31/08/2023
🌊💮IL GIGLIO DI MARE 💮🌊
Appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, ordine degli Asparagales della quale fanno parte il narciso e il bucaneve. È una pianta bulbosa.
La sua proliferazione è a rischio a causa delle erosioni costali, quindi è una specie protetta.
È bene quindi specificare che cogliere gigli di mare è vietato, come è un illecito alterare il suo habitat naturale, costituito dalle dune sabbiose presenti sui litorali.
Il suo frutto è rappresentato da una sorta di capsula entro la quale sono contenuti i semi.
Si occupano della sua impollinazione, delle caratteristiche falene tipiche dei territori costieri della famiglia delle Sphingidae; in alcuni territori, quali le isole Baleari, provvedono anche dei rettili simili a piccole lucertole nere (lucertole baleariche).
È possibile ammirarne le fioriture sulle spiagge dei litorali campani, pugliesi, calabresi, siciliani e sardi.
All’estero, lo si può ammirare in vari Stati, dal Portogallo, Isole Canarie e Baleari ma anche sulle spiagge di Palestina, Israele, Siria e persino in Bulgaria.
Possiamo trovarlo a Giovino.
🌞COME PRENDERSENE CURA🌞
ANNAFFIATURA: Il giglio di mare non chiede tanta acqua, si consiglia di procedere solo quando il terreno è completamente asciutto.
CONCIMAZIONE: È opportuno pensare a una periodica sarchiatura, ovvero liberare la pianta da tutte le erbe infestanti.
IMPIANTO BULBI: Tramite moltiplicazione agamica: i bulbilli vanno raccolti e separati e trapiantati.
Il periodo più indicato è l’inverno.
‼️ATTENZIONE‼️
È bene prestare molta attenzione: si tratta di una pianta tossica e, perciò, dannosa per la salute dell’uomo. Ciò a causa di alcune sostanze velenose che il fiore secerne, quali alcaloidi e licorina.
🩺🧬Da questa pianta, tuttavia, è possibile estrarre anche un particolare alcaloide, la galantamina, estratta dai bulbi, noto per i suoi impieghi in campo medico: negli Usa, farmaci con questo alcaloide vengono prescritti, fra l’altro, come integratori dietetici, per favorire l’attività onirica e per supportare la memoria.
Grazie a studi che risalgono al 2001 si è scoperto che la galantamina, può essere utilizzata come terapia per l'Alzheimer.