10/06/2026
Il randagismo non nasce per caso.
Nasce da una lunga catena di leggerezze, convinzioni sbagliate e responsabilità ignorate.
Nasce quando si lascia riprodurre il proprio gatto “solo una volta”, pensando che una cucciolata non faccia differenza.
Nasce dall’idea che sterilizzare sia crudele, mentre si sottovalutano le conseguenze di cucciolate continue, abbandoni e sofferenza animale.
Nasce quando si lascia uscire un gatto non sterilizzato senza alcun controllo, oppure quando si pensa di poter “sistemare facilmente” tutti i cuccioli nati in casa.
Nasce da chi alimenta riproduzioni private senza vaccinazioni, controlli sanitari o reali garanzie per il futuro degli animali.
Nasce anche dall’indifferenza:
da chi vede il numero dei gatti aumentare e interviene solo quando la situazione diventa ingestibile;
da chi ignora le colonie feline finché non diventano un problema per il quartiere;
da chi delega sempre tutto ai volontari, senza comprendere il lavoro enorme, economico, fisico ed emotivo che c’è dietro ogni salvataggio.
Le colonie feline sovraffollate non compaiono dall’oggi al domani.
Sono il risultato di anni di mancata sterilizzazione, abbandoni e superficialità.
Eppure le soluzioni esistono: sterilizzazione, adozioni consapevoli, controlli veterinari, gestione responsabile e collaborazione con volontari e associazioni.
Il randagismo non si combatte con le polemiche o con la compassione a intermittenza.
Si combatte con responsabilità, prevenzione e consapevolezza.
Perché ogni cucciolata evitabile che scegliamo di ignorare oggi, domani rischia di diventare emergenza.