25/01/2026
Un disastro di cui al Nord quasi nessuno parla.
Ancora una volta, cittadini di serie B.
La cosiddetta “tempesta del secolo” è passata nel silenzio. Ma continuare a definirla semplicemente maltempo non aiuta a capire cosa sta davvero accadendo.
Siamo dentro una crisi climatica che rende gli eventi estremi sempre più frequenti e violenti, soprattutto nei territori più fragili, impermeabilizzati, sfruttati oltre ogni limite. Il si somma a scelte sbagliate, ritardi cronici e mancanza di prevenzione, aumentando i rischi per le persone e per le comunità.
Negli ultimi anni gli eventi meteo estremi colpiscono con sempre maggiore frequenza città e aree costiere, mettendo sotto pressione trasporti, servizi essenziali e sicurezza. Non sono episodi isolati: è un trend in crescita, che ci riguarda direttamente.
Per questo non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze. Servono piani seri di mitigazione, adattamento e prevenzione, servono risorse economiche, serve accelerare la transizione energetica — anche per ridurre le dipendenze dall’estero.
Serve un cambio di passo urgente. Continuare a rimandare significa accettare che questi scenari diventino la normalità.
E non possiamo permettercelo.
Non possiamo permetterci di spendere in riarmo mentre il territorio crolla.