07/04/2026
In un periodo storico segnato da aspre tensioni e da violenza che imperversa, parlare di pace diventa necessario. In tale ottica, alcuni episodi nati spontaneamente assumono rilevanza.
Presso gli uffici del Progetto SAI di Caulonia, tra l’insegnante di lingua italiana e gli studenti è nato un confronto riguardo i conflitti in corso. Due donne, una pakistana e l’altra afghana, hanno espresso il loro dispiacere per le guerre che stanno colpendo tanti territori, compresi quelli da cui provengono. Osservando la carta geografica, hanno esclamato: “Non comprendiamo la guerra e non la vogliamo. Noi siamo amiche!”.
Questa frase esprime con semplicità il rifiuto della logica della divisione e l’idea che l’incontro tra le persone possa vincere le contrapposizioni imposte dagli interessi di parte. Quelle donne, vivendo fianco a fianco un’esperienza di apprendimento e di vita, hanno riconosciuto, l’una nell’altra, una persona. O, meglio ancora, un’amica.
Il senso più autentico dell’accoglienza alberga nella capacità di creare spazi in cui le differenze diventino occasione di confronto. Quando persone provenienti da aree diverse condividono storie, difficoltà, sorrisi, paure e speranze, allora imparano a conoscersi davvero. Così il pregiudizio cede il passo alla consapevolezza, la diffidenza si dissolve e l’umanità prevale.
La carta geografica, in quel momento, ha assunto un forte valore simbolico. La Terra, vista da lì, appare per ciò che realmente è: un unico insieme. La presenza dei confini, tracciati per definire territori, non dovrebbe mai farci dimenticare che siamo tutti, indistintamente, esseri umani. Se il mondo si divide è a causa di scelte compiute da chi detiene il potere, decidendo sulla base di ragioni che nulla hanno a che vedere con la felicità dei popoli e con il loro diritto a vivere in armonia.
Frangenti come quello descritto ci rammentano che la pace non è un concetto astratto né una formula retorica, bensì la quotidiana pratica dell’ascolto, del reciproco rispetto e del dialogo. È attraverso la ricerca della relazione con l’altro che si costruiscono le condizioni per abbattere i muri dell’incomprensione e restituire centralità a ciò realmente ci unisce.