USB Cesena /Forlì

USB Cesena /Forlì UNIONE SINDACALE di BASE CESENA FORLI'

13/05/2026

Industria
: 1700 esuberi sono una dichiarazione di guerra al lavoro industriale
Nazionale, 12/05/2026 10:22
Il piano presentato da Electrolux segna un salto di qualità nello smantellamento industriale del Paese. Dietro la retorica della “riorganizzazione” e della “competitività” si nasconde una scelta precisa: scaricare sui lavoratori il costo della crisi del modello industriale europeo, salvaguardando margini, dividendi e interessi finanziari.

1700 esuberi, la chiusura di Cerreto d’Esi, il ridimensionamento produttivo degli stabilimenti italiani e la concentrazione sulle sole fasce premium rappresentano una scelta di arretramento industriale e sociale che colpisce migliaia di famiglie e interi territori.

L’impatto del piano annunciato non si fermerà ai soli dipendenti diretti. La riduzione dei volumi, la chiusura di produzioni e il ridimensionamento degli stabilimenti rischiano di colpire pesantemente anche l’indotto, le aziende collegate, gli appalti e l’intera rete di lavoro che ruota attorno ai siti Electrolux.

Electrolux ha gettato la maschera. Altro che rilancio industriale: siamo davanti all’ennesima multinazionale che utilizza il lavoro come variabile dipendente, dopo anni di sacrifici imposti ai lavoratori in nome della “salvezza” del gruppo. Gli stessi lavoratori che nel 2022 avevano già pagato pesantemente attraverso esuberi, accordi difensivi e peggioramenti organizzativi vengono nuovamente messi sotto attacco.

La questione Electrolux non riguarda soltanto un’azienda. Dentro questa vertenza c’è la crisi generale del modello produttivo europeo e italiano. Un sistema che lascia mano libera ai grandi gruppi multinazionali, accetta la desertificazione industriale, subisce la competizione globale senza alcuna strategia pubblica e continua a considerare il lavoro un costo da comprimere.

I numeri presentati dall’azienda parlano chiaro: energia, materie prime, costo del lavoro, concorrenza asiatica, dumping industriale. Ma mentre i governi europei spendono centinaia di miliardi in riarmo, guerra ed economia militare, nessuno costruisce una vera politica industriale pubblica capace di difendere occupazione, produzioni strategiche e salari.

È esattamente ciò che denunciamo da tempo. Attraverso il lavoro operaio passano tutte le trasformazioni in atto: la ristrutturazione industriale, la guerra economica globale, la precarizzazione, l’impoverimento sociale, la subordinazione totale delle produzioni agli interessi della finanza.

La convocazione del tavolo presso il MIMIT per il prossimo 25 maggio deve servire ad aprire un confronto vero e vincolante. USB andrà a quell’incontro per chiedere il ritiro del piano degli esuberi, la salvaguardia integrale dell’occupazione diretta e dell’indotto, il mantenimento delle produzioni in Italia e la presentazione di un piano industriale reale, fondato su investimenti, volumi produttivi, prospettive di mercato e garanzie sito per sito.

Non accetteremo un tavolo costruito per accompagnare il ridimensionamento o per gestire socialmente gli esuberi. Il Governo deve assumersi la responsabilità politica della vertenza, pretendendo da Electrolux impegni chiari sul futuro industriale del Paese, a partire dagli stabilimenti direttamente coinvolti dal piano annunciato.

USB ha proclamato un primo pacchetto di 8 ore di sciopero. La vertenza Electrolux deve uscire immediatamente dal perimetro aziendale ed entrare in una dimensione nazionale, perché riguarda il futuro della produzione industriale, dell’occupazione, dell’indotto e delle filiere strategiche del Paese.

La chiusura di stabilimenti, la riduzione dei volumi, il continuo spostamento produttivo verso aree a basso costo dimostrano il fallimento completo di un modello fondato sulla competizione salariale e sulla totale libertà dei capitali.

Per USB è necessario costruire una risposta generale del mondo del lavoro.

Per questo il 23 maggio saremo a Roma nella Manifestazione Nazionale Operaia. Una manifestazione che parte dalla centralità del lavoro industriale ma parla all’intero mondo del lavoro, a chi produce ricchezza e continua a pagare crisi, inflazione, precarietà, guerra e smantellamento sociale.

Da Electrolux a Jabil, da STMicroelectronics ad Acciaierie d’Italia, le vertenze industriali stanno mostrando una verità sempre più evidente: senza organizzazione, conflitto e mobilitazione generale il lavoro continuerà a essere sacrificato agli interessi dei grandi gruppi multinazionali e della finanza.

Invitiamo i lavoratori Electrolux alla massima mobilitazione, alla partecipazione allo sciopero e alla manifestazione nazionale del 23 maggio.

Ora bisogna alzare il livello dello scontro.

USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIONEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO.USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud ...
08/05/2026

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO
NEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO.

USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio.

A si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo.

L’assalto alla Global Sumud , il sequestro degli attivisti in acque internazionali e la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek segnano un punto ulteriore di rottura.

