Progetto Susy Costanzo - LHIVE Diritti e Prevenzione

Progetto Susy Costanzo - LHIVE Diritti e Prevenzione Progetto Susy Costanzo - Diamo vite all'Africa www.progettosusycostanzo.it
Il progetto è effettuato in Zimbabwe da LHIVE Diritti e Prevenzione

È dedicato a Susy Costanzo con l’intento di continuare le sue battaglie per l’emancipazione delle donne nel mondo ed è operativo in Zimbadwe dal 2004. Si impegna ad acquistare e somministrare le terapie per la cura dell’infezione da HIV per le donne in gravidanza e per i loro bambini, seguiti presso l’ambulatorio, “antenatal clinic”, dell’Ospedale Missionario “Luisa Guidotti” a Mutoko in Zimbabwe.

Garantisce la presenza, presso l’ospedale Luisa Guidotti, di personale medico e paramedico specializzato. Reperisce i fondi per sostenere il progetto e la sua concreta realizzazione grazie alla generosità di privati ed aziende. Questo progetto è stato creato dalla Lila di Catania per curare le donne e i bambini affetti da infezione da HIV che vivono nello Zimbabwe. Il progetto si svolge all’Ospedale “Luisa Guidotti” a Mutoko ed è finalizzato all’acquisto delle terapie antiretrovirali per la cura dell’infezione da HIV. Il trattamento antiretrovirale riduce la trasmissione del virus HIV ai nascituri, mantiene in vita le madri e garantisce ai bambini una migliore qualità della loro vita. Per ottenere tutto questo è necessario che le terapie siano disponibili tutti i giorni dell’anno, costantemente nel tempo. Grazie al personale dell’Ospedale “Luisa Guidotti” noi garantiamo la continuità del progetto e assicuriamo il trattamento alle mamme e ai bambini tutti i giorni, 365 giorni l’anno, ogni anno. Per continuare a trattare le donne e i bambini è necessario il sostegno economico costante dei donatori: occorrono fondi per l’acquisto delle terapie, per la somministrazione dei farmaci e per la continuità dei trattamenti. Con 600,00 euro riusciamo a garantire per un anno la somministrazione di una terapia antiretrovirale per una mamma o un bambino con l’infezione da HIV. Una mamma che sopravviverà alla malattia potrà educare e veder crescere il proprio bimbo in piena salute. I Perchè del Progetto Susy Costanzo
Perché L’Africa: Perché è il paese più colpito dall’infezione da HIV e dove l’accesso alle cure è più difficile. Perché lo Zimbabwe: perché è un paese con strutture sanitarie che consentono la sostenibilità del progetto
Perché il Luisa Guidotti di Mutoko: perché l’ospedale è diretto dalla dottoressa Maria Elena Pesaresi, esempio di professionalità, generosità e intelligenza. Perché le donne africane: perché se salvi le donne puoi ricostruire un paese. Perché i bambini: perché sono il futuro del mondo.

15/06/2026

🔴 AVV CORTE UE: "CPR IN ALBANIA LEGITTIMI MA L'ITALIA GARANTISCA TUTELE SU ASILO"

E se lo dice l'avvocato della Corte UE...

Giorgia, Matteo: ma non eravamo un "modello"?

Toga rossa anche questa?

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"'Le norme nazionali non sembrano contenere garanzie chiare e precise'

I Paesi Ue possono localizzare centri per migranti anche fuori dall'Unione europea, ma "restano tenuti a rispettare le garanzie previste dal diritto comunitario in materia di asilo". E' la posizione dell'avvocata generale della Corte di giustizia Ue Laila Medina nelle conclusioni sul protocollo tra Italia e Albania.

Medina evidenzia che il protocollo e la normativa italiana di attuazione "non sembrano contenere norme chiare e precise in grado di garantire l'insieme dei diritti" previsti dall'Ue come "la difesa, il rispetto della vita privata e familiare e il rilascio immediato alla scadenza del termine di convalida del trattenimento". Di conseguenza, tali disposizioni "possono incidere o modificare le garanzie procedurali minime previste dal diritto dell'Ue". La sentenza della Corte è attesa nei prossimi mesi. (ANSA)."
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https://www.ansa.it/amp/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2026/06/11/avv.-corte-ue-cpr-in-albania-legittimi-ma-litalia-garantisca-tutele-su-asilo_ef7b6a12-e3db-4791-b06e-ae151c944460.html

CONVEGNO - LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILISecondo le più recenti stime delle organizzazioni internazionali, milioni di...
11/06/2026

