23/06/2026
L'altra sera a Ottoemezzo, Luca Iosi ha affermato che la sinistra italiana , ahinoi, invece di parlare di intelligenza artificiale, parla ancora di antifascismo. Ora, chiunque potrebbe essere invitato alla trasmissione a maggior ragione di Luca Iosi, considerando quello che accade per il mondo. Ma verrebbe da chiedersi come, lo stesso Luca Iosi, interpreta quanto accaduto in Parlamento e di seguito riportato. Certo, di Luca Iosi sono piene le pagine, poco edificanti, della Storia italiana. Non è così per Gianni Cuperlo e per la sua dimostrazione di capacità intellettuali, adesione a principi costituzionali e valore morale, data a difesa della parlamentare PD Bakkali Ouidad, oggetto di offese e insulti da parte dei membri di Futuro Nazionale. Condividiamo il suo messaggio finale: se tornate voi...torniamo anche noi!
Ieri sera, a mezzanotte inoltrata, dopo aver ascoltato il razzismo spaventoso, esibito, rivendicato da parte degli esponenti di Futuro Nazionale coi loro ordini del giorno sulla casa, dopo che la deputata del Pd Ouidad Bakkali è stata costretta ad abbandonare lo scranno perché non ha più retto il peso di quelle parole, Gianni Cuperlo è intervenuto alla Camera e ha tenuto uno di quei discorsi che resteranno nella storia di questa legislatura. E non solo.
Quasi un manifesto che rimette, per un attimo, l’umanità al loro posto, quando ormai non sembrava ci fosse spazio per farlo e le parole per dirlo.
Lui le ha trovate:
“Presidente, io ho ascoltato con grande attenzione la successione degli interventi dei rappresentanti in quest’Aula di Futuro Nazionale e credo che si sia esercitata questa sera una vera e propria violenza politica nel linguaggio, nei contenuti.
Abbiamo ascoltato interventi che hanno rivendicato, con un elogio, un approccio di tipo razzista alle categorie con le quali si è fondata e costruita la democrazia repubblicana in questo Paese. E questo credo sia un’offesa al Parlamento.
La violenza che si è consumata dal punto di vista del linguaggio e dei contenuti è qualcosa che ferisce, nel momento in cui tra poche ore in quest’Aula il Presidente della Repubblica celebrerà l’ottantesimo della nostra Repubblica.
Presidente, uno degli articoli più citati e più noti per molti costituzionalisti è il vero capolavoro della Costituzione italiana: l’articolo 3. E si compone di due commi: il primo sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, religione ed etnia.
Nel secondo comma è scritto che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono l’esercizio di quell’uguaglianza.
L’articolo 3 fu il parto di un socialista illuminato che si chiamava Lelio Basso, di un giurista raffinatissimo che si chiamava Massimo Severo Giannini e quell’inciso del secondo comma, di fatto, fu opera della più giovane donna costituente, Teresa Mattei. Aveva 25 anni, era comunista.
I padri e le madri costituenti hanno scritto quell’articolo pensando che il compito della Repubblica, che il compito del Parlamento, fosse di agire nel senso della giustizia, del diritto, dello Stato di diritto, dell’uguaglianza dei cittadini.
E le parole che sono risuonate in quest’Aula questa sera sono la negazione di quell’articolo e di quel secondo comma e sono un’offesa gravissima a questo Parlamento.
Con un’aggiunta: le ripetute citazioni che alcuni colleghi di Futuro Nazionale hanno fatto a nomi di cittadini oggi italiani eppure di origine straniera, nomi che non sono quelli che loro hanno citato — Mario, Giuseppe, Maria.
Tra questi nomi, per esempio, ce n’è uno che ai miei banchi e ai nostri banchi è particolarmente caro: quel nome è Ouidad (Bakkali, ndr).
È seduta qui, due file sotto la mia.
E a un certo punto, e forse dovremmo capirlo, colleghe e colleghi anche della maggioranza, a un certo punto Ouidad non ha più sopportato e non ha più tollerato il razzismo che si levava dai banchi lassù in alto, da quegli scranni. Ha preso la sua borsa ed è uscita da quest’Aula.
E l’uscita questa sera di Ouidad da quest’Aula è una sconfitta di questo Parlamento. E chi si è assunto la responsabilità di offendere, di violare la dignità di una giovane donna che ha una storia impegnata alle sue spalle, si è assunto una responsabilità che non è solamente politica e culturale, ma è una responsabilità morale.
(…)
Vede, e chiudo davvero, in quel capolavoro di Luigi Comencini che si intitola Tutti a casa si descrive la situazione drammatica dell’Italia dopo l’8 settembre. E quel gigante di Alberto Sordi interpreta la parte del tenente Alberto Innocenzi.
Nel disordine, nel caos totale dell’8 settembre, uno Stato allo sbando, prende il telefono da campo, chiama il colonnello e la battuta passata alla storia è: ‘Signor colonnello, è successo qualcosa di incredibile. I tedeschi si sono alleati con gli americani’.
Era una commedia all’italiana, certo, ma era anche la satira più violenta, più terribile verso il disastro che si era appena consumato.
C’è una confusione negli esponenti di Futuro Nazionale che sono usciti dalla coalizione che li aveva legittimamente eletti e oggi si scagliano anche contro una parte di quella coalizione.
Allora, soltanto per ristabilire un principio di correttezza e anche di verità, e anche per rivendicare l’appartenenza nostra a questo campo, i valori, i principi, le convinzioni che abbiamo, tramite lei io chiudo rivolgendo un appello agli esponenti di Futuro Nazionale, se non altro per correttezza, per lealtà, per onestà, per pudore, per buon senso.
Attaccate noi, perché gli avversari vostri siamo e saremo sempre noi.”
Grazie per averlo detto.
Un abbraccio alla deputata Bakkali.
Non passeranno.