ANPI Cattolica - S. Giovanni M.

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ANPI Cattolica - S. Giovanni M. La pagina di
A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione di Cattolica e San Giovanni in Marignano

13/10/2026
05/10/2026

🌿 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟲 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗮̀ 𝗼𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮 𝗕𝗿𝘂𝗻𝗮 𝗚𝗶𝗼𝗺𝗺𝗶, prima donna consigliera comunale della città nel Dopoguerra, 𝗶𝗻𝘁𝗶𝘁𝗼𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗮 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗼.
La cerimonia con lo svelamento della targa si terrà 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳, alla presenza della Sindaca Franca Foronchi, del Vicesindaco Federico Vaccarini e dei figli e familiari di Bruna Giommi.

La data scelta porta con sé un significato particolare: proprio il 6 ottobre di 80 anni fa, nel 1946, Bruna Giommi veniva eletta in Consiglio comunale, in un momento storico segnato dall’ingresso delle donne nella vita politica e dall’esercizio del diritto di voto.

👩‍🏫 Storica maestra delle scuole elementari di Cattolica, ha formato generazioni di cattolichini. Antifascista, ha dedicato il proprio impegno politico all’affermazione dei valori di libertà, uguaglianza e democrazia, ricoprendo anche l’incarico di assessora supplente.

Con questa nuova intitolazione prosegue il percorso dell’Amministrazione comunale per dare maggiore spazio nella toponomastica cittadina alle donne che hanno lasciato un segno nella storia e nella comunità, dopo la recente intitolazione di un’area verde alla staffetta partigiana Luisa Prioli.

📍 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗮 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗼 (𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼𝗳𝗶𝗹𝗮), 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗮
📅 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟲 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲
🕔 𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟳

Un luogo frequentato dalle nuove generazioni custodirà la memoria e l’esempio di una donna che ha contribuito alla storia della nostra città.

!!!! PRENOTATEVI !!!!
19/09/2026

!!!! PRENOTATEVI !!!!

Alcune autorevoli e significative parole sul concetto di Patria (ricordiamo che la pubblicazione edita da ANPI per tanti...
03/09/2026

Alcune autorevoli e significative parole sul concetto di Patria (ricordiamo che la pubblicazione edita da ANPI per tanti decenni si chiamava “Patria Indipendente”).
Chi ha orecchi per intendere intenda…

Certi nostalgici proprio non ce la fanno. Non riescono a guardare a un’istituzione della Repubblica senza la smania f***e di appiccicarci sopra una bella etichetta di parte, magari per racimolare mezzo punto percentuale in qualche sondaggio ideologico da prefisso telefonico.

Stavolta è toccato a Gianni Alemanno provarci, definendo un reparto storico come la Folgore la "quintessenza della destra italiana". Come se le nostre truppe fossero la sezione di un partito o il trofeo da esibire alla sagra della nostalgia.

Ci ha pensato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale Carmine Masiello, a rimettere la chiesa al centro del villaggio. Dal palco della caserma Clementi di Ascoli Piceno ha preso le parole del leader di Futuro Nazionale e le ha asfaltate con la forza tranquilla delle Istituzioni sane.
Sentite qui la replica, virgolettata parola per parola, senza sconti:

"Ho sentito qualche giorno fa qualcuno che, parlando di un’unità dell’Esercito, la definiva quintessenza di una parte politica. Quell’unità dell’Esercito, come tutto l’Esercito, non è quintessenza di nessuno. Noi siamo la quintessenza della Patria, siamo la quintessenza dei valori della Costituzione su cui avete giurato, che sono stati scritti grazie al sangue versato da milioni di persone prima di noi."
Applausi scroscianti. Ma Masiello non si è fermato lì. Ha scolpito un principio che a certi politicanti fa ve**re l'orticaria:

"La Patria non è un concetto politico, non è un concetto partitico, non è un concetto ideologico."

