Associazione Culturale Borgo Antico - Civitas Citrari

Associazione Culturale Borgo Antico - Civitas Citrari Associazione Culturale Borgo Antico

C'è un tempo perfetto per fare silenzio Guardare il passaggio del sole d'estate e saper raccontare ai nostri bambini qua...
23/06/2026

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
Guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini
quando è l'ora muta delle fate 💦🚯

I. F.

16/06/2026

Diu ti signe e tu guardatinni!
“Jì russa! Mula camìna!”
♦️♦️♦️
Il passaggio dal braciere all’aria aperta ha segnato per secoli il ritmo della vita dei vicoli e del paese . Già a maggio con l'inizio del mese mariano, le donne lasciavano il tepore domestico per lavorare e socializzare all'aperto, trasformando gli spazi aperti in luoghi di narrazione e trasmissione culturale. Qui si tramandavano fiabe, leggende, canti popolari e memorie del paese,
La saggezza popolare, espressa in dialetto, rappresentava l'incipit del discorso ed era lente d'ingrandimento per interpretare la realtà prima di servire come guida morale.
Dal principio universale e metaforico del proverbio, il racconto si fondeva rapidamente con le vicende quotidiane, i pettegolezzi e le cronache del paese.
A proposito dei pregiudizi basati sull'aspetto fisico, di cui la storia è piena, si faceva spesso un ampio argomentare. Caratteristiche rare o peculiari venivano associate a malvagità, sventura o stregoneria.
♦️
-“Cummari Mari’ arricòrdati: Diu ti scanzi d’omu signatu “.
-“ Haiu capitu cummari Macula’ ma a chillu li mancanu dui jidati ca ngianu duvuti taglia’, no’ ngè natu signatu!”
-“Eh ma sempri ppè vuluntati i Diu è statu!” E così continuavano per un bel po' sul tema fino a quando non se ne veniva a capo e se ne apriva un altro più interessante.
-“U sa cumi dicette Gesù Cristu a San Giuvanni? Di li signati guardàti.”
-Cchi putjì sapì cummari mia!? "
- No t’aviesa fida’ i Carmela ,cumma’: Diu ti scanze da malacaduta e fimmina mustazzuta.
-“ U sa cumi dicjì mamma mia :Fimmina varivuta da luntanu si salute”
Ma, Melina, la giovane donna, che ormai viveva al nord, mostrava una mentalità più moderna:- “ Ancora ste’ cose !?lasciate perdere son tutte balle.”
♦️
Epperò la pretesa di dedurre il carattere dall'aspetto esteriore è un fenomeno che ha trovato terreno fertile nella cultura popolare.
A conferma di ciò vi sono esempi storici e folcloristici.
I capelli rossi per esempio, per secoli sono stati considerati un marchio diabolico . Nel Medioevo, si pensava che i rossi avessero un temperamento sanguigno, ardente e infido. Migliaia di donne dai capelli rossi furono bruciate come streghe, considerate incarnazioni del diavolo. Anzi i capelli rossi erano il marchio di Giuda , per cui quel colore veniva associato al tradimento.
♦️
Insomma di chi ha la capigliatura rossa è meglio non fidarsi.
-“Maramia, Jangiulì accussi malamenti simu!? ”
Cummari Jida che aveva i capelli rossi si sentiva chiamata in causa e chiedeva a nonna che le raccontasse ancora una volta la storia della donna dai capelli rossi che voleva salvare il condannato a morte. Questo breve racconto nonna lo aveva appreso da giovane, da Donna Maria.
♦️
Ed allora nonna iniziava. ‘Ntìempu anticu, ngere l’usanza che i condannati a morte, potevano essere salvati da chi manifestava la volontà di prenderli con sé. Una volta tra i condannati ‘ngere nu bell’omu. Mentre erano sul carro ca i stave purtannu alla furca e passavano tra il popolo che li insultava, una donna si pose davanti al carro e lo arrestò. Chiese che quell’uomo venisse graziato perché lei lo avrebbe preso con sé, lo avrebbe addirittura sposato. E dunque avrebbe avuto salva la vita. L’uomo le si avvicinò e cumi l’ eppe divisata disse :“ jì russa ! Mula camìna!”
Aveva scelto la morte pur di stare lontano da una donna dai capelli rossi. Le persone dai capelli rossi erano da evitare, perché ritenute streghe, pericolose, malvagie ed emotivamente non addomesticabili.
♦️
Tutto ciò dimostra che la paura del "diverso" e la necessità di trovare una spiegazione visiva alla malvagità hanno portato per secoli a stigmatizzare caratteristiche fisiche innocenti, cristallizzando tali pregiudizi in proverbi ancora oggi ricordati. E se poi ai capelli rossi si univano gli occhi chiari...“ juocchi janchi e capilla russi no’ ti fida’ si no’ li canusci”

In foto, " l' Arcu i Bombiliu", uno scatto di Franco de Pasquale

10/06/2026
09/06/2026

A la nchianata u carru si trattene
e ntra la scisa piglie lu penninu
chini bona no' cerne la farina
lu pani si lu mange di caniglia.

(Nonna Angelina classe 1910)

Con questa espressione complessa, i nostri avi, ci invitavano alla cautela ed alla gestione saggia delle energie per affrontare la vita tra la fatica della salita e la scorrevolezza della discesa .E ci avvertivano, che chi affronta le cose con superficialità o pigrizia sarà costretto ad accettarne i risultati scadenti. Proprio come una massaia che evita la fatica di setacciare la farina e si ritrova il pane ruvido e grossolano.
Insomma chi, nella vita, sceglie scorciatoie ne pagherá le conseguenze.

Mia nonna , trasformava ogni insegnamento in un modo di dire , in una sentenza.
In ogni lezione di vita ci consegnava una frase da custodire nella memoria, perché quando la saggezza si veste di poche parole resta nel cuore più a lungo.

In foto, via Antica Lampetia, Centro storico di Cetraro( CS)

Ancora qualche rifinitura e poi passiamo al prossimo 🤟
07/06/2026

Ancora qualche rifinitura e poi passiamo al prossimo 🤟

Un ringraziamento alla proloco e A Ciro Visca Al professore salvatore Abbate E al muratore 😉
31/05/2026

Un ringraziamento alla proloco e A Ciro Visca
Al professore salvatore Abbate
E al muratore 😉

31/05/2026

Indirizzo

Cetraro

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Associazione Culturale Borgo Antico - Civitas Citrari pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi