21/10/2025
COMUNICATO STAMPA
Centuripe celebra la memoria e la bellezza:
inaugurato il Belvedere “Raffaele Miceli” con i vasi realizzati dagli studenti e la scultura “Le Ali della Libertà” di Maurizio Balducci
Si è tenuta lunedì 10 ottobre a Centuripe la cerimonia di presentazione del restauro del Belvedere intitolato a Raffaele Miceli, figura simbolo di integrità e coraggio civile. L’intervento di riqualificazione, durato circa un anno, è stato reso possibile grazie alla vincita di un bando da 1 milione di euro finanziato con il Fondo FRUS (Fondo di Sviluppo Urbano), nell’ambito dell’iniziativa comunitaria JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas) dedicata alla riqualificazione urbana in Sicilia.
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari tra cui il Prefetto di Enna Maria Carolina Ippolito, il Sindaco di Centuripe Salvatore La Spina, il Questore di Enna Salvatore Fazzino, il Vice Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Antonino Restuccia, il Comandante della Compagnia di Nicosia Cap. Giacomo La Manna, le dirigenti scolastiche Maria Giovanna Galvagno e Grazia Lo Presti, e l’artista Maurizio Balducci.
Il Belvedere, restituito alla cittadinanza in una veste completamente rinnovata, è stato adornato da 37 vasi in ceramica realizzati a partire dai disegni degli alunni delle scuole di Centuripe, che hanno raffigurato scorci e simboli del paese. Il progetto artistico è stato possibile grazie alla maestria degli artigiani Rosario Muni e Lucia Stella, che hanno modellato e decorato i vasi trasformando i bozzetti degli studenti in opere permanenti.
A coronare lo spazio urbano, una monumentale scultura in acciaio Corten e inox, “Le Ali della Libertà” dell’artista Maurizio Balducci, donata al Comune come simbolo di riscatto e libertà. L’opera, alta 3,60 metri, è stata realizzata con il contributo della ditta Renova Restauri Srl.
L’intero Belvedere è stato intitolato all’ingegnere Raffaele Miceli, figura chiave nella storia industriale e civile di Centuripe. Miceli fu direttore della miniera Marmora Gualtieri, una delle più importanti del bacino zolfifero nisseno. Il 22 maggio 1945 venne assassinato dalla mafia per aver rifiutato una richiesta estorsiva, dopo averla coraggiosamente denunciata alle autorità. Le sue ultime parole ai Carabinieri, “Non darei mai e poi mai ai banditi una somma simile, neanche se la possedessi”, sono oggi monito e ispirazione per le nuove generazioni. Dopo decenni di silenzio, il suo nome è stato inserito nell’elenco delle vittime innocenti delle mafie dall’associazione Libera.
“Intitolargli questo luogo – ha sottolineato il Sindaco La Spina – significa rendere giustizia a un uomo che ha pagato con la vita la sua fedeltà ai valori della legalità. È anche un modo per offrire un esempio tangibile ai nostri giovani, affinché non dimentichino mai l’importanza della libertà e della coerenza.”
Durante l’inaugurazione, l’artista Maurizio Balducci ha spiegato il significato della sua opera con un discorso toccante e potente: “La libertà non è solo fisica. Si può essere prigionieri di mentalità chiuse, del denaro, del potere, dei media. Con quest’opera voglio celebrare chi ha scelto di non piegarsi. Raffaele Miceli ha detto no, e lo ha fatto in un tempo difficile. ‘Le Ali della Libertà’ simboleggiano proprio questo: il desiderio e il diritto di spiccare il volo, liberi da ogni forma di ricatto.”
Il Sindaco Salvatore La Spina, ideatore e promotore del progetto, ha voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone e gli enti coinvolti: “Un sentito ringraziamento va a tutta la Giunta Comunale, all’Assessore Michele Seminara, al R.U.P. Ing. Gaetano Alvano, al Dott. Giuseppe Saccone, ai direttori dei lavori Ing. Vito Fiorenza, Ing. Giuseppe Risiglione e Ing. Antonio Guccio, agli artigiani Rosario Muni e Lucia Stella, alle dirigenti scolastiche Maria Giovanna Galvagno e Grazia Lo Presti, alla coordinatrice prof.ssa Valentina Censabella e a tutti gli studenti del Fermi-Leopardi. Grazie anche all’impresa Symamy Srl con il Dott. Giuseppe Cipria e i suoi operai, alla Saes, a Renova Restauri, all’artista Maurizio Balducci, e a tutti coloro che hanno collaborato con passione alla rinascita di questo luogo.”
