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Catania, Cinema King, via Antonio De Curtis 14, ore 19:00 di martedì 9 giugno.Il Circolo UAAR di Catania, in collaborazi...
05/06/2026

Catania, Cinema King, via Antonio De Curtis 14, ore 19:00 di martedì 9 giugno.
Il Circolo UAAR di Catania, in collaborazione con Radica e il Comitato Catania Pride, martedì 9 giugno alle ore 19:00, al cinema King, propone la proiezione del docu-film “Tre canarini”, che indaga su differenti forme di famiglia esistenti nella società contemporanea, approcciandosi alle relazioni non monogamiche da angolature differenti, mostrandone le difficoltà, le peculiarità, ma anche la normalità. Sarà un'occasione per affrontare tematiche di grande attualità e per poter contribuire alla contestuale raccolta fondi del Comitato Catania Pride.

A Bologna, la percentuale di studenti che non si avvale dell'IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) è tra le più a...
04/06/2026

A Bologna, la percentuale di studenti che non si avvale dell'IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) è tra le più alte in Italia: i dati più recenti registrano un tasso di non adesione che supera il 46%. A Catania, la percentuale di studenti che non si avvale dell’IRC è molto bassa, attestandosi attorno al 4%.
In termini di livello culturale generale, il confronto tra Bologna e Catania evidenzia un netto divario nei tassi di istruzione, con Bologna che registra livelli di scolarizzazione e di competenze tra i più alti d'Italia, mentre Catania si colloca nella parte inferiore della classifica nazionale, con criticità particolari per alcuni indicatori.
Chi non vede il nesso non comprende come la cultura condizioni le scelte degli individui.

04/06/2026

Una scuola prima organizza una visita alla reliquia di sant’Agata presso una parrocchia per venerarla. Poi, dopo la nostra diffida tramite il circolo UAAR Catania, annulla a tempo di record quella decisione illegittima.
Stavolta succede a Zafferana Etnea, nel catanese. Qui la dirigenza dell’Istituto Comprensivo “Federico De Roberto” aveva pensato bene di emanare una circolare in cui si prevedeva per oggi per le 9:00 prima la visita delle classi della scuola primaria di un plesso (portando «un tulipano bianco»), poi alle 11:30 quella degli studenti della secondaria di primo grado (con un «fazzoletto bianco»). Gli studenti avrebbero avuto «la possibilità di accostarsi e venerare la reliquia della Santa Patrona», accompagnati dai docenti. La reliquia in questione sarebbe un braccio della santa, che l’arcivescovo Luigi Renna ha portato in una parrocchia della cittadina nell’ambito della peregrinatio della reliquia nella zona.
Dopo aver saputo la notizia, solo ieri, l’Uaar ha inviato subito una diffida. E l’Istituto dopo poche ore è dovuto tornare sui suoi passi, revocando in autotutela quella circolare, tra l’altro «considerato il dovere dell’Istituzione Scolastica di garantire un ambiente educativo pienamente inclusivo, privo di qualsiasi effetto discriminatorio, diretto o indiretto».
Il dirigente, interpellato dal quotidiano La Sicilia, si è difeso sostenendo che «nessuno ha imposto niente» e che «gli alunni che a seguito del parere contrario dei genitori non volevano partecipare alla visita sarebbero rimasti in classe, a fare lezione, all’insegna della piena libertà». Ma qui sbaglia, perché autorizzare la partecipazione a riti religiosi in orario scolastico è illegittimo, anche se chi non vuole non viene coinvolto. Anche perché di fatto, in barba alla privacy, ciò costringe gli studenti a palesare la propria appartenenza confessionale. Non basta vantarsi del fatto che l’istituto è «una grande famiglia, una scuola inclusiva che accoglie tutti e non a caso definita una scuola d’eccellenza»: bisogna anche mettere in pratica certi principi. Infatti l’inclusività non può fare a meno della laicità: significa pure non far partecipare gli studenti “volontari” a riti religiosi quando si dovrebbe fare lezione, discriminando di fatto gli altri. Perché gli atti di culto in orario scolastico sono vietati, come chiarito da anni e anni da norme e sentenze. Ma tante scuole fanno finta di non saperlo. Come tutelarsi?👇
https://go.uaar.it/scuoleamessa

ATTI DI CULTO IN ORARIO SCOLASTICO SCUOLA ZAFFERANA ETNEA In una provincia recentemente qualificata come una delle ultim...
03/06/2026