E ha ribadito che il dovere di difenderla non si fonda "sulle esclusioni né sulle divisioni", ma sul senso di appartenenza a una comunità che non si costruisce attraverso "il tornaconto, la convenienza, la polemica o il pregiudizio."
Una lezione di livello altissimo. La Patria appartiene a tutti gli italiani che lavorano, rispettano le regole e servono la comunità, non a chi pensa di poter mettere il cappello di partito sulle stellette militari.

Chi indossa l'uniforme risponde solo al tricolore e alla Carta Costituzionale. Grazie al Generale Masiello per aver ricordato cosa significa servire lo Stato con schiena dritta e dignità.

Ottandadue anni fa anche dalla nostre parti abbiamo visto la guerra: tanti sono ancora gli anziani che, allora bambini, ...
31/08/2026

Ottandadue anni fa anche dalla nostre parti abbiamo visto la guerra: tanti sono ancora gli anziani che, allora bambini, ricordano quei giorni, in cui nazionalismo, razzismo, autoritarismo, violenza portarono ad un conflitto disastroso.

La lotta partigiana e i partiti clandestini seppero emancipare l’Italia dal regime fascista che quella catastrofe aveva generato con l’appoggio della monarchia alleandosi con il regime nazista, creando i presupposti politici per la nascita della Repubblica e della nuova Costituzione, repubblicana ed antifascista nel proprio DNA.

Determinante per la vittoria militare contro i nazifascisti fu l’intervento delle forze alleate anglo-canadesi, che attaccando e superando nei mesi di agosto e settembre 1944 le potenti difese della Linea Gotica tra Montecchio e Pesaro, risalirono verso la Romagna e liberarono i nostri territori: il 31 Tavullia, il 2 Gradara, Gabicce e San Giovanni in M., il 3 Cattolica.

Le sezioni ANPI di Cattolica - S. Giovanni M. e Gabicce - Gradara – Tavullia memori della traccia di sangue che lasciò anche nelle nostra zone questa fase della guerra, in perenne debito per il sacrificio di migliaia e migliaia di soldati, spesso volontari in territori lontani dalla loro Patria, invitano i cittadini ad un gesto intimo e pubblico di riconoscenza, portando in questi giorni un fiore ai Caduti o anche solo la propria presenza presso il Cimitero di Guerra di Gradara, luogo di dolore e oggi di grande serenità.

< “(…) se si parla di morti, va bene: i morti sono morti, rispettiamoli tutti. Ma se si parla di quando erano vivi, eran...
22/08/2026

< “(…) se si parla di morti, va bene: i morti sono morti, rispettiamoli tutti.
Ma se si parla di quando erano vivi, erano diversi.
Se aveste vinto voi, io sarei ancora in prigione.
Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore.
Ecco, ci rifletta.
Ci rifletta un istante”,
e questa fu la risposta dell’ex partigiano Vittorio Foa a Giorgio Pisanò, esponente del Movimento Sociale Italiano con un passato nella Repubblica di Salò. >

Rim

Comunicato stampa
Tre Martiri. Intollerabili i commenti oltraggiosi che offendono la memoria dei partigiani riminesi uccisi dai nazifascisti