Israele agisce nella totale impunità, calpesta il diritto internazionale, aggredisce altri Paesi e trascina il Medio Oriente dentro una spirale sempre più estesa di guerra. Gli Stati Uniti sostengono, finanziano, armano e coprono questa deriva, anche attraverso l’aggressione all’Iran.

Il rischio di una guerra generalizzata diventa ogni giorno più concreto.

Il Governo Meloni, l’Unione Europea e la NATO sono corresponsabili: sostengono Israele, scelgono la sudditanza agli Stati Uniti e trasformano la guerra in politica industriale, riarmo, spesa militare e sacrifici sociali scaricati su lavoratori e lavoratrici.

La guerra produce morte e distruzione nei territori colpiti, ma entra anche nelle nostre vite: salari che perdono valore, sanità svuotata, scuola impoverita, welfare tagliato, affitti e prezzi che aumentano, benzina che pesa sempre di più sulle famiglie.

Ogni euro destinato al riarmo viene sottratto a salari, pensioni, sanità, scuola, casa, welfare e sicurezza sociale.

Siamo dentro una nuova fase dell’ultraliberismo: più feroce, più autoritaria, più armata. Guerra, riarmo, repressione e impoverimento sociale fanno parte dello stesso disegno: una società più povera, più diseguale, più controllata e più obbediente.

Per questo fermiamo il Paese contro genocidio, guerra, riarmo, repressione e complicità del Governo italiano e dell’Europa.
Chiediamo la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale, militare, industriale, tecnologico e accademico con Israele. Chiediamo l’embargo definitivo delle armi verso Israele e verso tutti gli scenari di guerra, il ritiro dell’ambasciatore, l’espulsione dei rappresentanti diplomatici dello Stato genocida e la liberazione immediata di Thiago Ávila, Saif Abu Keshek e di tutti gli attivisti fermati.
Le lavoratrici e i lavoratori devono poter rifiutare produzione, trasporto, movimentazione e gestione di materiali, tecnologie, servizi e infrastrutture destinati alla guerra.

Per la guerra dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.

E quel chiodo riguarda tutti: fabbriche, porti, logistica, ricerca, scuola, università, sanità, uffici, servizi e territori.

Il 18 maggio fermiamo il Paese.

UNIONE SINDACALE DI BASE – NAZIONALE

Global Sumud Italia

28/11/2025
Lo SCIOPERO GENERALE contro la finanziaria di guerra sarà il 28 novembre, sabato 29 manifestazione nazionale.I MATERIALI
10/11/2025

Lo SCIOPERO GENERALE contro la finanziaria di guerra sarà il 28 novembre, sabato 29 manifestazione nazionale.
I MATERIALI

L’Esecutivo Nazionale Confederale dell’USB, riunito oggi a Roma, indica il 28 novembre come data per lo sciopero generale di tutte le categorie contro la finanziaria di guerra, con mobilitazioni in tutte le città e manifestazione nazionale a Roma il …

02/10/2025

+++Attenzione+++
avanti tutta con lo sciopero
L'intervento della Commissione di Garanzia
NON pregiudica assolutamente lo sciopero

02/10/2025
28/09/2025

La Cassa di Resistenza e di lotta è l’arma collettiva delle l… Unione Sindacale di Base ha bisogno del tuo sostegno per CASSA DI RESISTENZA dei lavoratori contro il massacro a Gaza

24/09/2025

Difendiamo la Flotilla con la mobilitazione permanente. E prepariamoci a bloccare tutto di nuovo

Questa notte la Global Sumud Flotilla è stata attaccata di nuovo. Diverse imbarcazioni sono state danneggiate ma per fortuna nessuno degli equipaggi è stato colpito. Si è trattato di un nuovo atto di totale illegalità internazionale ai danni di una missione umanitaria che sta viaggiando in acque internazionali. Le autorità italiane non stanno protestando per quanto sta avvenendo né si stanno ponendo il problema di proteggere i nostri connazionali.

L’Unione Sindacale di Base chiama alla mobilitazione in tutte le città già dalla giornata di oggi. L’enorme riuscita dello sciopero generale di lunedì 22 settembre ci dice che tanta parte del Paese sostiene le ragioni della Global Sumud Flotilla e del popolo palestinese. Alla parola d’ordine “blocchiamo tutto”, che solo qualche giorno fa suonava velleitaria, hanno risposto in tantissimi paralizzando il Paese.

Gli attacchi alla Flotilla stanno seguendo la tattica dello stillicidio e questo comporta la necessità di promuovere uno stato di agitazione permanente. C’è bisogno di organizzare tante piazze in tutto il Paese dove seguire il viaggio verso Gaza della Flotilla e da cui promuovere la mobilitazione ogni volta che serve. È l’Italia che deve diventare una sola Piazza Gaza.

Ma una drammatizzazione della situazione purtroppo sembra sempre più probabile. L’Unione Sindacale di Base conferma perciò la decisione di proclamare un nuovo sciopero generale se la situazione dovesse precipitare. La parola d’ordine Blocchiamo tutto è sempre più una necessità.



Esecutivo nazionale confederale dell’Unione Sindacale di Base

Indirizzo

Cesena
47521

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