06/05/2026
Ci ha pensato ancora una volta lui, Pedro Sánchez, a rompere il silenzio dell'Europa e dell'Italia sulle sanzioni americane che stanno strangolando Francesca Albanese e i giudici della Corte Penale Internazionale.
Poco fa, in un video pubblicato sui suoi social, ha chiesto formalmente alla Commissione Europea di attivare lo Statuto di Blocco, lo strumento che renderebbe inefficaci sul territorio europeo le sanzioni americane contro Albanese e contro i magistrati dell'Aja.
Ecco le sue parole:
"La Spagna non tace e non guarda dall'altra parte. Siamo davanti a un momento decisivo per il diritto internazionale.
Da mesi vengono imposte sanzioni contro giudici e procuratori della Corte Penale Internazionale e contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese.
Sanzioni per aver svolto il proprio dovere. Sanzioni per aver difeso il diritto internazionale di fronte al genocidio a Gaza. Sono misure dalle conseguenze molto concrete: conti bloccati, restrizioni alla libertà di movimento, isolamento professionale. In altre parole: impedire che svolgano il loro lavoro in modo indipendente.
L'Unione Europea deve smettere di restare a braccia conserte davanti a questa persecuzione. Per questo, oggi, chiediamo alla Commissione Europea di attivare lo Statuto di Blocco, affinché queste misure abusive non abbiano effetto in Europa.
Va fermata ogni minaccia contro chi combatte le atrocità che si stanno commettendo in Palestina. Mentre alcuni tentano di demolire con la forza l'ordine internazionale, la Spagna continuerà a difendere i diritti umani e le persone e le istituzioni che lavorano perché siano rispettati".
Mentre chi si erge a patriota resta in silenzio, c'è un capo di governo europeo che pretende di proteggere chi difende il diritto internazionale dalle ritorsioni di chi vorrebbe demolirlo.
Si chiama Pedro Sánchez. E ancora una volta tocca a lui tenere alta la dignità dell'Europa.