18/04/2025
Da oltre una settimana sono comparsi nelle strade di Cesena dei manifesti firmati ProVita & Famiglia, raffiguranti il volto di Donald Trump, e contenenti una citazione in riferimento a quelle che, secondo la destra internazionale, sono la cosiddetta “teoria gender" e le minacce da parte delle comunità Trans*. Non è la prima campagna discriminatoria e incitante all’odio che questa associazione diffonde nel nostro territorio, ma oggi questa realtà viene legittimata dal lasciapassare del Governo Meloni, con cui condivide l’agenda politica. In questi ultimi manifesti, Pro Vita & Famiglia sprona il Governo a prendere come esempio le politiche del Presidente degli Stati Uniti, ma questo incitamento non ci sembra necessario, considerando che le dichiarazioni e le politiche messe in campo dalla Presidente Meloni attaccano quotidianamente i diritti delle minoranze, con particolare riferimento alle persone migranti e alla comunità LGBTQIA+.
I rapporti tra l’associazione ProVita & Famiglia e le organizzazioni di estrema destra non sono una novità. Non è un segreto difatti che la Onlus antiabortista sia in rapporti diretti con l’organizzazione neofascista Forza Nuova, come riportato nell’inchiesta dell’editoriale “Domani”, in cui sono stati palesati i rapporti finanziari che collegano le due organizzazioni e il fatto che Roberto Fiore, leader di FN, sia coinvolto nella nascita della Onlus.
Pro Vita & Famiglia dice di promuovere la tutela della vita e della famiglia “naturale”, ma lo fa discriminando le vite di altrə, sostenendo pratiche di controllo ossessivo sui corpi e sulle scelte sessuo-affettive e riproduttive delle persone. Questo è un aspetto molto grave, dato che una parte dell’attività della Onlus neocattolica viene svolta all’interno delle scuole, tramite laboratori che diffondono stereotipi di genere e informazioni fuorvianti sui temi della sessualità, dell’affettività e dell’identità di genere, proponendo una visione dei corpi e della sessualità anacronistica, lontana anni luce dalla vita e dalla realtà delle giovani persone che vorrebbero “tutelare”.
Ma la cosa che appare ancora più grave in tutta questa vicenda è il silenzio assordante dell’amministrazione comunale di Cesena, che si dice attenta alle istanze delle comunità LGBTQIA+ e alle questioni di genere, ma non si è adoperata per rimuovere i manifesti, limitandosi ad una presa di distanza e nascondendosi dietro alla “libertà di espressione”. Una presa di distanza non è sufficiente quando di mezzo ci sono i nostri corpi e i diritti di un’intera comunità. L’unica libertà che ci sembra tutelata, in questo caso, è la libertà di diffondere messaggi d’odio nei confronti delle persone Trans*. Tollerare la diffusione pubblica di questo tipo di comunicazione equivale a legittimarne il messaggio.
Non è sufficiente dirsi sdegnati dall’orrore del prodotto di una società che sempre più viene inghiottita dalle destre: quando venne resa illegale la GPA (gestazione per altri), ogni volta che il nostro diritto all’aborto viene negato, ogni volta che vogliono dirci quali devono essere le nostre identità.
Siamo convintə che contro i tentativi di negazione dei nostri diritti sia necessaria una presa di posizione netta e concreta. Vogliamo non solo che questi manifesti vengano rimossi il prima possibile, ma che il Comune di Cesena si doti di un regolamento che impedisca l’affissione nello spazio pubblico di messaggi discriminatori e campagne di disinformazione, come già fatto in altri Comuni.
Vogliamo che realtà come quella di ProVita & Famiglia non entrino negli spazi di educazione e smettano di avere voce in capitolo sui nostri corpi e sui nostri diritti. Continueremo a lottare e a manifestare il nostro dissenso verso questi messaggi e idee discriminatorie e liberticide, perché chi non agisce è complice. E chiediamo a tutta la cittadinanza di prendere posizione ed esprimere il proprio dissenso di fronte a chi minaccia i diritti e le libertà individuali.
Comunicato sottoscritto da: Spazio Caracol, IPAZIA Liberedonne, Rimbaud LGBTQ+, Fridays For Future Cesena, Limo APS, Non Una Di Meno Rimini, Pinkabbestia, Un Secco No APS, Forlì Città Aperta.