26/09/2026
Antonio Tajani, Ministro degli Esteri, direttamente dal palco della kermesse politica “Itaca” ci tiene a far sapere che “se dovesse consigliare al figlio quale donna deve sposare”, suggerirebbe di scegliere “una ragazza meno appariscente ma più affidabile, più seria, che sarà una buona madre di famiglia”.
Continua affermando che una donna "affascinante magari tradisce" e quindi "non va bene", mentre "una carina, ma meno vistosa è una persona che garantisce la stabilità della casa, della famiglia". L'affidabilità di una donna, quindi, sarebbe direttamente proporzionale alla sua apparenza.
Parole assolutamente indegne per un Ministro. Una sparata che sembra provenire direttamente dai primi decenni dello scorso secolo con la quale il Vicepremier restituisce una visione della donna quasi ottocentesca: una specie di donna-angelo, faro incrollabile della casa che pensa ai figli e aspetta a casa il ritorno del marito.
Tutto ciò mentre la Premier Giorgia Meloni si erge a paladina delle donne, annunciando un decreto per vietare l'utilizzo del burqa e del niqab nelle scuole.
Non possiamo ignorare che da quando il Governo Meloni è in carica ha attuato diverse misure che hanno di fatto indebolito la posizione della donna nella società.
Per non parlare dello scollamento dalla realtà che la Premier dimostra quando parla di imporre un numero massimo di studenti “stranieri” all’interno delle classi. Non sa che già vigono delle leggi per garantire il giusto supporto didattico a tali studenti e al resto della classe? Ci verrebbe, inoltre, da chiedere: come definire uno straniero? Dalla cittadinanza? Pertanto, come dovrebbero essere considerate le migliaia di studenti nati in Italia da genitori stranieri, che parlano perfettamente in italiano e non riscontrano ostacoli linguistici a scuola e nella vita di tutti i giorni?
L’utilizzo di questo termine è, per forza di cose, fuorviante e compiacente del proprio elettorato.
Ancora una volta, questo governo si dimostra lontano dalla realtà, rinchiuso in un palazzo che non appartiene ai cittadini, mentre parla utilizzando motti e slogan anacronistici.