A Grid For Nature

A Grid For Nature A new . from sicilian coast to fund development against Perché no?

Vendere l'energia delle correnti di marea per interventi di consolidamento del territorio italiano. Basta allontanarsi dalle città ed attraversare la campagna siciliana ed italiana che ci si rende conto di come sono disastrate le nostre strade provinciali, le colline, i pendii, il territorio. Il rischio idrogeologico è una spada di Damocle che puntualmente cade sul territorio durante i nubifragi.

Il clima, specialmente in Italia si sta tropicalizzando, e la portata dei rovesci piovosi è destinata ad aumentare, con episodi sempre più frequenti. Vivendo in città poco si sa, poco si nota. I nostri territori sono tappezzati di impianti fotovoltaici ed eolici che servono solo al privato che ha investito per ricavarne un guadagno personale, e parte di questo investimento lo paghiamo in bolletta ogni bimestre oltre all’energia che consumiamo. Senza togliere nulla a chi ha investito fino ad ora, cambiare radicalmente modo di sfruttare l'energia pulita si può. E' giunto il momento in cui la tecnologia ci permette di dare una forte discontinuità alla politica economica del Paese. Potrebbe aver inizio un nuovo concetto di sviluppo: reinvestire completamente i profitti dall'estrazione di energia dalle correnti dello Stretto di Messina, cascate e corsi d'acqua in lavori pubblici sostenibili ed abbassare le tasse. Perché puntare soprattutto sullo Stretto di Messina? Perché è il sito più interessante del Mediterraneo per lo sfruttamento di questo tipo energia rinnovabile, l’unico non ancora sfruttato. Le correnti, infatti, in questo canale sono caratterizzate da una velocità media di 1,5 m/s. Sarebbe possibile persino scegliere di finanziare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina vendendo l'energia che "scorre" sotto la campata, tutto in un unico cantiere che si autofinanzia. E’ una questione soprattutto politico istituzionale. È pianificazione territoriale. E’ sostenibilità. E’ necessario un tavolo di concertazione fra i Ministeri interessati (penso a Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Sviluppo Economico; Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Lavori Pubblici) e L'Europa, che consenta di creare un protocollo che dia la possibilità di sfruttare a beneficio della collettività l'energia estraibile dalle acque, ed impedire che anche questa volta i progetti siano a solo beneficio del singolo privato investitore (come accade oggi con il fotovoltaico ed eolico). E’ necessario e possibile forzare un cambio di paradigma: creazione di una specifica Autorità istituzionale anche in Europa, che possa approvare, attivare e supervisionare una “grid” (una rete di produzione d’energia) di grandi e piccoli progetti sotto un’unica regia di sfruttamento della "risorsa dal territorio per il territorio” che (anche con la presenza di una quota d’investimento del privato come ulteriore organo di controllo sui progetti) sia puntualmente in grado di certificare in un bilancio pubblico e trasparente un immediato reinvestimento delle risorse in progetti eco-sostenibili. Sarebbe possibile altresì allacciare alla grid gli impianti eolici e fotovoltaici sequestrati alle mafie, come il Parco Eolico da 1,5 miliardi di euro sequestrato nel 2012 in Sicilia, o i quasi 4 mW di fotovoltaico recentemente sequestrati in Puglia. Una grid che possa cresce "a cascata" donando allo Stato ricavi da investire esclusivamente per il territorio. La Regione, lo Stato e persino l'Europa potrebbero godere, così, senza limiti nel tempo di ricavi da reinvestire sul territorio, e creare il viatico più naturale per ridurre le tasse e rendere concreta la Sostenibilità che i nuovi protocolli ambientali ci impongono. A Grid For Nature
L’energia pulita di tutti per opere pubbliche eco-sostenibili. Michele Lo Monaco

Indirizzo

Catania

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