23/05/2026
Da lontano, senza interessi, senza favori da chiedere e senza schieramenti politici, noi delle Aquile del Nord abbiamo osservato questa campagna elettorale con gli occhi di chi ama davvero Cava de’ Tirreni. E forse proprio vivendo lontani si notano ancora di più certi atteggiamenti, certe presenze improvvisate, certe persone che oggi parlano di Cava senza conoscerne fino in fondo la storia, il peso e l’anima. Perché Cava non è un palco da campagna elettorale e non è una città da vivere solo nei giorni del voto. Cava è appartenenza. È la città della Pergamena Bianca del 1460, dell’orgoglio di un popolo che nei secoli non ha mai abbassato la testa, è la città di Sant’Alferio, dei portici, delle famiglie cresciute tra sacrifici e dignità, della Cavese, di Simonetta Lamberti e di quei colori tramandati da padre in figlio. Il nostro non è un messaggio politico, perché chi vive lontano dalla propria terra spesso non difende un partito, ma qualcosa di molto più grande: difende l’amore per la propria città. E dispiace vedere che, a volte, ci siano persone candidate soltanto perché portatrici di voti o di consensi, ma prive della competenza, della conoscenza e soprattutto del rispetto per la storia della nostra Cava. Persone attratte soltanto dalla considerazione del momento, convinte che basti una presenza o una promessa per rappresentare una città come la nostra. Ma Cava de’ Tirreni non si improvvisa e chiunque sarà chiamato ad amministrarla dovrà ricordarsi che non guiderà soltanto strade e palazzi, ma una storia che merita rispetto, presenza e coraggio ogni giorno dell’anno, non soltanto durante una campagna elettorale. Da Milano, dalla Svizzera, dalla Germania, dall’America e da ogni angolo dove vive un Cavajuolo, il pensiero resta sempre lì: a quella terra che continuiamo ad amare anche da lontano.
Adesso lasciatela riposare, la nostra amata città . Lasciate riposare i suoi portici, le sue pietre, il silenzio delle sue sere e quell’anima antica che non merita più grida da mercato né attrazioni da circo.