16/10/2026
CENTRALI DI BIOMETANO -
Dicono che sono sicure, trasformano i rifiuti organici e le biomasse in un gas rinnovabile, hanno un impatto ambientale neutro, riducono le emissioni nell'atmosfera ecc. Ma secondo alcuni studi scientifici non è così.
Fonti estere e indipendenti—come agenzie internazionali governative, peer-reviewed journals globali (es. il circuito Nature) ed enti di ricerca energetica non legati alle lobby industriali confermano che il biometano puo' trasformarsi in un acceleratore del riscaldamento globale anziché in una soluzione.
♦️ IEA (Agenzia Internazionale dell'Energia): Le perdite reali superano quelle del petrolio e del gas
Nel suo Outlook for Biogas and Biomethane, la IEA lancia un allarme chiaro: la filiera attuale del biogas e biometano soffre di tassi di perdita di metano in atmosfera superiori rispetto all'industria dei combustibili fossili tradizionali.
• I dati: IEA evidenzia che i tassi di perdita reali oscillano tra il 2% e il 5,5% per gli impianti agricoli, impennandosi fino all'8% negli impianti legati al trattamento delle acque reflue. Al contrario, la media dell'industria globale di petrolio e gas si attesta intorno all'1,2%.
💢La conclusione indipendente: Se non si applicano severe tecnologie di cattura dei gas di scarico (come i termo-ossidatori), i progetti di biometano perdono la loro ragion d'essere ambientale.
https://www.iea.org/reports/outlook-for-biogas-and-biomethane/key-findings
♦️Studio Nature Sustainability (2026): La soglia critica del "Net-Zero"
Un recente e autorevole studio pubblicato su Nature Sustainability ha calcolato scientificamente i limiti fisici oltre i quali il biometano cessa di offrire un beneficio climatico.
💢La scoperta: I ricercatori hanno riscontrato perdite fuggitive estreme sul campo che variano dallo 0,4% fino al 65% in base all'efficienza dell'impianto, identificando nella gestione del digestato e nell'aggiornamento del gas i punti più critici.
•💢Il punto di rottura: Lo studio ha stabilito che la soglia net-zero climatica tollerabile per il gas naturale rinnovabile (RNG/Biometano) è compresa tra il 5% e il 7%. Qualsiasi impianto che perde più di questa quota immette nell'atmosfera così tanto metano (che a breve termine è decine di volte più climalterante della \(CO_{2}\)) da inquinare più del gas fossile stesso.
https://www.nature.com/articles/s41893-026-01818-7
♦️ MDPI (Comparative Study on Fugitive Emissions): I dati ufficiali sono falsati
Un'analisi indipendente pubblicata sulla rivista scientifica internazionale MDPI ha preso in esame oltre 200 impianti di trattamento rifiuti e biogas nella pen*sola iberica, confrontando i registri governativi con i calcoli reali delle emissioni fuggitive.
💢 La critica metodologica: Lo studio dimostra una cronica mancanza di precisione nei metodi di stima ufficiali, che porta a una massiccia sottostima (underreporting) delle emissioni reali. Gli impianti tendono a dichiarare dati teorici ideali, nascondendo le perdite reali che avvengono durante i picchi operativi, la manutenzione o i malfunzionamenti delle membrane.
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0961953411003333
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4. ICCT (International Council on Clean Transportation): Il bluff del consumo di suolo
La critica all'uso delle materie prime (feedstock) è ampiamente documentata dall'ICCT (International Council on Clean Transportation) nelle sue valutazioni sul ciclo di vita dei carburanti europei.
•💢Il "Costo Opportunità" della Terra: Coltivare mais o altre colture dedicate per fare biometano sottrae terreni all'agricoltura alimentare o alla riforestazione naturale. L'ICCT evidenzia che se calcoliamo CO2 che quel terreno avrebbe assorbito se fosse stato lasciato a foresta (o l'impatto dello spostamento della produzione alimentare altrove, noto come ILUC - Indirect Land Use Change), l'impronta di carbonio del biometano da colture dedicate supera di gran lunga quella del diesel.
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