Da oltre cinquant’anni l’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini svolge un’intensa attività didattica nonché di ricerca e diffusione della coscienza storica, con la consapevolezza che ciò che oggi latita paurosamente, con conseguenze tangibili sul clima del Paese e sulla concreta agibilità della vita democratica, è non solo la conoscenza storica insieme alla delegittimazione dei saperi, ma l’indifferenza per la ricerca della verità, la sua costante manipolazione a ogni livello.
Ne abbiamo l’ennesima prova in questi giorni con gli ingiuriosi e ignoranti interventi che sono susseguiti alla commemorazione dei Tre Martiri riminesi, che coraggiosamente e generosamente si opposero all’oppressione nazi-fascista.
Mentre lo storico dovrebbe farsi mediatore tra la conoscenza del passato e la consapevolezza dei nostri giorni, attraverso un continuo esercizio di critica, che aiuti a fare esperienza di storicità, ovvero a leggere la complessità del mondo, si assiste sui social e sugli organi di informazione a un addomesticamento della storia, per farla entrare nella contemporaneità o addirittura nella vita privata.
Mario Capelli, Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani, impiccati il 16 agosto 1944 nella piazza a loro intitolata, fecero parte di quella minoranza di massa che in forma largamente spontanea, dopo vent’anni di dittatura, la fine ingloriosa del fascismo, l’implosione dello Stato e l’abbandono della popolazione a se stessa, si oppose a chi intendeva ristabilire il fascismo, decidendo da che parte schierarsi.
Vale la pena ricordare, che libertà e democrazia nel nostro Paese sono nate combattendo, e che i venti mesi di guerriglia, intesa come guerra di popolo, furono caratterizzati da azione militare e azione politica e di liberazione, in cui confluirono posizioni differenti e visioni diverse della futura democrazia.
La Resistenza, che fu anche civile e non solo militare, con la sua ansia di riscatto e di cambiamento, consentì al Paese di trovare una nuova identità, e di avviare un processo di “costruzione” della democrazia, fondata su una “morale politica” che si era affermata proprio tra il ’43 e il ’45 e condannava senza esitazione il totalitarismo fascista.
Furono gli Alleati a sconfiggere il nazismo e la sua triste appendice fascista, ma dietro loro c’erano i partigiani, grazie ai quali è stato possibile recuperare la dignità del Paese anche a livello internazionale, e ridurre il tempo della giurisdizione alleata sul governo dell’Italia.
Il 21 giugno 1945 Ferruccio Parri, capo partigiano, venne nominato Presidente del Consiglio alla testa di un governo di unità nazionale, che alla fine della guerra poté traghettare l’Italia verso la democrazia, e dal 1° gennaio 1946, a differenza della Germania, che rimase sotto l’amministrazione alleata, la giurisdizione delle regioni settentrionali venne trasferita al governo italiano guidato da Alcide De Gasperi, sostenuto dai partiti del Comitato di Liberazione Nazionale, ad eccezione della Venezia Giulia. Se pure, formalmente, la giurisdizione dei Comandi Alleati sull’Italia terminò solo il 15 settembre 1947 con l’entrata in vigore del Trattato di pace.
Sull’esperienza partigiana, che attraverso i CLN fu anche una scuola di democrazia, come hanno documentato gli storici, si sarebbe innestata la nostra Carta costituzionale dal forte valore programmatico.
Si ricorda a chi ricorre al turpiloquio emotivo, che l’insegnamento più grande lasciato dai partigiani è l’importanza di assumersi la responsabilità verso la comunità in cui si vive, praticare il coraggio di non essere indifferenti. Non è necessario essere eroi, semplicemente occorre ricordarsi di essere cittadini
Dunque, “pacificazione sì ma nella verità”, come negli anni Novanta precisò il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Non può esserci amnesia ed equiparazione, poiché “se si parla di morti, va bene: i morti sono morti, rispettiamoli tutti. Ma se si parla di quando erano vivi, erano diversi. Se aveste vinto voi, io sarei ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore. Ecco, ci rifletta. Ci rifletta un istante”, e questa fu la risposta dell’ex partigiano Vittorio Foa a Giorgio Pisanò, esponente del Movimento Sociale Italiano con un passato nella Repubblica di Salò.

Istituto Storico della Resistenza e dell'Età contemporanea della provincia di Rimini

Rimini 21 agosto 2026



Romagna .it Provinciale Rimini Resto del Carlino

A seguito della riuscita PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA tenutasi a Cattolica circa un mese fa, il Comitato comunale della sez...
19/08/2026

A seguito della riuscita PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA tenutasi a Cattolica circa un mese fa, il Comitato comunale della sezione ANPI Cattolica e San Giovanni in Marignano, coerentemente con lo spirito di solidarietà e giustizia sociale che anima l’ANPI, ha deciso di devolvere parte dell’incasso in beneficienza a associazioni locali e internazionali che si occupano di assistere popolazioni in grave difficoltà a causa di conflitti e guerre.

