21/04/2026
"DI QUESTO PASSO, TRA QUALCHE ANNO AVREMO BISOGNO DEL 'GIORNO DELLA VERITÀ' PER RIPARARE ALLE OMISSIONI NELLA DIVULGAZIONE DELLA STORIA DEL CONFINE ORIENTALE"
Cari Amici,
in un recente intervento a Bruxelles, nell'ambito di una convocazione straordinaria (pubblicheremo a breve l'intervista completa) presso il Parlamento, il nostro Presidente Massimiliano Lacota ha analizzato, contestualizzando bene, la situazione creatasi dal 2020 con gli stretti e peculiari rapporti di amicizia tra il Capo dello Stato Sergio Mattarella ed i due omologhi sloveni, Borut Pahor prima e Nataša Pirc Musar adesso.
"Dalla regalia fatta alla minoranza slovena in Italia con la cessione dell'edificio dell'ex Narodni dom, ovvero l'hotel Balkan di Trieste (praticamente uno scatolone rimasto vuoto, ma i cui costi di gestione vengono pagati dalla collettività per un capriccio di natura squisitamente revanscista) in occasione del centenario dell'incendio (13.7.2020) che lo rese inoffensivo (era allora, infatti, un covo di organizzazioni paraterroristiche antitaliane mascherate da associazioni culturali) alla consegna della pala del Carpaccio agli slavi avvenuta tra giuste polemiche lo scorso mese di agosto, passando per la inqualificabile gestione dell'evento Nova Gorica - Gorizia Capitale europea della Cultura 2025, caratterizzata dal restauro (coi soldi del governo di Lubiana) della cubitale scritta TITO sul monte Sabotino che l'ha ben resa visibile per tutti i dodici mesi della celebrata finta amicizia tra le due città, i rospi da deglutire sono stati tanti" ha spiegato Lacota.
"Pure troppi, diremmo, per chi ama l'Italia ed ha un briciolo di orgoglio nazionale ed onestà addosso, e si guarda allo specchio serenamente al mattino" ha continuato il nostro Presidente, paventando alcuni rischi rispetto al processo di consolidamento nella memoria nazionale degli eventi accaduti nella Venezia Giulia nel Novecento.
"Il messaggio che da certe istituzioni viene veicolato negli ultimi anni, ma che noi non accettiamo minimamente, è quello di omettere le verità scomode che possono infastidire Slovenia e Croazia, ora che, vorrebbero inculcarci, siamo diventati tutti amici, non bisogna irritarli" ha spiegato Lacota.
"Pare di rivivere la storia, perchè tale attualità ci riporta alla memoria l'atteggiamento dell'Italia dopo la rottura di Tito con Stalin nel 1948, quando il Maresciallo venne cacciato dal Cominform e da quel momento divenne un "prezioso" alleato da sostenere: e fu così che le Foibe e l'Esodo giuliano dalmata divennero un tabù durato oltre sessantanni!"
"Parlare male - cioè dire semplicemente la verità! - degli "italiani" rimasti e della responsabilità che ebbero nell'infoibamento di centinaia di nostri connazionali non si deve più; parlare di restituzione dei beni rapinati dalla Jugoslavia in violazione del Trattato di Pace e mai restituiti dalle "democratiche" Slovenia e Croazia è questione da evitare accuratamente; denunciare le stragi partigiane comuniste sono diventate narrazioni dalle quali astenersi".
Ma vi pare normale tutto questo?
"Ecco che, se si continua di questo passo, tra qualche anno il nostro Roberto Menia dovrà impegnarsi nuovamente per far approvare la legge istitutiva del "Giorno della Verità" per porre rimedio alle sistematche omissioni e censure che da qualche anno sono diventate prassi, specialmente - ed è mostruoso tutto ciò! - nel variegato mondo dell'associazionismo minoritario dell'esodo giuliano dalmata".
"Il vecchio detto 'a chi mi dà da mangiare lo chiamo babbo' è sempre attuale" ha concluso Lacota.
Che dire? La denuncia del nostro Presidente la prendiamo in seria considerazione, perchè è quello che sta succedendo.
Confidiamo che i vili saranno in netta minoranza rispetto agli onesti!