Collettivo Bujanov

Collettivo Bujanov Spazio Popolare Autogestito

Lo Spazio Popolare Autogestito DONCHISCIOTTE nasce nel gennaio del 2004 a Vacchereccia, nel comune di cavriglia, nelle ex scuole elementari di questa piccola frazione nel centro della toscana fra Firenze, Arezzo e Siena. Nonostante i numerosi problemi con le autorità locali, il vicinato, il quartiere e la realtà del Valdarno (zona in cui è situato) – sicuramente non l’ideale per un attività politi

co/aggregativa di questo tipo, considerando che stiamo parlando di una terra diffidente per natura – il CADC è riuscito a resistere nel tempo e a mantenere la propria linea di iniziative completamente gratuite e bar a prezzi popolari. Negli anni si sono svolte numerose attività, come corsi di formazione gratuiti, cineforum, concerti, incontri di sensibilizzazione politica e dibattito, organi di controinformazione…
I principi di base sono semplici e condivisibili: ANTIFASCISMO e ANTIRAZZISMO, messi in pratica quotidianamente attraverso le iniziative proposte e la gestione che segue i principi dell’AUTOGESTIONE, inseguendo il miraggio che UN ALTRA SOCIALITA’ E’ POSSIBILE…

Lottiamo da 10 anni contro la mercificazione della cultura, che per noi deve essere fruibile gratuitamente da tutti e lottiamo anche contro il caro prezzi che ha ormai invaso questa vallata, per il quale una birra media costa necessariamente 5 euro e un film al cinema sopra gli 8 euro. Sul palco del CADC si sono susseguiti numerosi gruppi affermati e non, come BANDA BASSOTTI, TALCO, MALASUERTE, YOUNG SILENCERS, NEURODISNEY, TUNAS, MISS VIOLETTA BEAUREGARDE, WHITE PAGODA, LA CRISI, SCRATCHING SOUNDS, CAROLINE ANDERSEN, KILLER CLOWN, RUDE HI-FI, NOBUNNY, THE SECRET, CHIMANGO, PEDRO NAVAJA SOUND MACHINE, BUNNA, ANTIPLASTIC, ANTI YOU ecc ecc ecc…. Dopo lo scioglimento del collettivo che gestiva gli spazi del CADC, in favore di un nuovo soggetto politico e sociale valdarnese, nasce il Collettivo Bujanov, nel quale sono confluite altre realtà di rilievo dell’antagonismo valdarnese come il Collettivo Antinebbia, il collettivo XM, Officina dell’informazione e Valdarno Spa.

23/06/2026

C'è qualcosa di profondamente grottesco nel vedere una congrega di nostalgici organizzarsi nelle proprie chat per lanciare l'ennesima sh*tstorm coordinata.

Cambiano i mezzi, ma non il metodo: ieri le adunate, oggi i gruppi Telegram e le chat private. Sempre la stessa logica da branco, sempre lo stesso bisogno di sentirsi forti solo quando sono in tanti.

Arrivano in fila indiana, convocati come una piccola squadraccia digitale, non per discutere, non per confrontarsi, non per portare argomenti, ma per depositare sotto i post l'unica materia prima che sembrano saper produrre in abbondanza: m**d@.

Perché il problema, per loro, è che contro la storia si discute male. È difficile negare dittatura, violenza, leggi razziali, repressione e guerra senza scivolare nel ridicolo.

E allora ecco il repertorio: "fascismo rosso", "zecche", "comunisti", "radical chic", "buonisti". Un catalogo di frasi preconfezionate che sembra uscito da un generatore automatico di luoghi comuni, o da qualche talk show dove il volume sostituisce il ragionamento.

La scena più comica resta sempre la stessa: quelli che giurano che il fascismo non esiste più e, cinque minuti dopo, dichiarano con orgoglio di essere fascisti. Un capolavoro di incoerenza illogica.

Ma in fondo questo loro comportamento non sorprende. La codardia è sempre stata il tratto distintivo di chi ama l'autoritarismo.

Il fascista raramente affronta il merito delle questioni: preferisce il rumore al ragionamento, la massa all'individuo, il branco al confronto.

Da solo balbetta; in gruppo ringhia.
Da solo evita il dibattito; in branco si sente un leone.
È il coraggio in saldo, quello che funziona soltanto con la superiorità numerica garantita, come diceva Pertini.

E così eccoli qui, professionisti del benaltrismo: se parli di fascismo, rispondono parlando di altro.
Se citi fatti, cambiano argomento.
Se mostri documenti, insultano.
Se restano senza parole, alzano la voce.
È un meccanismo tanto prevedibile quanto patetico.

Il vero problema, però, non è il loro rumore. È la povertà di ciò che hanno da dire.
Perché una critica argomentata può essere confutata, una tesi può essere discussa, un'opinione può essere contestata.

Ma contro un muro di slogan, pappagalismo e rabbia organizzata non c'è dibattito possibile: c'è soltanto la dimostrazione plastica di quanto sia fragile un'ideologia che ha bisogno del branco per sentirsi forte.

Continuino pure a convocarsi nelle loro chat, a contarsi, a darsi pacche sulle spalle e a ripetersi le stesse formule magiche.

La storia non cambia perché cento persone urlano contemporaneamente.
E nemmeno perché mille profili riversano commenti di m**d@ sotto la nostra pagina.

Il rumore fa volume.
Gli argomenti fanno storia.
E finora, da quella parte, di argomenti se ne sono visti ben pochi. Di m**d@, invece, fin troppa.

©emirus


07/06/2026
26/05/2026

🏳️‍🌈🌹 IL PARTIGIANO RENATO ROMAGNOLI, NOME DI BATTAGLIA "ITALIANO", È PARTITO PER L'ULTIMO VIAGGIO: AVEVA 99 ANNI E AVEVA PARTECIPATO ALLA BATTAGLIA DI PORTA LAME A BOLOGNA. GRAZIE MILLE PER TUTTO, BELLA CIAO PARTIGIANO! 🏳️‍🌈🌹

👉 Il messaggio di ANPI Provinciale di Bologna:

"Il Partigiano Renato Romagnoli, Italiano, ci ha lasciato.

Medaglia d’argento al valore militare per il suo coraggio cominciò a 17 anni il suo impegno per liberare l’Italia dal nazifascismo.
Fu fra i 300 eroi che combatterono contro forze nazifasciste preponderanti a Porta Lame, fu fra i combattenti della Bolognina e
fra i 12 partigiani che assaltarono il carcere di San Giovanni in Monte liberando molti detenuti.
Componente della 7a Gap fino alla Liberazione fu fra i primi ad entrare ne centro di Bologna il 21 aprile del 1945.

Fu l’ultimo partigiano presidente dell’Anpi di Bologna dal 2014 al 2016.

Attivissimo nelle scuole bolognesi di ogni ordine e grado fra scolari e studenti per consegnare loro memoria e conoscenza di quella straordinaria stagione.
Lo faceva con l’ironia gentile e intelligente che lo accompagnava sempre nella sua attività.
Ci ha lasciato molte pubblicazioni e interviste che ci consegnano una memoria viva densa del significato e del valore della lotta di Liberazione per la democrazia, la Costituzione e la pace.
Fai buon viaggio, caro Italiano, non ti dimenticheremo e ci impegneremo perché la tua figura di vero Patriota sia di esempio per tanti cittadini."

Anna Cocchi
Presidente ANPI Bologna

🌹 BELLA CIAO RENATO!

Indirizzo

Via Strasburgo
Cavriglia
52022

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