Le associazioni sono:

- EMERGENCY FOR GAZA, instancabilmente attiva in un teatro di guerra genocidario in cui tutte le attività di assistenza alla popolazione civile sono ostacolate dal governo teonazista di destra israeliano nel nome della lotta al “terrorismo” palestinese;
- ANAIC Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, che ha avviato una raccolta di fondi per sostenere l’assistenza sanitaria cubana (in particolare dell’infanzia) in un momento in cui una intera nazione viene strangolata da inique sanzioni nel nome di politiche di dominio neocolonialista mascherate da sostegno alla democrazia;
- CATTOLICA PER LA TANZANIA, associazione di volontariato da molti anni attiva in Africa nella creazione di strutture nel campo dell’istruzione, dello sviluppo rurale e ambientale ecosostenibile, e del rafforzamento dell’autonomia delle donne.�

A quest’ultima va un particolare ringraziamento da parte di ANPI per la disponibilità e il sostegno dimostrati.

Il contributo di 100€ devoluto ad ognuna di queste associazioni é poco più che simbolico, una goccia nel mare, e i teatri di crisi umanitaria sono in realtà tanti altri, certamente troppi: un contributo comunque utile a mantenere costante l’attenzione e il sostegno attivo verso drammatici scenari non abbastanza coperti dai mezzi di comunicazione di massa.

La PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA, momento ludico e politico a celebrazione di quel 25 luglio del 1943 quando la famiglia Cervi offrì una pastasciutta ai concittadini del proprio paese per festeggiare la caduta del governo fascista di Mussolini, si avvia a diventare un appuntamento annuale anche nella nostra Bassa Romagna, grazie al fondamentale e concreto sostegno delle Amministrazioni locali, degli sponsor COOP e SPI-CGIL, di rappresentanti dei Partiti democratici, delle Associazioni di volontariato e di tanti volontari iscritti o simpatizzanti ANPI, uniti nel nome degli ideali antifascisti.

Arrivederci dunque al 2027!

Ciao Francesco 😢
06/08/2026

Ciao Francesco 😢

Nel 2020 Guccini reinterpretò Bella ciao citando Salvini, Berlusconi e "i fasci della Meloni". La risposta di FdI non si fece attendere

Rimane aperta presso la sede ANPI in via Milazzo 2 a Cattolica la mostra PER NON DIMENTICARE: LA RESISTENZA DELLE DONNE ...
17/05/2026

Rimane aperta presso la sede ANPI in via Milazzo 2 a Cattolica la mostra PER NON DIMENTICARE: LA RESISTENZA DELLE DONNE NEL RIMINESE, attivata su iniziativa ANPI Provinciale Rimini e frutto della accurata ricerca svolta da Coordinamento Donne Rimini assieme ad Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Esposta sinora solo a Rimini in occasione del 70° anniversario della Liberazione, viene ora riproposta a Cattolica e consiste di 21 tavole, in cui sono incluse quelle sulle partigiane cattolichine Luisa Prioli e Isabella Monticelli.

L’esposizione é visitabile fino al 2 giugno (incluso) con i seguenti orari:
• Mercoledì e venerdì: 15/17
• Giovedì: 9/11
• Sabato: 9/11 - 17/19
• Domenica: 17/19

Ingresso libero.

✳️ Ricordiamo che è sempre aperto il tesseramento all'ANPI.

«Non si mettono le braghe alla Storia»(Antonio Gramsci)Brutti tempi quando si censura la Storia(corriere.it - 6/5/2026)
06/05/2026

«Non si mettono le braghe alla Storia»
(Antonio Gramsci)

Brutti tempi quando si censura la Storia



(corriere.it - 6/5/2026)

La bandiera dell'Unione Sovietica era composta da una bandiera rossa dove, nell'angolo superiore, lato asta, erano presenti una falce e martello gialli e una stella a cinque punte rossa bordata di giallo.[2]

Indirizzo

Via Milazzo 4
Cattolica
47841

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