Templari di San Paterniano - Ceprano

Templari di San Paterniano - Ceprano I Templari di San Paterniano si ispirano all'osservanza della Regola fondante dell'Ordine dei "poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone"

I Templari di San Paterniano si ispirano all'osservanza della Regola fondante dell'Ordine dei "poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone"

Impegnati nella diffusione della cultura antica e di tradizioni legata al primitivo ordine della milizia del tempio, come soccorso ai pellegrini in viaggio per la Terra Santa, il gruppo propone rievocazioni delle scene di vita del tempo e dei mo

menti salienti della vita monastico/guerriera di quegli uomini che ingiustamente vennero condannati da un re francese senza dignità.

05/04/2026

I Templari di San Paterniano augurano a tutti una felice Pasqua di Resurrezione. Possa lo Spirito Santo giungere nelle vostre case e allietare questi giorni di festa.

"Salve festa dies toto venerabilis aevo
Qua Deus infernum vicit et astra tenet"

29/03/2026

Comprendiamo il clima di guerra. Comprendiamo la necessità di garantire la sicurezza di tutti. Comprendiamo, financo, che in tempi come questi la celebrazione di una messa possa sembrare un'opera non cruciale e quindi sacrificabile.
Ciò che invece non vogliamo comprendere né accettare, è che si impedisca a un Cardinale della Chiesa Cattolica Romana, Patriarca Latino di Gerusalemme, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro. Fatta salva ogni opinione e opportunità, il Santo Sepolcro, il Suo Custode e il Cardinale non sono proprietà del Governo Israeliano, ma della Chiesa Cattolica Romana e, per conseguenza, dei Cristiani Cattolici e Ortodossi.
I Templari di San Paterniano vogliono esprimere al Card. Mons. Pizzaballa e ai suoi collaboratori la propria solidarietà e vicinanza, ribadendo alle autorità israeliane che il Cristianesimo Cattolico è nato nella privazione, nella sofferenza e nello sprezzo del pericolo della morte che si realizza nel martirio e non saranno le minacce iraniane a spaventare chi non si è fatto intimidire neanche da Diocleziano.

11/03/2026

L'11 (ma alcuni storici parlano del 18) Marzo 1314 l'ultimo Maestro Templare Jacques de Molay e il Precettore di Normandia Geoffrey de Charnay furono arsi sul rogo per aver ritrattato confessioni estorte sotto tortura, una condanna comminata in gran fretta allo scopo di impedire ciò che già si era messo in moto in maniera inesorabile, cioè l'assoluzione definitiva di tutti i Templari dalle accuse e l'emanazione di una bolla in cui sarebbe stata disposta l'unione degli Ordini Cavallereschi rimasti dopo la caduta di Acri. Se ciò fosse avvenuto, infatti, la corona francese non avrebbe potuto stralciare la sua posizione debitoria nei confronti del Tempio, ma l'avrebbe avuta con gli Ospitalieri e il Papa.
Pur sottolineando la cifra tragica di quegli eventi, ci teniamo a ricordare una evento positivo avvenuto nell'alveo del processo ai Templari e che coinvolse un grande giurista e canonico di Ravenna.
Rinaldo da Concorezzo fu infatti il delegato pontificio incaricato di processare i Cavalieri Templari facenti capo alle magioni settentrionali italiane ed è ricordato per aver giudicato inammissibili le confessioni estorte sotto tortura; si scagliò, inoltre, contro la pratica del supplizio nei processi in generale, asserendo, in una storica e vibrata orazione, che la tortura portava con sé un vizio morale, dato dall'infliggere dolore a potenziali innocenti, e un vizio giuridico secondo cui a un condanna ingiusta corrisponde sempre una colpa impunita.
Questo principio fu una vera e propria unicità per l'epoca e, nonostante non fu recepita in maniera positiva dai tribunali civili e religiosi, lascia intendere come la società medievale fosse molto variegata e idee che oggi potremmo definire "liberali" già all'epoca avevano i loro sostenitori negli ambienti ecclesiastici.
Effetti considerevoli di questo cambio di approccio si ebbero nell'inquisizione, che tese a limitare la tortura più come strumento di accertamento di indizi che non di produzione di prove (era infatti consuetudine torturare soprattutto i testimoni a carico dell'accusa piuttosto che gli imputati), ma sul finire del medioevo i tribunali civili finirono per sconfessare questo metodo per tornare ad approcci più tribali.
Nel 1326 l'Arcivescovo di Ravenna Aimerico da Chaluz aprì un plebiscitario e informale processo di beatificazione di Rinaldo, deceduto cinque anni prima, e utilizzò come prove non solo i prodigi e le grazie ricevute da alcuni fedeli, ma anche e soprattutto la tempra morale e spirituale espressa proprio nel processo ai Templari come fulgido esempio di saggezza e pietà dimostrate nell'amministrazione della giustizia, anche se in aperta opposizione allo stesso Pontefice Clemente V che non aveva avuto quella stessa forza né il temperamento di resistere alle cupide e sanguinarie pressioni del re di Francia.
Oggi la Chiesa Cattolica lo venera come Beato e impone la ricorrenza del suo culto il 18 Agosto, giorno della sua morte, ma Noi, senza offendere nessuno, desideriamo considerarlo anche un Patrono.

È notizia di pochi giorni fa che una delle chiese più centrali e importanti della città di Viterbo sia stata vandalizzat...
08/03/2026

È notizia di pochi giorni fa che una delle chiese più centrali e importanti della città di Viterbo sia stata vandalizzata con simboli esoterico/satanici fatti con tinta indelebile e a causa dei quali il Vescovo, Sua Eminenza Mons. Orazio Francesco Piazza, ha dovuto somministrare una messa di riparazione alla presenza dei fedeli sconcertati.
È quindi Nostro intento esprimere solidarietà alla Diocesi di Viterbo, alla parrocchia di San Faustino e Giovita, ai Suoi fedeli e alla città di Viterbo, con la quale sentiamo un profondo legame di comunanza culturale, che dà dimora ormai da anni ad alcuni dei nostri membri e grazie alla quale Essi hanno potuto partecipare a eventi a tema storico da Essa organizzati.
Ci teniamo, inoltre, a mettere a disposizione del Comune, della Diocesi e della Sovrintendenza l'aiuto dei nostri membri nella forma e nei modi che gli Enti preposti riterranno più opportuni e utili per ripristinare l'originale splendore della Chiesa di San Faustino (nonché del circondario urbano interessato) e poterla così restituire il prima possibile ai suoi tanti fedeli.
Speriamo e preghiamo, inoltre, che i responsabili, che apprendiamo essere stati individuati e fermati, possano comprendere la gravità dei propri errori e giungere a un sincero ravvedimento perché nella natura del Cattolicesimo e del suo Popolo il trionfo sul male si realizza nella conversione e nel pentimento dei suoi artefici, non nella vendetta.

Indirizzo

Ceprano
03024

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