15/06/2026
🟥 Sanità: Cgil e Fp Cgil Sicilia, liste d’attesa ferme e sistema intromoenia in crescita. La regione pubblichi i dati per verificare se ci sono squilibri tra attività istituzionale di ogni professionista e attività intramuraria, adottando in caso positivo le misure necessarie
📍”Sanità a doppia velocità: più rapidi i tempi per chi paga le prestazioni con gli stessi professionisti”
Palermo, 15 giu- “Il sistema di recupero delle liste d’attesa non sta dando i risultati sperati e nel frattempo non c’è chiarezza sull’attività libero professionale intramoenia dei singoli professionisti che si va sempre più configurando come un canale parallelo a pagamento della sanità”. Lo sostengono la Cgil e la Fp Cgil Sicilia che chiedono all’assessore regionale alla Salute, Carmelo Caruso, di pubblicare i dati dell’attività intramuraria disaggregati per azienda, disciplina, prestazione e soprattutto per singolo professionista”. “Il nodo vero è questo - dicono Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia, Francesco Fucile, segretario generale della Fp Sicilia e Carmelo Calvagna, segretario regionale Medici della Fp Cgil- non basta sapere quanto produce una struttura ma serve soprattutto sapere quanto produce ogni professionista in attività istituzionale e quanto lo stesso professionista produce in regime libero professionale”. In caso di squilibri, per Cgil e Fp, “le misure devono essere immediate: rimodulazione dei volumi, limitazione delle agende, sospensione o revoca delle autorizzazioni”.
Mannino, Fucile e Calvagna sottolineano che “le regole prevedono che l’attività libero professionale sia compatibile con l’attività istituzionale, che non la superi e che sia sottoposta a verifiche periodiche, tracciabili e documentate. Se i dati sono stati effettivamente raccolti, se le aziende sanitarie hanno trasmesso i flussi trimestrali – rilevano- è necessario che questi dati siano resi noti per avere contezza della situazione visto che il sistema pubblico resta fermo e nel frattempo il canale privato corre”.
Per i tre esponenti sindacali “siamo con evidenza di fronte a una sanità a doppia velocità, nella quale il cittadino attende mesi per una prestazione o pagando avrà tempi più rapidi. Se il pubblico non riesce a garantire tempi accettabili e l’intramoenia cresce senza un equilibrio con l’attività istituzionale del singolo professionista- sottolineano- allora non siamo di fronte a una semplice criticità organizzativa ma a una sconfitta politica”. Mannino, Fucile e Calvagna specificano che “non è in discussione l’intramoenia quando è svolta correttamente, fuori dall’orario di servizio, in equilibrio con l’attività istituzionale e sotto controllo aziendale. Ed è su questo che occorre vigilare, partendo dalla verifica della completezza dei dati trasmessi dalle aziende sanitarie, perché senza dati non ci sono controllo, trasparenza e il diritto alla salute per tutti non è garantito”.