ATTI DI CULTO IN ORARIO SCOLASTICO SCUOLA ZAFFERANA ETNEA
In una provincia recentemente qualificata come una delle ultime in Italia per livello di scolarizzazione e deficit formativo, c’è un istituto che, in orario curricolare, costringerà gli alunni della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria a partecipare a un evento che prevede la “venerazione” di reliquie e momenti di preghiera, imponendo agli studenti di recarsi, anziché nelle aule, presso una parrocchia, agghindati con tulipani e fazzoletti bianchi.
Si tratta dell’Istituto Comprensivo “Federico De Roberto”, di Piazza Tienanmen a Zafferana Etnea, che commette, nelle intenzioni, un atto illegittimo, vista la sentenza del 27 marzo 2017 del Consiglio di Stato, che vieta gli atti di culto all'interno dell’orario scolastico e chiarisce che, se organizzati al di fuori, ne sia prevista solo la partecipazione facoltativa degli studenti. Nel caso in questione, la disposizione del Dirigente scolastico, Prof. Salvatore Musumeci, riguarda invece tutti gli alunni, obbligando peraltro a prestarvisi i relativi docenti in servizio nelle ore interessate, a prescindere dal loro libero intendimento.
In considerazione di questa inusitata iniziativa, contraria alle disposizioni e lesiva del diritto degli studenti, prevista presso la Parrocchia Maria SS. della Provvidenza di Zafferana Etnea, il 04 giugno, l’UAAR ha diffidato l’Istituto “Federico De Roberto”, nella persona del suo Dirigente Scolastico Prof. Salvatore Musumeci, dall'organizzare detti atti di culto in orario scolastico, contestualmente richiedendo copia della delibera autorizzativa che ha consentito la cerimonia religiosa e riservandosi di tutelare i diritti propri e degli studenti non avvalentesi nelle sedi opportune.
Poiché l’UAAR agisce per “contribuire all'affermazione del supremo principio costituzionale di laicità dello Stato, delle scuole pubbliche e delle istituzioni, e ottenere il riconoscimento della piena uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro convinzioni filosofiche e religiose” (art. 3 dello statuto dell’associazione, leggibile nel sito www.uaar.it), risulta doveroso rimarcare con forza che gli atti di culto non possono essere proposti nelle sedi scolastiche e men che mai imposti agli studenti.
L’azione prevista dall'Istituto Comprensivo “Federico De Roberto”, di Zafferana Etnea è talmente macchiata da miopia istituzionale e talmente lesiva delle libertà da meritare una esplicita censura da parte della collettività e degli Enti di controllo preposti. La religione è un fatto personale non imponibile e, come tale, non deve ottenebrare la responsabilità a cui sono chiamati gli educatori.

02/06/2026

Preti militari
In barba all'invocazione per la pace “disarmata e disarmante”, oggi insieme all'esercito, tra razzi e carri armati, sfilano i cappellani militari, in p***a magna con indosso «talare con stellette, fascia, basco nero, con fregio dell’Ordinariato e guanti neri». Se non si comprende la presenza “pacificatrice” di tali figure sacerdotali, se ne comprende invece la funzione “economica”, giacché i cappellani sono pagati dallo Stato Italiano con le tasse dei cittadini, compresi quelle dei cittadini non militari e quelle di chi non ha alcun bisogno di sacerdoti. Lo stipendio di un cappellano militare in Italia è equiparato a quello degli ufficiali delle Forze Armate, con retribuzioni lorde annue che variano in base al grado: Cappellano addetto (Tenente), circa 43.000 euro; Cappellano (Capitano), circa 48.000 euro; Cappellano capo (Maggiore/Tenente Colonnello), circa 58.000 euro; Ordinario militare (Generale di Corpo d'Armata): fino a 126.000 euro. Per un totale che supera i dieci milioni di euro, gettati via, anziché utilizzarli per la pace o opere di bene.

02/06/2026

Oggi è il 2 giugno, festa della Repubblica. Ma il nostro Paese sconta ancora una forte sudditanza verso un altro Stato, il Vaticano, cui ha ceduto sovranità con i Patti Lateranensi e il Concordato. Alla Chiesa cattolica l'Italia ha regalato una serie di privilegi che, sebbene oggetto di riforma nel 1984, ancora ostacolano diritti e laicità.👇
https://www.uaar.it/laicita/concordato/

Si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi e la pubblicità della Chiesa cattolica invade ogni can...
21/05/2026

Si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi e la pubblicità della Chiesa cattolica invade ogni canale di comunicazione. Un investimento milionario che la Cei può tranquillamente permettersi, grazie al miliardo che sottrae ogni anno alla fiscalità generale, ma che si trova anche costretta a pianificare in maniera così massiccia per arginare il costante calo di firme a proprio favore.

Giornata Internazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia. Purtroppo qui da noi siamo ancora ...
17/05/2026

Giornata Internazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia. Purtroppo qui da noi siamo ancora al quinto mondo.

I dati ministeriali, raccolti dall'Uaar. Noi ancora vittime della "tradizione" e della (voluta) mancanza di informazione...
16/05/2026

I dati ministeriali, raccolti dall'Uaar. Noi ancora vittime della "tradizione" e della (voluta) mancanza di informazione.

📚 Continua a crescere il numero di studenti che scelgono di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane. Nell’anno scolastico 2024/25 la quota sale al 17,7%, in aumento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente: 42mila studenti in più, nonostante una diminuzione complessiva della popolazione scolastica di 120mila unità.

📊 I dati, richiesti dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) in collaborazione con la campagna , provengono dal Ministero dell’Istruzione e dalle province autonome di Trento e Bolzano e mostrano un contesto con differenze territoriali sempre più marcate. In sette regioni più di uno studente su quattro rinuncia all’ora di religione, con picchi in Valle d’Aosta, Emilia-Romagna e Toscana.

🏫 Per le province, in sei casi si sale ad almeno uno su tre: Firenze (40,3%), Bologna (38,9%), Prato (36,6%), Trieste (36,3%), Aosta (34,4%) e Gorizia (34,2%). Rispetto all’anno precedente, 16 province registrano un incremento che supera i due punti percentuali e solo in cinque casi si ha una lieve flessione.

Roberta Cavaglià

Indirizzo

Via Santangelo Fulci 1C
Catania
95127

Orario di apertura

Martedì 18:00 - 19:30
Sabato 15:00 - 17:30

Telefono

+393311330657

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