CONVEGNO - LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI
Secondo le più recenti stime delle organizzazioni internazionali, milioni di donne e ragazze nel mondo vivono le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili (MGF), una pratica che comporta gravi ripercussioni sul piano fisico, psicologico, relazionale e sociale.
Le donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili possono entrare in contatto con i servizi sanitari, sociali, educativi e di accoglienza presenti sul territorio. Ciò rende indispensabile la disponibilità di competenze specifiche da parte delle professioniste e dei professionisti coinvolti nei percorsi di tutela, accompagnamento e presa in carico.
Le MGF rappresentano una tematica complessa che coinvolge aspetti sanitari, psicologici, culturali, giuridici e sociali. Per questo motivo appare fondamentale promuovere occasioni di confronto interdisciplinare capaci di favorire una maggiore conoscenza del fenomeno e di rafforzare la capacità di intervento dei servizi territoriali.
Le mutilazioni genitali femminili assumono inoltre una particolare rilevanza sotto il profilo della tutela dei diritti umani e della protezione internazionale. La giurisprudenza riconosce infatti che le donne e le ragazze che hanno subito mutilazioni genitali femminili, o che rischiano di subirle nel Paese di origine, possono rientrare tra i soggetti aventi titolo al riconoscimento della protezione internazionale, in quanto vittime o potenziali vittime di una forma di persecuzione e violenza di genere.
L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle attività di promozione della salute, tutela dei diritti umani, contrasto alla violenza di genere e protezione delle persone vulnerabili, contribuendo allo sviluppo di reti territoriali integrate tra istituzioni pubbliche, servizi sanitari, enti locali e Terzo Settore.
Destinatari
Il convegno è rivolto a: personale dei consultori familiari; operatori e operatrici dei servizi sociali; professionisti e professioniste dell'area sanitaria; operatori e operatrici del terzo settore; psicologi e psicologhe; ostetriche e ostetrici; assistenti sociali; mediatrici e mediatori culturali.
Obiettivi
L'iniziativa si propone di: approfondire gli aspetti culturali, antropologici e sociali delle mutilazioni genitali femminili; sviluppare competenze utili all'individuazione precoce delle situazioni di rischio; rafforzare le capacità di accoglienza e presa in carico multidisciplinare delle donne sopravvissute a MGF; promuovere il ruolo della mediazione culturale nei percorsi di tutela; approfondire il quadro normativo nazionale e internazionale; favorire la costruzione di reti territoriali tra servizi sanitari, sociali, educativi e associazionismo.
Risultati attesi
Maggiore conoscenza del fenomeno delle mutilazioni genitali femminili.
Rafforzamento delle competenze professionali degli operatori.
Miglioramento delle procedure di accoglienza e presa in carico.
Consolidamento delle reti territoriali tra servizi sanitari, sociali e realtà del Terzo Settore.
Promozione di strategie condivise di prevenzione e tutela.
Richiesta di patrocinio e collaborazione istituzionale.

Giornata Mondiale del Rifugiato 2026.Il 19 giugno Catania apre le porte dei luoghi dell'accoglienza
09/06/2026

Giornata Mondiale del Rifugiato 2026.
Il 19 giugno Catania apre le porte dei luoghi dell'accoglienza

06/06/2026
21/05/2026
19/05/2026

🚫“No CPR, né qui né altrove”: la Trento antirazzista è tornata in piazza

Una partecipazione ampia e trasversale: oltre 1.500 persone raccolgono l'appello del Coordinamento regionale No CPR

✍️ Redazione

https://www.meltingpot.org/2026/05/no-cpr-ne-qui-ne-altrove-la-trento-antirazzista-e-tornata-in-piazza/

Una mobilitazione ampia, partecipata e determinata che conferma quanto sia forte e diffusa l’opposizione ad un “lager di Stato” che rappresenta uno dei simboli concreti delle politiche di estrema destra della giunta provinciale e del governo Meloni, ma anche un affronto per il territorio e per un tessuto sociale solidale ben presente in città. Il corteo è partito nel pomeriggio da piazza Dante, sotto i palazzi della Provincia e della Regione, per accusare direttamente chi ha firmato e continua a sostenere l’accordo con il Ministero dell’Interno. Questo accordo è talmente infimo da non prevedere solo la costruzione della struttura detentiva ma anche il taglio dei posti letto del sistema di accoglienza, da 700 a 350, mentre già ora centinaia di persone richiedenti asilo continuano a vivere in strada, escluse da qualsiasi forma di accoglienza o assistenza sociale, in una situazione ulteriormente aggravata dalla chiusura dei dormitori di bassa soglia.

Viaggio ai confini del Vecchio continente, grazie al rapporto dell'Enar: alle frontiere dell'UE le politiche di ingresso...
13/05/2026

Viaggio ai confini del Vecchio continente, grazie al rapporto dell'Enar: alle frontiere dell'UE le politiche di ingresso sono neutre solo a parole.

