01/08/2026
Le sezioni Anpi del corsichese (Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Gaggiano e Trezzano sul N.) si associano e sostengono a pieno quanto espresso dall’Anpi provinciale di Milano in merito alla denuncia contro ignoti intentata dalla Brigata Ebraica sugli avvenimenti del 25 aprile.
Dette sezioni, unanimemente, esprimono sdegno per questa iniziativa che vuole strumentalmente e provocatoriamente rompere l’unitarietà del fronte antifascista che organizza la manifestazione nazionale del 25 Aprile a Milano e sostiene quotidianamente la lotta per difesa della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
Dette sezioni, tra l’altro, si sentono profondamente ferite e oltraggiate sia dal comportamento chiaramente provocatorio e contrario agli accordi presi nei momenti organizzativi, tenuto il 25 Aprile dalla Brigata ebraica e sia dalla denuncia presentata. Trovarsi nella condizione di dover dimostrare, in quanto iscritti all’Anpi e partecipi alla manifestazione nazionale, la falsità delle accuse mosse è oltre che un’offesa alla loro storia di impegno continuo e diffuso nelle scuole e nelle pratiche quotidiane nel mantenere viva la memoria e incentivare gli studi su ciò che le politiche razziali del nazi-fascismo hanno comportato nella prima metà del Novecento anche un attacco alla loro incessante azione, in tanti ambiti e forme diverse, volta alla piena applicazione della Costituzione italiana, alla lotta al razzismo in qualunque modo esso si esprima, alle lotte per la pace e l’autodeterminazione dei popoli, per la giustizia sociale e “ambientale”.
Probabilmente, però, è proprio questo impegno e questa pratica che appartiene a tutta l’Anpi nazionale, come più volte ribadito dal presidente Pagliarulo, che la provocatoria denuncia della Brigata ebraica vuole mettere in discussione, perché il rispetto del diritto internazionale comporta la condanna senza alcuna esitazione della politica guerrafondaia, razzista, predatoria e genocidaria dello stato israeliano sostenuto dagli Stati Uniti; perché il rispetto del diritto internazionale comporta la possibilità del popolo palestinese di vivere in pace nel proprio territorio, del popolo iraniano, cubano o venezuelano di decidere autonomamente del proprio destino, delle giovani generazioni di pretendere un mondo futuro sicuro, vivibile e democratico! Quello che questa provocatoria denuncia vuole attaccare è l’unitarietà delle forze democratiche impegnate nella difesa della democrazia così come efficacemente esprimono la nostra Costituzione repubblicana e la Dichiarazione universale dei diritti umani!
Sappiano, però, questi individui che non recederemo mai dai nostri principi e testardamente perseguiamo l’universalità dei diritti e l’unitarietà della lotta al fascismo, in qualunque modo e in qualunque luogo esso si esprima.
Ora e sempre Resistenza.
Dopo il comunicato congiunto UCEI/ANPI, assistiamo ad una nuova provocazione. Infatti, che significato ha, il giorno successivo al comunicato UCEI/ANPI, una conferenza stampa che preannuncia una denuncia contro ignoti intentata dalla Brigata Ebraica sui fatti del 25 aprile di quest’anno? Perché si va consapevolmente contro il comunicato congiunto, ove si afferma “l'impegno in generale ad abbassare i toni”?
Il significato è uno solo: impedire il tentativo di preparare il prossimo 25 aprile in modo unitario in palese contrasto con la dirigenza nazionale UCEI e a sostegno delle posizioni oltranziste di estrema destra presenti nella comunità milanese. Ma ANPI non si ferma nella ricerca dell’unità antifascista nel nome della Resistenza. Cosi come, in piena autonomia, non arretriamo nel giudicare sconvolgente, gravissimo e inaccettabile ciò che sta avvenando nella martoriata terra di Gaza e Cisgiordania come ribadito nell’ultima presa di posizione della segreteria nazionale ANPI.
Primo Minelli presidente ANPI milanese