𝙊𝙇𝙄𝙕𝙄𝘼 𝙇𝙊𝘾𝘼𝙇𝙀 𝘿𝙄𝙑𝙀𝙉𝙏𝘼 𝙐𝙉𝘼 𝙑𝙀𝙏𝙍𝙄𝙉𝘼 𝙋𝙊𝙇𝙄𝙏𝙄𝘾𝘼...  un agente è facile da comunica...
02/09/2026

📷 𝙋𝙍𝙄𝙈𝘼 𝙇𝘼 𝙁𝙊𝙏𝙊, 𝙋𝙊𝙄 𝙇𝘼 𝘿𝙄𝙑𝙄𝙎𝘼: 𝙌𝙐𝘼𝙉𝘿𝙊 𝙇𝘼 𝙋𝙊𝙇𝙄𝙕𝙄𝘼 𝙇𝙊𝘾𝘼𝙇𝙀 𝘿𝙄𝙑𝙀𝙉𝙏𝘼 𝙐𝙉𝘼 𝙑𝙀𝙏𝙍𝙄𝙉𝘼 𝙋𝙊𝙇𝙄𝙏𝙄𝘾𝘼...

un agente è facile da comunicare. Metterlo realmente nelle condizioni di fare il poliziotto è tutta un’altra cosa.

Negli ultimi due mesi abbiamo osservato decine di Comuni nuovi ingressi nella Polizia Locale. , strette di mano, fotografie di gruppo, comunicati stampa e sorridenti accanto agli appena assunti.

📍 Da Genova ai centri più piccoli, la formula cambia poco: «rafforziamo la sicurezza», «più presenza sul territorio», «benvenuti ai nuovi agenti». Tutto legittimo...
Il problema nasce quando la della macchina fotografica non è direttamente proporzionale a quella della macchina .
Un agente di non diventa operativo semplicemente un e indossando qualcosa che assomigli a una divisa.

Servono vestiario completo e conforme, calzature adeguate, dispositivi di protezione individuale, radio, strumenti di autotutela, equipaggiamenti individuali e, soprattutto, e effettivi prima dell'impiego nei servizi.

Davanti a tutto ciò la narrazione celebrativa comincia a scricchiolare e va in frantumi...

Villafranca di Verona rappresenta un caso particolarmente interessante, ne abbiamo parlato qualche post fa... ma ci ritorniamo volentieri a fronte delle dichiarazioni a mezzo stampa del Sindaco.

Il Comune ha portato avanti una procedura per la copertura di quattro posti di agente di Polizia Locale. Gli ingressi sono stati accompagnati dalla consueta comunicazione istituzionale e da immagini celebrative che, almeno dal punto di vista di chi considera la un Corpo di polizia e non un elemento dell'amministrazione, hanno prodotto un effetto quantomeno discutibile. Ma poche settimane dopo proprio vestiario e dotazioni sono diventati uno dei temi dello scontro tra organizzazione sindacale e Comune.
Il DICCAP-SULPM ha , tra le altre , problemi relativi alle dotazioni di autotutela, sostenendo che spray al capsicum e bastoni distanziatori mancassero dal dicembre 2025.
Il sindaco Roberto Luca Dall'Oca ha contestato questa rappresentazione, precisando però che 17.500 euro per vestiario e dotazioni erano stati per settembre e ottobre, dopo una variazione di bilancio.

⚠️ ATTENZIONE ⚠️ Variazione di Bilancio insieme a programmazione, suona da ossimoro.

Tra gli acquisti indicati: 50 spray al peperoncino, 20 bastoni estensibili e nuove divise ordinarie e operative invernali, espressamente destinate anche «ai nuovi assunti». Qui giunge il punto che dovrebbe interessare ben oltre Villafranca. Interessa poco sapere chi abbia ragione nella vertenza sindacale, a Noi interessa il .

Se sai che stai assumendo personale di Polizia Locale, divise, dotazioni e percorso formativo non dovrebbero diventare una questione da rincorrere successivamente. Dovrebbero essere parte integrante della programmazione dell'assunzione.
UN AGENTE NON È UN DIPENDENTE DA METTERE DIETRO UNA SCRIVANIA.
Nella Polizia Locale dovrebbe esistere un principio organizzativo elementare: prima si prepara il posto operativo, poi vi si colloca la persona.
Invece in troppi enti sembra accadere il contrario.
Si assume.
Si firma.
Si convoca il fotografo.
Il sindaco stringe la mano.
Il post viene pubblicato sui social.

E soltanto dopo, qualcuno comincia a domandarsi se esistano le taglie delle uniformi, quando arriveranno le calzature, se siano disponibili le radio, quali strumenti di autotutela verranno assegnati, chi farà la formazione e soprattutto quando il neoassunto verrà realmente addestrato al servizio di polizia.

🚨ADDESTRATO AL SERVIZIO DI POLIZIA🚨

È una cultura amministrativa che BLU Locale considera profondamente sbagliata e viziata spesso da incompetenza gestionale.
Perché mentre una fotografia richiede pochi minuti, costruire un agente richiede tempo. investimento, programmazione e competenze.

Un neoassunto potrebbe trovarsi poche settimane dopo a gestire un trattamento sanitario obbligatorio, un incidente, una persona violenta, un inseguimento, un arresto in flagranza, un intervento di polizia o semplicemente un controllo stradale che improvvisamente degenera.
In quel momento il comunicato stampa del sindaco non serve, serve ciò che l'amministrazione gli ha fornito prima.

LE ASSUNZIONI NON SONO NUMERI DA ESPORRE, è positivo che i Comuni assumano, dopo anni di organici ridotti all'osso, ogni nuovo ingresso nella Polizia Locale dovrebbe essere accolto favorevolmente.

Proprio per questo bisogna superare quella per cui l' è un risultato da fotografare mentre formazione, uniformi e dotazioni vengono considerate noiose spese di gestione, quando nella vita Reale di ogni Operatore, sono esattamente il contrario.
Sono ciò che trasforma un'assunzione amministrativa in un rafforzamento reale della sicurezza urbana.
Un Comune che assume dieci agenti senza prepararli adeguatamente non ha automaticamente dieci poliziotti in più sulla strada. Ha dieci dipendenti in più nell'organico.

La differenza è enorme.

E prima della prossima fotografia con fascia tricolore, sorrisi e neoassunti schierati, qualche amministratore dovrebbe farsi una domanda molto meno fotogenica:

«Questi agenti hanno già tutto quello che serve per lavorare in sicurezza e professionalità?»
Se la risposta è no, la fotografia può aspettare.

Prima vengono la divisa, le dotazioni, la formazione e l'addestramento. Poi, eventualmente, il post su Facebook.

L'ordine contrario mette in luce approssimazione, pressapochismo, superficialità, disorganizzazione, sciatteria e inadeguatezza...

Indirizzo

Via S. ANTONIO N 4
Chiaravalle Centrale
88064

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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