13/08/2026
🌋ETNA, IN GINOCCHIO LA MOBILITÀ DELLA SICILIA ORIENTALE
‼️REGIONE E GOVERNO NAZIONALE SI ASSUMANO LE PROPRIE RESPONSABILITÀ
IL COMUNICATO DI CGIL, CISL, UIL, FILT, FIT E UILTRASPORTI CATANIA✍️
👉De Caudo, Attanasio, Meli, Pagliaro, Torrisi e Bonaventura – «Il quinto aeroporto d’Italia non può essere lasciato solo di fronte a emergenze che ormai non possono più essere considerate imprevedibili. Servono infrastrutture, collegamenti alternativi efficienti e risorse nazionali dedicate»
📣La nuova chiusura dell’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e della presenza di cenere vulcanica ripropone, ancora una volta, un problema che va ben oltre l’emergenza del momento.
📌La sicurezza dei voli, dei lavoratori e dei passeggeri viene prima di tutto e le decisioni assunte dalle autorità competenti in presenza di cenere vulcanica non possono essere messe in discussione. Ma ciò che non è più accettabile è che ogni chiusura dell’aeroporto di Catania si trasformi nella paralisi dei collegamenti di un’intera parte della Sicilia.
🌋L’Etna non è un evento imprevedibile. La sua attività fa parte della realtà del nostro territorio e proprio per questo, dopo anni di esperienze, chi governa avrebbe già dovuto costruire un sistema strutturale capace di garantire alternative rapide ed efficienti.
🌞CGIL, CISL, UIL, FILT, FIT e UILTRASPORTI Catania richiamano innanzitutto la Regione Siciliana alle proprie responsabilità. Non basta predisporre interventi straordinari quando l’emergenza è già esplosa. Occorre una programmazione permanente della mobilità regionale, capace di mettere realmente in rete gli aeroporti di Catania, Comiso, Palermo e Trapani attraverso collegamenti ferroviari e su gomma veloci, frequenti e coordinati con il traffico aereo.
👉Quando Fontanarossa chiude o riduce la propria operatività, migliaia di cittadini, lavoratori e turisti vengono dirottati verso altri aeroporti e troppo spesso si trovano davanti a tempi di percorrenza insostenibili, difficoltà nei trasferimenti e un sistema di trasporto che continua a mostrare tutti i limiti infrastrutturali della nostra Isola. È il risultato di decenni di ritardi negli investimenti ferroviari, stradali e nell’intermodalità.
💢È paradossale che uno dei principali aeroporti italiani non disponga ancora di un collegamento ferroviario diretto, moderno e pienamente integrato con il terminal, mentre la Sicilia orientale continua a scontare collegamenti ferroviari insufficienti e tempi di percorrenza incompatibili con le esigenze di un territorio che vuole competere sul piano economico e turistico.
‼️Ma la questione non riguarda soltanto la Regione. CGIL, CISL, UIL, FILT, FIT e UILTRASPORTI chiamano direttamente in causa anche il Governo nazionale.
✈️L’aeroporto di Catania è il quinto aeroporto d’Italia per traffico passeggeri e rappresenta una porta d’ingresso fondamentale non soltanto per Catania, ma per l’intera Sicilia orientale e per milioni di cittadini e turisti. Uno scalo di questa rilevanza nazionale, che opera ai piedi del vulcano attivo più alto d’Europa e che periodicamente deve confrontarsi con gli effetti delle eruzioni e della cenere vulcanica, non può essere trattato come un aeroporto qualsiasi.
📣Le organizzazioni sindacali chiedono quindi al Governo nazionale un programma straordinario pluriennale di investimenti, accompagnato da risorse certe e specificamente dedicate al sistema aeroportuale e alla mobilità della Sicilia orientale, finalizzato al potenziamento delle infrastrutture aeroportuali, dei sistemi tecnologici di monitoraggio e gestione della cenere, dell’intermodalità e, soprattutto, dei collegamenti ferroviari e stradali con gli aeroporti alternativi. Serve inoltre un vero piano permanente di continuità della mobilità, concordato tra Governo, Regione Siciliana, ENAC, gestori aeroportuali, Protezione civile, Ferrovie, aziende del trasporto pubblico e parti sociali, che stabilisca preventivamente cosa accade quando Fontanarossa è costretto a fermarsi, quali aeroporti assorbono i voli, quali treni e autobus vengono immediatamente attivati e con quali frequenze.
📌Non possiamo continuare a rincorrere ogni eruzione come se fosse la prima. Il problema non è l’Etna. Il problema è arrivare impreparati, ogni volta, davanti a un fenomeno naturale conosciuto e ricorrente. La Sicilia orientale rappresenta una delle aree economicamente e industrialmente più importanti del Mezzogiorno. Qui insistono il sistema industriale catanese, il polo della microelettronica, il porto, il turismo e un tessuto produttivo che ha bisogno di collegamenti efficienti con il resto d’Italia e d’Europa.
‼️Investire sull’aeroporto di Catania e sulle infrastrutture della Sicilia orientale significa quindi investire sullo sviluppo dell’intero Paese. CGIL, CISL, UIL, FILT, FIT e UILTRASPORTI Catania chiedono alla Regione Siciliana la convocazione urgente di un confronto sul sistema dei collegamenti e della mobilità in caso di emergenza aeroportuale e sollecitano il Governo nazionale ad aprire un tavolo specifico sul futuro infrastrutturale dello scalo etneo e della Sicilia orientale. Non chiediamo interventi tampone. Chiediamo una scelta politica nazionale, risorse certe, infrastrutture moderne e un piano strutturale che garantisca il diritto alla mobilità dei siciliani.