14/10/2026
🟥 Il settore dell’assistenza clienti e dei contact center si trova di fronte a una crisi occupazionale senza precedenti. Tra ammortizzatori sociali già attivi e nuovi esuberi annunciati entro la fine dell’anno, stimiamo che oltre 10.000 lavoratrici e lavoratori rischino il posto di lavoro.
Interi siti produttivi, in particolare in Basilicata, Calabria e Sicilia, affrontano la chiusura definitiva dal 1° gennaio 2027, mentre diverse aziende segnalano difficoltà persino nel garantire il pagamento regolare degli stipendi.
Le cause sono chiare: la rapida introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale e dell’automazione sta abbattendo i volumi di attività, a cui si aggiunge il persistere delle delocalizzazioni all’estero. Di fronte a questa trasformazione, l’intero comparto viene abbandonato a sé stesso, affrontando le singole vertenze con mere misure d’emergenza e ammortizzatori temporanei.
Denunciamo con forza la sconsideratezza del Governo, che continua a voltarsi dall’altra parte e a sottrarsi alla nostra richiesta di aprire un tavolo interministeriale di confronto. Un silenzio inaccettabile verso un settore che, durante la pandemia, si è mostrato essenziale alla continuità dei servizi tra cittadini, pubblica amministrazione, banche, energia e telecomunicazioni.
Non chiediamo interventi assistenziali, ma strumenti concreti per gestire la transizione digitale: un piano industriale per il comparto, risorse per la riconversione professionale e regole certe a tutela dell’occupazione del nostro Paese.
Per questo motivo, dopo l’esito negativo del confronto al ministero del Lavoro, abbiamo proclamato lo sciopero di tutte le prestazioni per l’intera giornata del prossimo 11 novembre.
Chiamiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore ad aderire compatti e scendere in piazza ✊🏽