Viaggio ai confini del Vecchio continente, grazie al rapporto dell'Enar: alle frontiere dell'Ue le politiche di ingresso sono neutre solo a parole. Nella pratica, invece, i cittadini provenienti dall'Africa o dall'Asia hanno avuto esperienza diretta di discriminazione etnica. Leggi l'articolo di Francesca Ghirardelli https://buff.ly/NqbrQ5D

L’omicidio di Bakary Sako e la normalizzazione della violenza razzistaA Taranto un giovane lavoratore ucciso mentre anda...
13/05/2026

L’omicidio di Bakary Sako e la normalizzazione della violenza razzista
A Taranto un giovane lavoratore ucciso mentre andava al lavoro

⚫️ L’omicidio di Bakary Sako e la normalizzazione della violenza razzista
A Taranto un giovane lavoratore ucciso mentre andava al lavoro

✍️ Antonio Ciniero
https://www.meltingpot.org/2026/05/lomicidio-di-bakary-sako-e-la-normalizzazione-della-violenza-razzista

La morte di Bakary Sako, ucciso a Taranto mentre si preparava ad andare a lavorare, non è un episodio isolato. Si colloca dentro un clima sempre più segnato da razzismo, disumanizzazione e violenza sociale.

Per il 14 maggio è stato convocato un presidio pubblico in Piazza Fontana, luogo dell’aggressione, per chiedere verità e giustizia e ribadire che “nessuna vita è invisibile”.

07/05/2026

🔴 IL CONTROLLO DELLE MIGRAZIONI ENTRA NEGLI OSPEDALI (E NELLE UNIVERSITÀ): UNA LINEA ROSSA PER LA SALUTE PUBBLICA

Sull'autorevolissima rivista medica specializzata Lancet è stato pubblicato un articolo che vede il nostro contributo.

Di seguito le conclusioni, che abbiamo tradotto per voi, che parlano di ingerenza dello Stato nella salute pubblica per plasmarla al servizio delle politiche migratorie nazionali, di dottor* resistent* su questa linea rossa e di università e istituti di ricerca che collaborando con queste politiche rendono quella linea sempre più sottile.

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"Il controllo dell'immigrazione entra nelle cliniche: una linea rossa per la salute pubblica"

"(...) La politica migratoria non è quindi estranea ai sistemi sanitari, ma li sta attivamente plasmando. Le politiche, compresi i quadri normativi in materia di rimpatrio e detenzione, dovrebbero essere sottoposte a
una valutazione sistematica e trasparente dell’impatto sulla salute.

L’accesso sicuro ed equo all’assistenza sanitaria deve essere garantito indipendentemente dallo status migratorio e 💥gli operatori sanitari non devono essere messi in situazioni che compromettano l’indipendenza clinica o gli obblighi etici💥

💥Il rifiuto da parte degli operatori sanitari di agire come agenti dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione è, in effetti, il tracciare una linea rossa, ma è improbabile che questo confine regga se la governance della migrazione continua ad espandersi oltre l’ambito clinico.

💥Come ha dimostrato un recente rapporto, le università e gli istituti di ricerca sono sempre più coinvolti nello sviluppo e nell’espansione del regime di frontiera europeo, fornendo dati, tecnologie e quadri politici che rafforzano gli approcci basati sulla deterrenza. Se questa traiettoria continuerà, la linea rossa tra assistenza e controllo verrà superata e ridefinita. Salvaguardare l’integrità dei sistemi sanitari richiede ora che quella linea rossa venga difesa."

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"Migration control enters the clinic: a public health red line"

"(...)Migration policy is therefore not external to health systems, it is actively shaping them. Policies, including return and detention frameworks, should be subject to
systematic and transparent health impact assessment.

Safe and equitable access to health care must be guaranteed regardless of migration status and health-care professionals must not be placed in positions that compromise clinical independence or ethical obligations.

The refusal of health-care professionals to act as agents of immigration enforcement is, in effect, the drawing of a red line, but this boundary is unlikely to
hold if migration governance continues to expand beyond the clinic. Akms a recent report has shown, universities and research institutions are increasingly embedded in the development and expansion of Europe’s border regime, contributing data, technologies, and policy frameworks that reinforce deterrencebased approaches. If this trajectory continues, the red line between care and control will be crossed and redefined. Safeguarding the integrity of health-care systems now requires that red line to be defended."
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http://thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762%2826%2900115-8/fulltext
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https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S2666-7762%2826%2900115-8

🔷️ Qui il nostro articolo precedente dal quale si è preso spunto
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https://www.facebook.com/share/p/1Lbpt9AUPZ/
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https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(26)00092-X/fulltext

🔷️ Qui il pezzo sul coinvolgimento delle università, citato nell'articolo:"Border Labs - How Universities Power Europe’s Border Regime"
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https://www.tni.org/en/publication/border%2Dlabs

Qui abbiamo detto la nostra in proposito
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https://www.facebook.com/share/p/18PbCbNkxz/

Indirizzo

Via Finocchiaro Aprile 160
Catania
95129

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+39095551017

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