18/02/2026
Il Carnevale è finito. Pulcinella e le altre maschere tornano nei cassetti.
Il ritorno della Mascherata è stato un momento di divertimento e partecipazione. Si tratta di storie scritte dal popolo, nate in un’epoca fiabesca e cavalleresca, che conservano ancora oggi la freschezza e la semplicità della tradizione dell’entroterra meridionale.
Rappresentano un momento di rivalsa dei poveri sui ricchi, dei servi sui padroni: solo a Carnevale era possibile liberarsi simbolicamente della propria condizione e trasformarsi in Re, Regine e Cavalieri. Offrono anche la possibilità di improvvisare e di fare satira, spesso persino su se stessi.
La Pro Loco di Ceppaloni desidera ringraziare i residenti del centro storico per averci sostenuto in questa iniziativa; l’Amministrazione Comunale, sempre disponibile e sensibile alle manifestazioni che permettono di custodire e tramandare le tradizioni; e l’Associazione Immaginaria ets per la preziosa collaborazione.
Un sentito ringraziamento va al Comando dei Carabinieri di Ceppaloni e ai Vigili Urbani.
La regia delle mascherate è, come sempre, dell’Ingegnere Pino Di Donato: senza i suoi insegnamenti non sarebbe stato possibile portare in scena “L’Inganno di Rosina”.
Grazie a tutti gli attori – ragazzi semplici, non professionisti – alle truccatrici, a chi ha collaborato per i costumi, ai fuochisti, a chi ha operato dietro le quinte, a chi ha realizzato foto e video contribuendo alla promozione, e alla Serpitel di Antonio Covino per il grande sostegno offerto.
Un grazie va a chi ha premiato l’impegno dei ragazzi, a chi ha applaudito e sorriso alle battute improvvisate di quei due matti di Pulcinella e Mariantonia, e a chi ci ha seguito anche da lontano attraverso i social.
E chiudiamo con Pulcinella che con una lettera vi aveva annunciato il ritorno della Mascherata.
Come direbbe lui: “Signori miei carissimi statemi a sentí, a mascherata ormai è fernuta e nuie cert’ nun c’avimmo arriccut’,
però c’avimmo tanto divertut’.
Si v’è paruta bella, pigliate ’a giarretella e mettitela ’mano a Pullecenella; e si proprio v’è piaciuta, ve dong’ appuntamento qua a l’anno venturo, assieme a tutt chistati guagliun"