MAURIZIO BALDUCCI
LE ALI DELLA LIBERTA’
CENTURIPE- BELVEDERE Raffaele Miceli
20 ottobre 2025
Presentazione di Maurizio Balducci
Sono davvero onorato di ricordare con questa opera una figura così importante che mi ha suggerito di rappresentare la libertà. Mi ha spinto la stima che nutro per questo Sindaco, peraltro laureato in storia dell’arte, per la sua competenza, l’operosità sua e della giunta, la sua grande passione ed amore per l’arte e per questa terra e per il tema decisamente importante e per me focale nella nostra vita. La libertà. In questa realtà che si affaccia sull’Etna mi sono sentito libero ed apprezzato. La libertà mi tocca molto da vicino; non a caso sono un libero pensatore, dichiarato. Un tema, questo che mi ha spinto a creare varie collezioni. Non è solo un fatto fisico, la libertà.
Si può essere prigionieri anche dei pregiudizi circoscritti all’interno di mentalità chiuse ed arcaiche. La libertà è una finestra aperta sul mondo.
L’ingegnere minerario Raffaele Miceli brutalmente ucciso dalla vile mano della mafia nella vicina Piazza voleva essere libero. Lui scelse, in un periodo che di li a poco lo avrebbe portato ad assaporare la fine della guerra, di non sottostare al ricatto del pizzo. La pagò a caro prezzo la sua scelta di libertà, e con lui molte altre vittime.
Per me è quindi un onore celebrare in questo luogo la memoria di una figura coraggiosa che si è ribellata alla costrizione. La nostra è una società di prigionieri segregati nelle stanze, più o meno lussuose, della mediocrità dove il valore non si misura per chi sei ma per chi conosci. “Le ali della libertà” questo il titolo dell’opera è una statua in acciaio corten ed inox lucidato a specchio che emula il gesto liberatorio di lasciarsi andare.
Le ali protese verso il cielo, nell’atto di spiccare il volo, intendono liberarsi dalle dipendenze, dai tabù e dai ricatti. Fossi il Ministro dell’istruzione pretenderei una scuola che insegnasse ai giovani a sognare ed a volare, liberi, senza timore. Anche l’istruzione canonica rende gli allievi prigionieri all’interno di programmi preconfezionati che più riesci e ripetere come un pappagallo, più sei apprezzato. Niente di tuo, di singolare; niente unicità e carattere; solo processi di omologazione.
Non posso certo capire la mafia come chi l’ha vissuta in prima persona; per me è un fenomeno che non è circoscritto e limitato ad un’organizzazione criminale ma esteso ad una mentalità che con il ricatto, la corruzione, il favoritismo ed il clientelismo crea un sistema malato che sopprime sul crescere il genio ed il merito.
Si manifesta anche semplicemente con l’esclusione. Il fenomeno mafioso si manifesta nelle buie stanze dell’arroganza e nella penombra della prepotenza dei detentori del potere così come dei colossi dell’industria dell’arte, spesso molto sopravvalutata, che decide le sorti dell’artista.
Un sistema, quello mafioso, che vive e si riproduce nell’ombra; si infiltra nelle sedi del potere, nella City e nella cosiddetta società civile. La meritocrazia è un lusso per pochi mentre il favoritismo è il guinzaglio che lega i privilegiati a questa struttura del malaffare. Attecchisce bene ovunque perché il denaro ed il potere, a discapito della cultura e della conoscenza, sono la merce di scambio più ambita.
Gli stessi mafiosi sono prigionieri. Non sono liberi. Così come si può essere prigionieri anche delle dipendenze, del denaro, dei media e di tutti coloro che ci indirizzano ad un pensiero comune.
Il mio desiderio è che quanti più giovani possibile restino liberi con il contributo essenziale della conoscenza.
Non si può essere liberi se non si conosce.
Biografia
Maurizio Balducci nasce a Colle di Val d’Elsa in provincia di Siena dove tutt’ora risiede e lavora. E’ un artista concettuale e, come ama definirsi, un creativo. Lavora esprimendosi con varie tecniche ed utilizzando svariati materiali realizzando opere anche di grandi dimensioni esposte in spazi pubblici e privati. Le sue realizzazioni sono concettuali ed affrontano temi importanti. Il suo modo di esprimersi lo definisce inclusivo, nel senso che è rivolto ad un pubblico ampio e, pertanto, quanto più possibile comprensibile e non riservato ad una ristretta nicchia di esperti o presunti tali. L’arte, sostiene l’artista, non deve essere elitaria deve avvicinare e non discriminare utilizzando linguaggi troppo poco comprensibili.
Anche quando utilizza un materiale asettico e freddo come l’acciaio cerca di conferirgli calore con la forma e con il contenuto.
Ha realizzato varie mostre sia in Italia che all’estero e ottenuto vari riconoscimenti.
Per maggiori informazioni consultare:
www.mauriziobalducci.it
instragram: mauriziobalducciarte
Facebook: Maurizio Balduuci Arte