04/06/2026
Strage di Amendolara, Legambiente aderisce alla manifestazione della Flai Cgil per chiedere giustizia e piena applicazione della legge 199
Legambiente nazionale e Legambiente Calabria aderiscono alla manifestazione proclamata ad Amendolara (CS) dalla Flai Cgil nella giornata di sabato 6 giugno, dopo l'uccisione, con modalità atroci, di quattro braccianti agricoli, bruciati vivi, e il ferimento di un altro giovane lavoratore. Una tragedia consumata all’interno del sistema perverso e criminale del caporalato, spesso governato da strutture mafiose, che priva i braccianti, quasi sempre immigrati, di dignità e diritti in nome di una bieca logica del profitto basata sullo sfruttamento di manodopera a costi bassissimi. Un sistema fortemente illegale, denunciato da anni da Legambiente attraverso il Rapporto Ecomafia, che arriva a uccidere per la mancanza di adeguate condizioni di sicurezza e, come accaduto ad Amendolara, persino ad assassinare.
È necessaria una forte assunzione di responsabilità a tutti i livelli, dalle istituzioni alle imprese produttrici fino ai consumatori, per scardinare i meccanismi illegali del caporalato, realizzando filiere trasparenti, sostenibili ed etiche che garantiscano i diritti dei lavoratori, la corresponsione di compensi equi ai braccianti agricoli e prezzi giusti ai produttori sani, tutelando allo stesso tempo l'ambiente.
Così come evidenziato ogni anno nel nostro Rapporto Ecomafia, la legge n. 199 del 2016 rappresenta uno strumento fondamentale per contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, ma per renderla pienamente effettiva servono risorse adeguate, soprattutto per rafforzare i controlli nelle aziende agricole e le politiche di prevenzione del fenomeno, a cominciare dalla chiusura dei "ghetti" e dalla garanzia del diritto alla salute e alla casa per i lavoratori immigrati.
Occorre scrivere un’altra storia, lontana dall’orrore di quanto accaduto ad Amendolara, rendendo giustizia alle vittime e attivandoci tutte e tutti per salvaguardare la dignità delle persone, i diritti dei lavoratori e il rispetto della legalità.
L'auspicio è che magistratura e forze dell'ordine possano promuovere, con determinazione e continuità, la piena applicazione della legge sul caporalato, contribuendo a sradicare un sistema criminale incompatibile con i principi di giustizia sociale, legalità e tutela dei diritti umani.
Stefano Ciafani, presidente Legambiente nazionale
Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria