14/08/2026
🔴 Morti sul lavoro in Calabria, la UIL: «Una conta agghiacciante e le azioni di contrasto sono ferme»
Dall'inizio dell'anno, la Calabria ha contato più di un morto sul lavoro ogni 15 giorni. Solo poche ore fa, il decesso di un meccanico 31enne, schiacciato sotto il peso dell'auto a cui stava lavorando. Un bilancio drammatico a cui si aggiungono le decine di feriti.
«È una conta agghiacciante, è un dramma continuo che lacera famiglie. Mentre l'Europa costruisce modelli per tutelare la salute e l'incolumità dei lavoratori, l'Italia e – ahimè – soprattutto la Calabria non si occupano davvero di un tema il cui impatto sociale è devastante», dichiara Mariaelena Senese, segretaria generale della UIL Calabria.
La UIL, da anni, è impegnata nella campagna nazionale "Zero morti sul lavoro". In Calabria, oltre alle iniziative di sensibilizzazione, il sindacato ha già presentato proposte concrete per stimolare l'azione politica della Regione, ma da mesi non si ha riscontro pratico.
Tra le proposte della UIL Calabria:
✔ un portale regionale unico della formazione, capace di certificare digitalmente ogni percorso formativo
✔ un Piano triennale della sicurezza con obiettivi misurabili per settore
✔ una banca dati unica tra Inail, Asp, Ispettorato, Regione ed enti bilaterali per individuare subito i rischi
✔ un indice di rischio delle imprese per mirare i controlli
✔ premialità negli appalti per chi investe in sicurezza
✔ tecnologie di prevenzione anche con IA
✔ un protocollo regionale obbligatorio per il rischio climatico
La UIL Calabria chiede di portare nella regione il principio europeo della Vision Zero, già assunto dalla Commissione europea nel quadro strategico UE 2021-2027: «La modifica recentemente approvata alla Legge regionale sulla sicurezza dei lavoratori non è stata preceduta da un percorso di confronto con le organizzazioni sindacali. Avremmo portato il nostro contributo come l'intenzione di trasformare la Vision Zero europea in una "Vision Zero Calabria"», chiarisce Senese.
«La Vision Zero europea può rappresentare per la Calabria un modello. Chiediamo che istituzioni, parti sociali e sistema produttivo assumano insieme un impegno preciso: rendere la tutela della vita il primo indicatore della qualità del lavoro e dello sviluppo della nostra regione».